FED: scocca l'ora del rialzo dei tassi, sarà lo stesso anche nel 2017?

mercoledì 14 dicembre 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

Questa settimana l’attenzione dei mercati finanziari sarà catalizzata dalle Banche centrali. Questa volta a salire in cattedra è stata Janet Yellen, presidente della Federal Reserve, che nella riunione di mercoledì 14 dicembre ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base dal +0.50%* al +0,75%*. Ciò che il mercato ha valutato con attenzione è stato il discorso della governatrice, chiamata a mantenere gli equilibri fra gli esponenti più favorevoli ad una politica monetaria accomodante e quelli che propendono invece per una rapida stretta delle condizioni monetarie. Sullo sfondo le aspettative sulle mosse della nuova amministrazione Trump in termini di stimolo fiscale che dovrebbero far propendere la Fed per un atteggiamento attendista nella prima parte di anno, in attesa di conoscere i reali impatti di queste politiche sull’inflazione, per poi accelerare la stretta nella seconda parte del 2017. Con una crescita del Pil attesa fra il 2,2-2,3%* nel biennio 2017-18 gli analisti ritengono che la Fed dovrebbe contenere l’azione monetaria su un massimo di due rialzi nel prossimo anno. Vanno verso questa direzione anche i dati sull’inflazione statunitense, passata dall’1,5%* all’1,6%* ad ottobre e stimata in ulteriore crescita all’1,7%* a novembre. Sulla base di queste stime nel mercato secondario è scattata la fuga dai bond governativi: il rendimento del T-Note decennale del governo degli Stati Uniti è salito fino al 2,5%* lunedì 12 dicembre, aggiornando i massimi dal settembre del 2014.

                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg

AGENDA MACRO 

 

Giovedì 15/12 All’indomani della riunione della Federal Reserve l’appuntamento più atteso è la riunione della Bank of England. Secondo gli analisti, l’istituto di Mark Carney non dovrebbe modificare le attuali condizioni monetarie. In mattinata saranno pubblicati i dati Pmi stilati da Markit su manifattura e servizi per l’Eurozona, la Germania e la Francia utili a capire lo stato di salute dell’economia continentale.

 

Venerdì 16/12 In uscita il dato finale sull’inflazione nell’Eurozona per il mese di novembre. Le rilevazioni dovrebbero confermare la lettura preliminare, con una crescita dello 0,6%* su base annuale e una contrazione dello 0,1%* su base mensile. Negli Usa è atteso il dato sulle nuove costruzioni abitative, utile a sondare il clima sul settore immobiliare a stelle e strisce.

 

Lunedì 19/12 In Germania attesa la pubblicazione del dato IFO per monitorare il clima commerciale e lo stato delle aspettative economiche nella prima economia europea.

 

                                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 50 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 18.606,32

 18.409,82  16.928,03 78,71 +28,94

 

Il FTSE Mib ha compiuto un veloce balzo tecnico che in poche sedute ha portato i prezzi a scambiare al di sopra delle ex resistenze a 18.320-18.400 punti. Il basket non dovrebbe incontrare ostacoli fino alla soglia psicologica a 19mila punti, mentre potrebbero risultare pericolose discese sotto i sostegni offerti dai minimi a 18.160 punti.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 50 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 11.244,84  11.168,92  10.666,35  74,85 +98,14

 

Dopo lo spunto rialzista della scorsa settimana il DAX segue sui massimi da oltre un anno, sopra la soglia psicologica degli 11mila punti. Ulteriori allunghi porterebbero il basket al confronto con la barriera posta a 11.430 punti. Il supporto offerto dai minimi a 11.145 punti dovrebbe tenere lontano il pericolo di una inversione del trend nel breve periodo.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 50 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 55,04  54,94 50,12 64,12 -47,58

 

Il Brent presenta un quadro tecnico bene impostato, dopo i segnali di forza generati a dicembre con la violazione dei livelli statici a 52,8 $ e 55 $. Quest’ultimo livello potrebbe ora fare da base per ulteriori spunti rialzisti che avrebbero come target 60 $. Da monitorare la tenuta della ex resistenza a 52 $, unico livello la cui violazione potrebbe fornire segnali di inversione ribassista.

 

 

TOP NEWS

 

Bund: rendimento su massimi da gennaio 2016

Lunedì 11 il rendimento del Bund decennale emesso dal governo tedesco ha toccato quota 0,40%*, aggiornando livelli che non si vedevano dal gennaio del 2016.

 

UniCredit: maxi ricapitalizzazione da 13 miliardi di euro

Martedì 13 è stato varato ufficialmente il nuovo piano strategico al 2019 targato Jean Pierre Mustier. Ufficializzato l’aumento di capitale da 13 miliardi di euro*, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea straordinaria degli azionisti convocata per il 12 gennaio 2017 e da eseguirsi entro giugno 2017.

 

Spagna: FMI vede crescita sopra il 3,2% nel 2016

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale nel 2016 l’economia spagnola metterà a segno, come l’anno precedente, un incremento del 3,2%*. Il dato nel 2017 è destinato a scendere al 2,3%* visto che verranno a mancare i sostegni rappresentati dal petrolio a sconto, dall’euro debole e dagli stimoli fiscali.

                                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg

 

SOTTO LA LENTE: NATURAL GAS

 

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 50 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 3,52

 3,59 3,10 60,64 +12,12%

 

Con l’avvio della stagione fredda negli Usa aumentano le pressioni in acquisto per il natural gas, le cui prezzo a dicembre è salito sui massimi da gennaio 2015 a 3,77 dollari* per milione di Btu (British termal unit). Il prezzo della risorsa scambiata al Nymex ha recuperato il 51%* rispetto ai minimi del 2016, segnati lo scorso 25 febbraio a 2,5 dollari*. Secondo gli analisti il trend rialzista non è ancora esaurito e potrebbe trovare supporto nelle condizioni metereologiche in Nord America, previste in deterioramento dagli esperti, che vedono temperature inferiori di 6 gradi* rispetto alla media di periodo. Evento che dovrebbe incrementare la domanda di gas naturale a fini di riscaldamento. Vanno in tal senso anche le pubblicazioni dell’EIA (International Energy Agency), che nella passata settimana hanno messo in luce un calo delle scorte di 42 miliardi* di piedi cubi, rilevazione che ha dettato il movimento rialzista verso i massimi di periodo. In questo quadro rimane da capire se il trend delle scorte possa proseguire nel corso dei primi mesi di gennaio, con gli analisti che rimangono posizionati positivamente sul gas naturale e vedono il prezzo mantenersi sopra i 3 dollari* fino al 2018.

 

Dal punto di vista grafico risulta fondamentale la tenuta del supporto statico a 3,5 dollari*, con target al rialzo posto a 4 euro*. In caso di violazione del sostegno prima descritto invece il prezzo potrebbe scivolare a ridosso de 3 euro*, favorendo una nuova fase di accumulazione su tale livello utile alla ricostituzione di nuove posizioni in acquisto.

                                                                                                                            *Fonte dati: Bloomberg

 

 

 

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09/12/2019 04.10.38

 

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