Settimana cruciale fra stress test e risultati trimestrali

giovedì 28 luglio 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

I principali catalizzatori per la settimana in corso sono rappresentati da un lato dai risultati trimestrali, dall’altro dall’esito degli stress test in uscita venerdì 29. I primi continueranno a fornire segnali circa lo stato di salute dell’economia del Vecchio Continente, mentre i secondi daranno importanti indicazioni sullo stato di patrimonializzazione del sistema bancario europeo. In questo quadro assumono sempre maggior rilevanza le mosse di politica monetaria degli istituti centrali. Mentre Mario Draghi ha confermato la politica dei tassi a zero e il proseguimento del programma di riacquisto titoli fino al marzo 2017, Oltreoceano si sono ridotte al minimo le probabilità che la numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen, proceda con una stretta monetaria entro la fine dell’anno in corso. In Giappone, gli stimoli all’economia dovrebbero arrivare non solo da parte della politica monetaria, ma anche da parte del governo: il primo ministro Shinzo Abe dovrebbe ufficializzare un pacchetto di stimolo fiscale del valore di oltre 28 mila miliardi di yen. Sul fronte nazionale, Piazza Affari fra la settimana scorsa e quella in corso ha registrato sedute di consolidamento, con una significativa riduzione della volatilità. L’indice FTSE Mib ha ridotto le oscillazioni tra i 16.600 e i 16.800 punti, con gli investitori in attesa dei prossimi sviluppi relativi alla questione bancaria.

 

 

 

AGENDA MACRO 

 

Dagli appuntamenti in calendario nella settimana si potranno trarre importanti indicazioni sulla fiducia dei consumatori nell’Unione Europea, attesa stabile rispetto a maggio a -7,9 punti. Dalla Gran Bretagna importanti dati in uscita giovedì 28 sulla variazione annuale dei prezzi delle case. Per questi ultimi è attesa una crescita del 4,5%, inferiore rispetto alla crescita del 5,1% riportata dal dato precedente. Dagli Stati Uniti in arrivo l’importante dato sul Pil del trimestre, atteso in crescita del 2,6% rispetto al trimestre precedente. Detto dato darà un importante segnale al mercato circa le prossime mosse della Fed entro la fine dell’anno. Sul fronte italiano attesa una contrazione dell’indice ai prezzi al consumo dello 0,2%, in linea con il dato precedente.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni
 16.863,01  16.767,25  16.415,23  16.928,25

 

L’indice FTSE Mib ha trascorso le sedute dell’ultima settimana in uno stretto rettangolo compreso fra i 16.600 e i 16.800 punti registrando una forte contrazione dei volumi e della volatilità. Per l’operatività a breve movimenti sopra i 17.000 punti avrebbero come target il test della trendline dinamica discendente dai top del 3 dicembre e 24 giugno. Al ribasso continua a mantenere la propria valenza il supporto statico di 16.590 punti.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni 
 10.319,55  10.213,84  9.911,93  9.928,63

 

Per l’indice tedesco la settimana in corso continua a confermare i segnali di forza. Il target al rialzo del paniere tedesco rimane posto a 10.400 punti. In caso di ritracciamenti, invece, potrebbe tornare al test della trendline dinamica tracciata con i minimi intraday del 24 maggio e 10 giugno.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni Media mobile 50 giorni 
 43,45  44,44 46,78 48,55

 

Continua il ritracciamento delle quotazioni del petrolio ormai sceso sotto la soglia psicologica dei 45 dollari al barile. Il segnale di inversione della tendenza è stato attivato con la violazione della trendline dinamica di lungo periodo uscente dal minimo del 20 gennaio 2016. La rottura al ribasso del supporto statico rappresentato da area 46,30 dollari ha confermato il segnale descritto in precedenza.

 

 

TOP NEWS

 

Telecom Italia: conti trimestrali migliore di attese

Il gruppo tlc ha archiviato il primo semestre con un utile netto pari a 1,02 miliardi di euro, in decisa crescita rispetto ai 33 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

 

Enav: quotazione record a Piazza Affari

L’Offerta Globale di Vendita di azioni ordinarie ENAV si è conclusa settimana scorsa con una domanda pari a 8 volte il quantitativo offerto. Sul mercato andrà il 42,5% del capitale sociale della società (46,6% del capitale della Società in caso di integrale esercizio dell’Opzione Greenshoe).

 

Mediaset: Vivendi fa retromarcia

L’Ad di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, ha quindi comunicato che non intende onorare il contratto stipulato lo scorso 8 aprile.

 

Trimestrali Usa: nubi sui conti Apple

Si conferma il trend discendente di vendite per gli iPhone. I riscontri arrivati ieri sera da Apple confermano che le vendite del suo smartphone sono scese anche nel corso del secondo trimestre dell’anno e di conseguenza l’utile del gruppo ha segnato il passo con una flessione del 27% rispetto a un anno fa.

 

SOTTO LA LENTE: EURO STOXX Banks Index

 

L’attesa sta per finire. Venerdì 29 l’Autorità Bancaria Europea (EBA) alzerà il velo sugli esiti degli stress test condotti sulle 50 principali banche europee a rilevanza sistemica. L’obiettivo degli esercizi in questione è misurare la solidità del patrimonio degli istituti di credito in un ipotetico scenario congiunturale avverso. Fra le banche sotto la lente, 5 sono italiane: Intesa SanPaolo, UniCredit, Banco Popolare, UBI Banca e Mps. L’attenzione del mercato in queste ultime settimane si è focalizzata in particolare su quest’ultima. Gli investitori temono che la banca possa avere delle difficoltà patrimoniali qualora dovessero manifestarsi ipotetici scenari avversi. Da settimane sono in corso trattative fra il Governo Italiano e la Commissione Europea per cercare di trovare una soluzione di intervento pubblico che non contrasti con la direttiva europea sulle risoluzioni bancarie. Intanto a Siena preparano un piano di rafforzamento patrimoniale da attuare sia tramite un maxi aumento di capitale da 5 miliardi che attraverso la vendita in blocco al Fondo Atlante di 9,7 miliardi di crediti in sofferenza.

 

 

09/12/2019 03.14.22

 

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