Nuovo piano industriale per Enel, per il debito rischio tassi

Nuovo piano industriale per Enel, per il debito rischio tassi

martedì 29 novembre 2016

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Minori ricavi ma più utili: i primi nove mesi 2016 di Enel si sono conclusi con un balzo dell’utile netto del +32%* a 2,7 miliardi di euro* a fronte di una flessione dei ricavi del 7,98%* a 51,5 miliardi*. Merito del taglio dei costi per recuperare i margini operativi e dei minori oneri finanziari. Questi numeri hanno permesso al gruppo di tornare, dopo cinque anni, alla distribuzione di un acconto sul dividendo di 9 centesimi* che andrà in pagamento agli azionisti il 25 gennaio 2017. Ed è proprio facendo leva sulla maggior generazione di cassa operativa, che dovrebbe salire da 2,57 miliardi di euro* del 2015 ai 4,44 miliardi* stimati dagli analisti per il 2019, che il management guidato da Francesco Starace ha incentrato gli obiettivi strategici dell’aggiornamento del Piano Industriale 2017-2019, presentato martedì scorso a Londra. Il focus dell’azienda è basato su un’ambiziosa politica dei dividendi, con un tasso di distribuzione degli utili che entro il 2019 dovrebbe essere portato al 70%*. In aumento anche gli investimenti, con 4,7 miliardi di euro* destinati alla digitalizzazione dei processi. Il nuovo piano mostra dunque la capacità dell’azienda di contrastare uno scenario economico difficile grazie al forte peso delle attività regolate o quasi regolate, area di business che vale circa il 75% dell’Ebitda. Sullo sfondo non vanno tuttavia dimenticate alcune sfide che attendono Enel, in particolare quelle legate al debito. Con 39,65 miliardi* di passività nette, Enel rischia di essere fortemente penalizzata dalla prosecuzione del rialzo del costo del denaro registrata di recente sui mercati. A riguardo, il management prevede una riduzione del costo del debito lordo dal 5%* del 2016 al 4,7%* nel 2019.

                                                                                                                                                                                *Fonte dati: Bloomberg, S&P G. Ratings

 

 

Analisi Tecnica

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 50 giorni  RSI 14 giorni  VAR. % 5 Anni 
3,70  3,72  3,84 46,91 n.d.

 

 

 

 

 

 

Il quadro tecnico di Enel ha subito un rapido deterioramento in occasione della seduta del 10 novembre quando sono stati violati gli strategici supporti dinamici espressi dalla linea di tendenza tracciata con i minimi del 9 febbraio e 24 giugno 2016. Al momento la discesa è stata arginata dal transito in area 3,60 euro del supporto offerto dalla trendline ottenuta con i top descrescenti del luglio e ottobre 2015 e dalla presenza in area 3,50 euro dei supporti statici che sostengono il titolo dal febbraio 2014. E’ da allora che l’azione di fatto scambia all’interno di un trading range superiormente delimitato dalle resistenze di area 4,5 euro. All’interno di questo quadro, strategie long speculative possono essere strutturate con acquisti a 3,58 euro, stop a 3,53 euro e target a 3,78 euro. Al ribasso, ingressi in vendita a 3,82 euro hanno target a 3,61 e 3,43 euro e stop posizionato a 3,92 euro. (Tutte le date e i dati numerici nel testo di cui sopra sono tratti da Bloomberg).

 

 

 

 

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07/12/2019 09.31.29

 

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