Sul bancario italiano si riaccende l’interesse per le aggregazioni

giovedì 20 ottobre 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

La settimana di Piazza Affari sembra esser cominciata all’insegna di un clima più sereno fra gli operatori di mercato, specialmente in quei comparti che hanno sofferto maggiormente nei primi sei mesi dell’anno. I tempi sembrano maturi per un’inversione di tendenza e le premesse sul piano fondamentale sembrano dirigersi in questa direzione. Fra gli investitori sembra esser tornato l’appetito per il settore finanziario e assicurativo italiano, che a detta di molte case d’affari* presentano multipli troppo bassi che non riflettono più il vero valore degli istituti. Le prospettive di rilancio non mancano: dopo l’approvazione della fusione fra Banco Popolare e Bpm, sul mercato sono tornate le indiscrezioni su una eventuale nuova ondata di aggregazioni, anche in vista della totale attuazione della riforma sulle Popolari voluta dal governo Renzi per agevolare il consolidamento nel settore. A catalizzare ulteriormente l’interesse sul comparto sono intervenute anche le ipotesi ventilate dalla stampa la scorsa settimana circa una riduzione graduale degli stimoli monetari da parte della BCE, che porterebbero benefici ai conti economici degli istituti creditizi e assicurativi. Anche al di fuori di Piazza Affari si mantiene vivo l’interesse per le politiche monetarie degli istituti centrali, considerando eventuali divergenze fra le politiche di BCE e FED che potrebbero favorire una risalita dei rendimenti e creare nuove opportunità d’investimento anche nel comparto obbligazionario.

                                                                                                                                         *Fonte dati: Bloomberg

AGENDA MACRO 

 

Giovedì 20/10 Catalizzatore principale della settimana è la riunione del board BCE da cui si potranno trarre ulteriori indicazioni in tema di ampliamento del programma di acquisto titoli. Focus anche sui dati provenienti dagli Stati Uniti sulle Nuove Richieste di Disoccupazione settimanali, attese in crescita a 250mila unità*.

 

Lunedì 24/10 Nella settimana entrante a canalizzare l’attenzione degli investitori saranno i dati preliminari Pmi stilati da Markit* per l’Eurozona e gli Stati Uniti. Aprirà il dato sulla manifattura francese, cui seguirà quello tedesco. Nel pomeriggio, invece, sarà divulgato il dato complessivo sull’Eurozona e successivamente quello relativo agli Stati Uniti. Le letture dovrebbero disegnare un quadro sostanzialmente in linea con le evidenze emerse il mese precedente*.

 

Martedì 25/10 Si segnala il dato Ifo sulla fiducia dei direttori generali in Germania*, con cui si completerà il quadro sul clima industriale nella prima economia europea nel mese di ottobre. Da seguire anche l’uscita dell’indice di Fiducia manifatturiera* in Francia.

                                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 17.044,34

 16.585,57  16.643,20 60,34 +4,61%

 

Con un avvio di settimana brillante il FTSE Mib si è smarcato delle resistenze statiche e dinamiche transitanti presso i livelli 16.600 e 16.750 punti. Il recupero di quota 17.000 punti può favorire una nuova fase di accumulazione utile alla costruzione di nuove posizioni rialziste che avrebbero target a 17.200-17.300 punti. Un segnale ribassista arriverà solo con la violazione del sostegno a 16.400 punti.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 10.645,68  10.530,53  10.554,82  54,89 +80,02%

 

L’indice Dax è uscito al rialzo dalla fase di lateralità che lo aveva caratterizzato da metà agosto. Conferme del trend rialzista si avrebbe su una rottura della resistenza statica a 10.705 punti mentre ritorni sotto i 10.500 punti favorirebbero una fase di riaccumulazione utile a scaricare le pressioni ribassiste. Solo discese oltre i 10.400 punti andrebbero a deteriorare il quadro tecnico di medio termine.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 52,88  52,01 48,99 62,83 -51,23%

 

Dopo i top del 10 ottobre il Brent ha segnato un fisiologico ritracciamento verso area 51,20 euro. Tale area potrebbe favorire una fase riaccumulativa utile alla costruzione di nuove posizioni rialziste che avrebbero primo target a 54 dollari e successivamente a 55 dollari per barile. Possibilità di invertire le posizioni sotto i 50,9 dollari.

 

 

TOP NEWS

 

UniCredit: si alzano le offerte per Pioneer

La cordata composta da Poste Italiane, Anima e Cdp avrebbe alzato l’offerta per l’acquisizione di Pioneer a 4 miliardi di euro*. Inizialmente erano stati proposti 3,4 miliardi*. UniCredit aveva giudicato troppo bassa la prima offerta del consorzio. Anche Amundi starebbe valutando un rilancio a 4,2-4,3 miliardi*.

 

Wall Street: la grande finanza viaggia spedita

I risultati di Goldman Sachs hanno evidenziato lo stato di buona salute di cui godono i giganti della finanza americana, dopo i risultati superiori alle attese di Wells Fargo, Citigroup e Jp Morgan. L’aumento degli utili è dovuto principalmente al balzo dei ricavi da trading in obbligazioni*.

 

Mps: a Siena piace il piano Passera

Corrado Passera è stato convocato martedì sera in Consob per esporre il piano di rilancio della banca senese, dopo la discussione del consiglio di amministrazione della Banca. Per gli analisti si tratta di un chiaro segnale della volontà degli amministratori di prendere in considerazione l’attuazione del piano proposto dall’ex Ad di Intesa Sanpaolo.

 

SOTTO LA LENTE: RAME

 

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 4.681,00

 4.711,40 4.743,58 39,89 -37,55%

 

Con il recente rafforzamento del dollaro sembra tornare la pressione sui prezzi dei metalli industriali, compromessi anche dalla debolezza messa in luce dai dati commerciali cinesi la scorsa settimana. In particolare sul rame, torna a farsi viva una dinamica di contrazione della domanda, sia sulla piazza di Londra che su quella di Shanghai, che ha già penalizzato i prezzi del metallo nei primi nove mesi del 2016. Infatti mentre le quotazioni delle principali risorse industriali hanno messo in luce progressi a doppia cifra da inizio anno, il rame ha mostrato una maggior sofferenza rispetto al ciclo economico, scontando una perdita che dalla prima seduta dell’anno si attesta a circa l’1,1%*. Dal punto di vista fondamentale gli esperti* fanno notare come la riduzione del surplus commerciale della Cina a settembre abbia messo in luce una contrazione della domanda che ha alimentato i timori dei mercati relativi ad un rallentamento economico del primo consumatore mondiale di rame. Le scorte, al London Metal Exchange sono calate per la seconda settimana consecutiva mentre a Shanghai si è assistito ad un forte aumento, dopo sette settimane consecutive in calo*.

 

Dal punto di vista tecnico i corsi del rame sono inseriti in una fase di lateralità che costringe i prezzi all’interno del rettangolo compreso fra i 4.500 e i 5.000 dollari per tonnellata*. Solo un’uscita decisa da tale intervallo potrebbe dare una maggior direzionalità ai corsi del metallo industriale.

                                                                                                                                                *Fonte dati: Bloomberg

 

 

 

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09/12/2019 02.49.06

 

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