Finale a sorpresa per il 2016: listini europei sui massimi dell'anno

mercoledì 21 dicembre 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

Il 2016 è stato un anno ricco di eventi, dalla Brexit all’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, passando per i problemi del settore creditizio dell’Eurozona. L’insieme di queste vicende ha provocato forte volatilità nei mercati finanziari, eppure in questa ultima parte di anno sono giunte indicazioni positive dall’economia, che hanno alimentato un cauto ottimismo fra gli operatori. A livello macro, nel quarto trimestre del 2016 l’Eurozona ha registrato un tasso di espansione dell’attività manifatturiera da record, con il PMI manifatturiero salito a 54,9 punti*, livello massimo da aprile 2011, segnalando un’accelerazione della crescita dei nuovi ordini e dell’occupazione. Sul fronte azionario i listini delle due principali economie del Vecchio Continente, Germania e Francia, si apprestano a terminare il 2016 sui massimi, mentre l’indice italiano, seppur con maggior affanno, si è mostrato in grado di recuperare parecchio terreno rispetto ai minimi registrati nel corso dell’anno. Nonostante queste evidenze gli analisti si mostrano cauti, ricordando che molta parte dell’aumento della competitività è da attribuirsi all’effetto della svalutazione dell’euro e non a fattori aziendali. Inoltre gli effetti degli eventi citati ad inizio analisi sono ancora tutti da verificare e mostreranno le loro conseguenze solamente a partire dalla seconda parte del 2017. Senza dimenticare le diverse scadenze elettorali che interesseranno Francia, Germania e Olanda che potrebbero alterare il quadro politico e provocare nuove ondate di volatilità.

                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg

AGENDA MACRO 

 

Giovedì 22/12 Agenda macro con focus sugli Usa. In uscita la terza lettura del Pil del terzo trimestre, atteso in ulteriore miglioramento a conferma del buono stato di salute della prima economia del mondo. Nel pomeriggio saranno resi noti gli ordini di beni durevoli.

 

Venerdì 23/12 Nel corso della mattinata uscirà il dato definitivo sul Pil del terzo trimestre della Gran Bretagna. Nel pomeriggio l’indice elaborato dall’Università del Michigan fornirà uno sguardo sullo stato delle aspettative negli Usa.

 

Martedì 27/12 Negli Usa verrà pubblicato l’indice di fiducia dei consumatori e l’indice di attività manifatturiera, quest’ultimo elaborato dalla Fed di Dallas.

 

Mercoledì 28/12 Giornata importante per l’Italia: saranno pubblicati gli indici di fiducia sulla manifattura e sul consumo. Per il mese di dicembre è atteso un lieve calo rispetto alla rilevazione precedente.

 

                                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 50 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 19.215,59

 18.966,41  17.175,07 77,50 +29,66

 

Il quadro tecnico del FTSE Mib si conferma costruttivo, corroborando le indicazioni di forza giunte a dicembre, quali la violazione della ex resistenza dinamica tracciata con i top del 14 marzo e 29 aprile 2016 e della barriera a 18.320 punti. Sopra i 19mila punti il prossimo obiettivo è rappresentato dalla resistenza a 19.215 punti, mentre al ribasso rimane da testare il cambio di stato del livello 18.600 punti.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 50 giorni  RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 11.468,64  11.381,34  10.747,55  77,52 +98,02

 

Il Dax ha aggiornato i massimi del 2016 al di sopra della resistenza a 11.430 punti. Il movimento ha confermato i segnali di acquisto generati nella prima parte di dicembre, quando il basket ha violato la (ex) resistenza a 10.800 punti, uscendo di fatto dal rettangolo in formazione da luglio di cui tale livello rappresentava il bordo superiore. Ulteriori allunghi andrebbero nella direzione di area 11.670 punti.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 50 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni
 55,09  54,92 50,36 61,50 -48,85

 

I prezzi del Brent sono in fase di consolidamento attorno all’area psicologica di 55 $ dopo la mancata violazione della coriacea resistenza a 56,5$. Strategie in acquisto potrebbero essere implementate con acquisti in area 54-55 $, target a 56 $ e stop a 53,5 $. Sotto i 53 $ avviare posizioni short che avrebbero obiettivo a 50 $ e punto di uscita a 53,5 $.

 

 

TOP NEWS

 

Bank of Japan: confermati i tassi d’interesse

Nessuna sorpresa da parte della Bank of Japan che come da attese ha mantenuto invariati i propri tassi ufficiali di riferimento al -0,1%*. Il target per i tassi governativi decennali è stato confermato intorno allo zero. Rivisto al rialzo l’outlook di crescita per importazioni ed esportazioni del Paese.

 

Valute: nuovi record per il dollaro

Non si arresta la forza del dollaro statunitense sul mercato valutario. In settimana il cambio euro/dollaro è sceso fino a 1,0352*, livello più basso degli ultimi 14 anni. Al tempo stesso il Dollar Index è schizzato ai nuovi massimi da fine 2012 a 103,65 punti*. Ad innescare la corsa sono state le parole di Janet Yellen, la numero uno della Federal Reserve, che ha dichiarato che il mercato del lavoro statunitense non è mai stato così forte negli ultimi dieci anni.

 

Euronext: trattative in corso per rilevare LCH Clearnet

Il gruppo francese Euronext avrebbe aperto una trattativa esclusiva per rilevare LCH Clearnet, società specializzata nelle operazioni di compensazione, dal gruppo inglese London Stock Exchange.

                                                                                                                                          *Fonte dati: Bloomberg

 

SOTTO LA LENTE: DAX

 

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 50 giorni RSI 14 giorni VAR. % 5 anni

 11.468,64

11.381,34 10.747,55 77,52 +98,02

 

Contro ogni più rosea previsione l’ultima parte del 2016 vede i principali indici europei veleggiare a ridosso dei massimi annuali. Segnali di rafforzamento che vanno in direzione di una stabilizzazione del clima economico nel Vecchio Continente. Dopo un anno di grande incertezza anche la Germania, la principale economia europea, sembra aver ritrovato il giusto slancio, incoraggiando una maggior fiducia negli operatori ed una spinta alla produzione manifatturiera. Indicazioni positive che giungono principalmente dal mercato del lavoro e dall’inflazione. In termini occupazionali infatti la situazione della Germania è fra le più solide dei Paesi sviluppati, con un indice di disoccupazione al 6%* a novembre, il livello più basso dal dopoguerra ad oggi. L’indice dei prezzi al consumo, sempre a novembre, è tornato a galoppare segnando una variazione annuale dello 0,8%*, la più alta dal settembre del 2014. Numeri che incoraggiano la fiducia: l’indice Ifo, che misura le aspettative degli investitori tedeschi a dicembre è salito a 111 punti*, contro i 110,4 punti* del mese precedente.

 

Nonostante queste evidenze gli analisti esprimono cautela, anche perché le incognite che aleggiano sul nuovo anno sono ancora molte, a cominciare dalla tornata elettorale che nel 2017 attende il Paese, con la rielezione della Cancelliera Angela Merkel tutt’altro che scontata. Sullo sfondo la gestione delle crisi bancarie dei Paesi periferici, dalla cui evoluzione dipenderà il destino e la tenuta politica dell’Eurozona.

                                                                                                                            *Fonte dati: Bloomberg

 

 

 

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09/12/2019 04.41.05

 

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