Banche centrali senza più munizioni, i mercati tornano ai fondamentali?

giovedì 13 ottobre 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

La scorsa settimana è stata movimentata, fra le altre cose, dalle indiscrezioni circolate sui media circa la possibilità che la Banca Centrale Europea possa procedere con un “tapering”, ossia un allentamento progressivo della politica monetaria ultra espansiva adesso in atto. La smentita della Bce è stata immediata, tuttavia sono molti gli analisti che credono che il meccanismo di espansione monetaria si stia inceppando. Dall’Asia agli Stati Uniti, passando per il Vecchio Continente, le Banche Centrali sembrano aver terminato le munizioni e forse cominciano ad avere la consapevolezza degli effetti negativi e indesiderati prodotti sulla profittabilità delle banche. In questo quadro, il maggior pericolo su cui gli esperti pongono l’accento è quello che infetta potenzialmente i prezzi delle attività d’investimento, ritenute non allineate ai fondamentali proprio a causa delle azioni delle banche centrali. Un altro aspetto non secondario che ha guidato i mercati finanziari è stata la prospettiva delineata dal neo premier britannico Theresa May di uno strappo definito fra Londra e Bruxelles, ipotesi questa per niente gradita dai mercati. Per diversi analisti e gestori patrimoniali* la prospettiva di un’uscita definitiva della Gran Bretagna dall’Unione intimorisce i mercati anche perchè i negoziati fra Regno Unito e Ue saranno il vero punto critico nel 2017 ed avranno un vasto impatto sia politico che economico nel Vecchio Continente.

 

AGENDA MACRO 

 

Venerdì 14/10 Previsti i conti di Jp Morgan, Wells Fargo e Citigroup. Trimestrali a parte, l’agenda macro di venerdì contempla anche l’uscita dell’indice stilato dall’Università del Michigan, che misura la fiducia dei consumatori statunitensi in relazione all’andamento economico di ottobre.

 

Lunedì 17/10 Nella settimana entrante a canalizzare l’attenzione degli investitori sarà l’andamento dei prezzi al consumo di settembre su scala globale. Aprirà il dato sull’Eurozona, mentre martedì 18 sarà la volta di Stati Uniti e Gran Bretagna. Negli States uscirà anche il dato sulla produzione industriale di settembre, che secondo le stime degli analisti dovrebbe attestarsi al +0,2%* rispetto al precedente dato di agosto fermo al -0,4%*.

 

Giovedì 20/10 Si segnala la riunione della Banca Centrale Europea, attesa da analisti e investitori per capire l’effettiva veridicità delle indiscrezioni circolate la scorsa ottava riguardo ad un possibile allentamento dei termini del programma di espansione monetaria.

 

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 16.470,28

 16.496,00  16.621,34 49,19 -0,22%

 

In settimana il FTSE Mib ha fornito segnali di tenuta, dopo essersi appoggiato al supporto a 16.366 punti che ha permesso il balzo oltre quota 16.600 punti. Prima di tentare un ulteriore allungo, che avrebbe target a 16.750 punti, rimane probabile una fase di consolidamento. Nel breve è importante che i corsi si mantengano sopra area 16.200 punti, livello tecnico capace di frenare le spinte ribassiste.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 10.523,07  10.569,34  10.528,61  53,16 +75,55%

 

Il Dax si è stabilizzato sopra la soglia psicologica dei 10.500 punti nel corso della settimana. Nel breve termine rimane fondamentale capire la forza della resistenza dinamica espressa dalla trendline che unisce i top dell’8 e 22 settembre. Oltre tale barriera il target primario rimane 10.800 punti, i massimi annuali. La discesa sotto i 10.262 punti potrebbe generare un segnale d’inversione.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 51,80  52,38 48,25 60,24 -53,37%

 

I prezzi del Brent dopo aver toccato i massimi 2016 a 53,73 dollari si stanno stabilizzando attorno ai 52,8 dollari. Detto livello potrebbe rappresentare una buona base di accumulazione per la costruzione di posizioni long che avrebbero primo target a 54 e successivo a 55 dollari per barile. Il livello statico posto a 51,22 dollari dovrebbe fornire solide garanzie di tenuta su movimenti ribassisti di breve.

 

 

TOP NEWS

 

Germania: balzo del sentiment degli investitori

L’indice Zew, che misura il sentiment degli investitori tedeschi, a ottobre si è attestato a 6,2 punti*, segnando un forte balzo in avanti rispetto al mese precedente, quando si era fissato a 0,5 punti*. Gli analisti si attendevano un dato prossimo ai 4 punti*.

 

Oil&Gas: Russia e Turchia trovano accordo

Lunedì a Istanbul, Putin ed Erdogan hanno presenziato alla firma dell’accordo che “resuscita” il progetto Turkish Stream. Secondo gli analisti* questo accordo potrebbe essere positivo per due principali motivi; da un lato pone fine al gelo fra le due potenze, Russia e Turchia, e dall’altro apre la strada all’italiana Saipem che potrebbe aggiudicarsi commesse per i lavori.

 

FinecoBank: trattative sul prezzo fra UniCredit e B.Generali

Proseguono le trattative per la cessione di FinecoBank fra il gruppo UniCredit e Banca Generali. Il Leone triestino avrebbe visionato il dossier ma il nodo da sciogliere rimane il prezzo dell’operazione, giudicato troppo alto dal potenziale acquirente. UniCredit sarebbe disposto a scendere a 2,5 miliardi*, mentre l’offerta rimane posizionata a 2 miliardi*. Intanto il titolo della banca online soffre in Borsa.

 

SOTTO LA LENTE: ZUCCHERO

 

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 23,21  23,23 21,13 61,41 -10,84%

 

Da uno sguardo alle performance delle principali commodity nel 2016, balza all’occhio la brillante performance messa a segno dallo zucchero (negoziato tramite il relativo contratto future). I prezzi hanno infatti seguito un forte trend rialzista avviato dal minimo del 24 settembre 2015 e culminato con il massimo da oltre quattro anni toccato lo scorso 29 settembre 2016 a 24,10 dollari. Lo zucchero ha primeggiato sia fra le materie prime agricole, le così dette soft commodity, che fra le risorse di base in generale, con un guadagno che dalla prima seduta del 2016 si attesta a oltre il 50%. Dal punto di vista fondamentale le prospettive di ulteriori rialzi sono sostenute dagli analisti del comparto che preannunciano una futura contrazione globale della produzione. Il trend rialzista, soprattutto a fine settembre, è infatti stato alimentato dai timori di un allargamento del deficit produttivo causato da condizioni climatiche avverse in Brasile, il primo produttore al mondo di zucchero.

 

Anche dal punto di vista tecnico il quadro è bene impostato con quota 22 dollari che dovrebbe rappresentare una solida base per strategie rialziste. Sopra i 24 dollari lo spazio per nuovi e più corposi allunghi non dovrebbe incontrare ostacoli almeno fino a 25- 26 dollari.

 

 

 

 

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