Effetto Trump sui mercati, tra indici Usa ai massimi e rialzo delle materie prime

giovedì 17 novembre 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha spinto gli investitori internazionali a focalizzarsi primariamente sul mercato obbligazionario, con i rendimenti sul mercato secondario che sono stati protagonisti di una generalizzata risalita. A favorire il movimento, la possibile variazione della gestione della politica monetaria da parte della Fed e un incremento delle aspettative inflazionistiche. Il calo dei prezzi dei titoli obbligazionari ha portato in poche sedute il rendimento del T-Note Usa a 10 anni dall’1,77%* al 2,20%*. L’attuale tendenza del mercato potrebbe penalizzare gli investitori che nel corso degli ultimi mesi hanno inserito nel loro portafoglio titoli obbligazionari. Queste ripercussioni potrebbero peraltro interessare anche i titoli di Stato dell’Eurozona: nonostante lo scudo offerto dalla BCE, anche in Europa negli ultimi giorni si è assistito a un movimento analogo così come dimostra lo spread BTP-Bund, ritornato in area 180 punti*. All’interno di questo scenario, da monitorare sul fronte del mercato azionario saranno in particolar modo i titoli delle società maggiormente indebitate. L’incremento dei tassi di mercato avrebbe infatti ripercussioni sul costo di rifinanziamento di queste aziende, con pressioni sul fronte della redditività. Anche il comparto bancario potrebbe essere penalizzato nel medio termine da questa tendenza, con gli istituti di credito europei che accuserebbero una perdita di valore dei titoli di Stato detenuti in portafoglio.

                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg, dati societari

AGENDA MACRO 

 

Giovedì 17/11 In uscita il dato finale sull’inflazione dell’Eurozona nel mese di ottobre. Le stime degli analisti sono per un incremento dello 0,5% a/a*.

 

Venderdì 18/11 Negli Stati Uniti sarà pubblicato l’Indice Principale relativo ad ottobre, utile per analizzare l’evoluzione dell’economia statunitense il mese scorso*.

 

Martedì 22/11 Prevista la pubblicazione dell’Indice di fiducia dei consumatori nell’Eurozona. Il dato precedente ha registrato una contrazione di 8 punti*.

 

Mercoledì 23/11 In uscita i dati preliminari Pmi nei principali Paesi europei per il mese di novembre. Nel pomeriggio negli Usa prevista la pubblicazione del dato preliminare sugli Ordini di beni durevoli nel mese di ottobre. A seguire sarà reso noto il valore finale dell’indice di fiducia economica elaborato dall’università del Michigan. Atteso un calo a 77,5 punti*.

 

                                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 50 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 16.559,84

 16.757,16  16.687,24 47,15 +7,40

 

La prima metà di novembre ha visto il FTSE Mib tornare sotto la soglia dei 17mila punti, con crescenti pressioni al ribasso dettate dalla presenza della resistenza a 17.390 punti. Strategie al rialzo avrebbero punto d’ingresso a 16.500 punti, con target a 17.000 punti e stop sotto il supporto statico a 16.200 punti. Al ribasso, ingressi su un ritorno a 16.800 punti avrebbero obiettivo a 16.300 punti.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 50 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 10.663,87  10.674,58  10.549,72  58,80 +80,34

 

Permane l’impostazione rialzista sul Dax grazie alla tenuta della trendline rialzista ottenuta con i minimi del 27 giugno e 6 luglio. In questo quadro è possibile aprire posizioni rialziste con acquisti sulla forza oltre i 10.800 punti con primo target a 11.000 punti. Stop sotto i 10.690 punti. Possibilità di considerare posizioni ribassiste solo su discese oltre i minimi di area 10.500 punti con obiettivo a 10.180 punti.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 50 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 46,72  45,73 48,75 44,27 -58,27

 

Il Brent veleggia in un’area delicata rappresentata dal supporto statico di area 45,30$. Scivolamenti sotto i minimi a 43,57$ aprirebbero a derive ribassiste che potrebbero portare i prezzi in area 41,40$. Un cambio di orientamento verso l’alto si avrebbe solo a 46,10$ con conferme che arriverebbero sopra i 46,95-47$.

 

 

TOP NEWS

 

Italia: crescita PIL terzo trimestre sopra le stime

Nel terzo trimestre del 2016 il prodotto interno lordo (PIL) dell’Italia è aumentato dello 0,3%* rispetto al trimestre precedente e dello 0,9%* su base annua. I dati sono stati superiori alle stime degli analisti. Si tratta di indicazioni positive per il Governo che vede più vicino il proprio target di crescita dello 0,8%* per l’intero 2016.

 

Germania: segnali di fiducia nell’economia

L’indice tedesco Zew, che misura il sentiment degli investitori tedeschi, a novembre si è attestato a 13,8 punti* segnando un forte balzo in avanti rispetto al mese precedente quando si era fissato a 6,2 punti*. Gli analisti si attendevano un dato a 8,1 punti*.

 

Ferragamo: terzo trimestre 2016 deludente

Ferragamo ha chiuso i primi nove mesi del 2016 con ricavi pari a 1,01 miliardi di euro*, in calo dello 0,7%* a tassi di cambio correnti e in flessione del 4%* a tassi di cambio costanti. L’utile netto risulta stabile a 112 milioni di euro*. Per molti analisti il terzo trimestre è stato giudicato “deludente”.

                                                                                                                                           *Fonte dati: Bloomberg

 

SOTTO LA LENTE: RAME

 

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 50 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 246,95

 251,10 220,90 71,59 n.d

 

Il mese di novembre ha fatto registrare un significativo miglioramento dei prezzi del rame. Dal punto di vista fondamentale infatti l’inaspettata vittoria di Donald Trump alle presidenziali ha alimentato le aspettative su di un aumento della domanda di materiali non ferrosi negli Usa, spingendo il prezzo del rame sui massimi dal giugno del 2015 a 273,45 dollari*. Gli analisti pongono però l’accento sul rialzo delle scorte registrato sulla piazza di Shangai (+15%* nell’ultima settimana) che potrebbe esser anticipatore di una contrazione della domanda nei mercati asiatici. Dal punto di vista grafico il primo novembre il prezzo del contratto ha violato al rialzo le resistenze dinamiche espresse dalla trendline disegnata con i top decrescenti del 18 marzo e 21 luglio 2016. Detto movimento ha permesso di completare una figura tecnica quale il triangolo formato dalla trendline discendente citata precedentemente e dal supporto dinamico espresso dalla linea di tendenza ottenuta con i minimi crescenti del 19 gennaio e 9 giugno 2016.

 

Queste indicazioni di acquisto sono state avvalorate da un ulteriore segnale di acquisto generato con la violazione al rialzo delle resistenze statiche di area 231 dollari*. Per il futuro gli analisti ritengono più probabile una fase di assestamento dei prezzi nel medio periodo. Ipotesi corroborata anche dalle stime degli analisti riportate da Bloomberg, che vedono il future sul rame in area 230 dollari* nella prima parte del 2017.

                                                                                                                            *Fonte dati: Bloomberg; dati societari

 

 

 

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15/12/2019 11.08.05

 

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