Nuovi massimi per l'America, il Giappone festeggia Abe

giovedì 21 luglio 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

In un quadro geopolitico sempre più complicato dopo il tentato golpe in Turchia e la strage di Nizza, i mercati azionari globali hanno mostrato una sostanziale resilienza ai fattori esogeni. In questo contesto, al momento gli investitori internazionali sembrano dunque essersi concentrati sulle positive indicazioni giunte dalle trimestrali. In secondo piano sono invece passati altri elementi di carattere macroeconomico. Nello specifico, il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime di crescita mondiale sia per il 2016 che per il 2017 dello 0,1% rispetto alle proiezioni di aprile per tenere conto dei potenziali impatti sulla congiuntura internazionale della Brexit. A detta dell’FMI, il Prodotto Interno Lordo mondiale quest’anno dovrebbe crescere del 3,1% e il prossimo del 3,4%. Secondo l’aggiornamento del World Economic Outlook l’Italia dovrebbe vedere la crescita fermarsi allo 0,9% nel 2016 e all’1% nel 2017. A continuare a pesare sulle prospettive dell’Europa e dell’Italia in particolare è sempre il comparto bancario. A livello generale, implicazioni negative potrebbero emergere dalla sentenza della Corte Europea che bocciando il ricorso della Slovenia ha confermato la legittimità delle regole sul Bail In. Questo potrebbe dunque ripercuotersi con una nuova fase di avversione al rischio da parte degli investitori, specie sul comparto bancario italiano ancora alle prese con la gestione delle sofferenze bancarie. A riguardo è da segnalare come l’ultimo rapporto dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, ha evidenziato in giugno un ulteriore peggioramento della qualità del credito.

 

 

 

AGENDA MACRO 

 

Dagli appuntamenti in calendario nella settimana si avranno le prime importanti indicazioni rispetto alle politiche monetarie future delle due maggiori banche centrali mondiali. Giovedì 21 è la volta della Bce, mentre mercoledì 27 tocca alla Fed. Se per la Fed la possibilità che il rialzo dei tassi di interesse sia ormai rimandato al 2017 non è ancora così scontata, la Bce dovrebbe invece confermare la politica economica ultraespansiva volta a sostenere la ripresa dell’Eurozona. Da seguire inoltre gli importanti dati sulla manifattura per i principali Paesi dell’Eurozona, stimati in contrazione dagli analisti, e il Pil del secondo trimestre della Gran Bretagna, che daranno una fotografia puntuale sullo stato di salute delle economie del Vecchio Continente.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni
 16.680,48  16.702,10  16.268,50  17.036,82

 

L’indice FTSE Mib è in fase di ritracciamento successivamente alla respinta da parte della trendline dinamica tracciata con il minimo del 16 giugno e i top della scorsa ottava. Per il movimento settimanale è importante la tenuta del supporto psicologico a 16.500 punti, a rottura del quale è possibile implementare strategie short con primo obiettivo 16.000 punti. In caso di rimbalzo sono percorribili strategie speculative long con obiettivo un ulteriore test della trendline descritta.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni 
 10.035,51  10.022,06  9.762,04  9.897,79

 

La trendline di medio termine tracciata con i minimi del 7 aprile e 24 maggio ha respinto il basket tedesco verso il basso ma la tenuta della soglia psicologica dei 10.000 punti sembra ben arginare le spinte ribassiste. Con i doppi minimi del 27 giugno e 6 luglio il livello chiave per nuovi spunti al rialzo rimane posizionato in area 9.800 punti.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni
Media mobile 50 giorni 
 46,68  47,06 48,10 49,01

 

Con il passaggio di stato della trendline dinamica di lungo periodo, uscente dai minimi del 20 gennaio, da supporto a resistenza le quotazioni del contratto sul Brent sono passate nel range di negoziazione compreso fra i 48 e i 46 dollari al barile. La fase laterale attualmente in atto potrebbe prendere una nuova direzionalità rialzista solo con il superamento dei 48 dollari, mentre in uno scenario ribassista rimane aperta la possibilità di discese a 45 dollari a barile.

 

 

TOP NEWS

 

Trimestrali Usa: le banche d’affari battono le stime

La stagione delle trimestrali è entrata nel vivo. I risultati fin’ora riportati hanno evidenziato numeri superiori al consensus degli analisti per le maggiori società Usa fra cui Alcoa, JP Morgan, Goldman Sachs, Citigroup.

 

Rcs: Cairo conquista il controllo del gruppo

Cairo è l’azionista di controllo di Rcs. Venerdì la sua offerta ha raccolta adesioni pari al 48,8% del capitale contro il 37,7% della cordata composta dai soci storici.

 

Nintendo: superata Sony in termini di capitalizzazione

Dopo il lancio del nuovo gioco Pokemon Go il valore dei titoli del gruppo è più che raddoppiato. Con una capitalizzazione di 42,4 miliardi di dollari è stata superata la rivale Sony.

 

SoftBank: acquisita la britannica ARM Holding

Con un’operazione da 32 miliardi di dollari, pagati interamente cash, la società SoftBank ha acquisito la britannica ARM Holdings, dando vita ad una delle più importanti operazioni nel campo dell’Information Technology del 2016.

 

SOTTO LA LENTE: Nikkei 225 Index

 

Giappone nuovamente al centro dell’attenzione degli investitori internazionali. A favorire il ritorno di interesse verso il Sol Levante il risultato delle elezioni parlamentari del 10 luglio, con la netta affermazione della coalizione guidata dal primo ministro Shinzo Abe che di fatto ha aumentato l’influenza del Premier sull’esecutivo. Lunedì 11 luglio il Nikkei 225 ha festeggiato il risultato elettorale con un rialzo del 3,98%, miglior performance giornaliera dei tre mesi precedenti. Rispetto ai valori di chiusura dell’8 luglio, le quotazioni dell’indice giapponese ora valgono quasi l’11% in più. La volontà di Abe di aumentare ulteriormente la spesa e gli investimenti pubblici e attuare una serie di riforme strutturali ha infatti incrementato le prospettive reddituali delle aziende nipponica. L’esito delle elezioni ha inoltre fornito un altro assist alle società del Sol Levante. I possibili nuovi interventi della Bank of Japan nella gestione della politica monetaria hanno infatti favorito un deprezzamento dello Yen di circa 6 punti percentuali sia rispetto ad Euro che Dollaro Usa. Un calo delle quotazioni della divisa nipponica è un fattore che incide positivamente sulle prospettive di export delle società giapponesi.

 

 

15/12/2019 11.25.26

 

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