Politica e Banche centrali osservate speciali

giovedì 15 settembre 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

La settimana dei mercati finanziari è cominciata molto contrastata. Driver principale di questo scenario molto eterogeneo sono le politiche monetarie delle due principali banche centrali mondiali. Se nel Vecchio Continente Mario Draghi, con la riunione di giovedì scorso ha comprato tempo in attesa delle mosse di Janet Yellen, Oltreoceano imperversa il dibattito fra i membri della FED stessa circa la effettiva necessità di un rialzo tempestivo del costo del denaro. In questo quadro Goldman Sachs ha tagliato al 25% le probabilità che la stretta monetaria possa avvenire nella riunione di settembre. Le incertezze descritte ed il ritorno dei volumi hanno alimentato la volatilità, rilevata dall’indice Vix che venerdì è tornato a salire registrando una vera e propria impennata: da 12,5 a 17,5 punti, +40% in una sola giornata di Borsa. Come già accaduto più volte nel 2016 la volatilità è stata particolarmente avvertita a Piazza Affari, dove il FTSE Mib sconta da un lato l’incertezza politica legata all’esito del referendum autunnale e dall’altro i tanti punti interrogativi che pendono sulle operazioni di rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito in difficoltà. Ultimo dei quali generato dalle dimissioni dell’Ad di Mps, Fabrizio Viola. A completare il quadro poi, le dichiarazioni del Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan che nel corso di un convegno ha ammesso “Nella nota di aggiornamento che il governo pubblicherà a breve, la stima del Pil è stata rivista al ribasso”.

 

AGENDA MACRO 

 

Si profila un’altra settimana in cui sarà la politica monetaria il faro dei mercati finanziari. Il giorno 15 aprirà le danze la Bank of England, la cui azione non dovrebbe sorprendere i mercati lasciando il costo del denaro fermo all’attuale 0,25%. Nei giorni successivi usciranno importanti dati negli Stati Uniti, come l’indice di fiducia elaborato dall’Università del Michigan e il dato sulle nuove costruzioni abitative di agosto. Questi indicatori forniranno un quadro più completo sul clima economico Usa e saranno preparatori in vista della riunione della Fed in programma il 21 settembre. Gli analisti sono incerti sulle mosse di Janet Yellen, sebbene le probabilità siano a favore di un rinvio della stretta monetaria a dicembre. Nella stessa giornata si riunirà anche la Bank of Japan, per discutere eventuali rinforzi del programma di allentamento monetario.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni
 16.487,56  17.042,62  16.857,94  16.661,30

 

I corsi del FTSE Mib hanno violato in settimana supporti statici e psicologici di forte valenza. L’ultimo baluardo che potrebbe arginare le forze ribassiste è il livello statico di area 16.540 punti. Il movimento in atto potrebbe essere funzionale al test del cambio di stato della trendline espressa con i top del 29 aprile e 23 giugno; in questa ottica si potrebbero avviare posizioni long a 16.215 punti per sfruttare ripartenze di prezzo. La rottura di detto livello potrebbe invece rappresentare un segnale di vendita.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni 
 10.394,13  10.564,02  10.585,25  10.354,93

 

Dopo il top di ferragosto e la fase laterale che ha seguito, il Dax ha completato il test del cambio di stato della trendline dinamica espressa con i top decrescenti di aprile e dicembre 2015. La candela che ha seguito si è confrontata con l’importante livello statico di area 10.477 punti. Rimane ora da capire se i corsi troveranno la forza di rompere detto livello nel breve periodo, per tentare allunghi verso i massimi, oppure potrebbe svilupparsi una fase laterale lungo la trendline già descritta.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni Media mobile 50 giorni 
 47,42  48,17 48,51 46,81

 

Il quadro tecnico del future sul Brent continua a generare segnali di incertezza, con la soglia psicologica dei 50 dollari che esercita la propria forza, arginando le spinte rialziste. Detto livello potrebbe convergere nel lungo periodo con la trendline dinamica espressa dai top del 31 agosto e 8 giugno 2016. Nel breve l’impostazione tecnica suggerisce cautela, con i corsi che potrebbero portarsi in area 46,33 euro, dove transita la trendline dinamica uscente dal minimo del 20 gennaio.

 

 

TOP NEWS

 

Petrolio: anche nel 2017 proseguirà eccesso di offerta

L’eccesso di offerta che caratterizza il mercato petrolifero è destinato a continuare. È quanto stima nel suo report mensile l’Agenzia internazionale dell’Energia (IEA) che ha ridotto la stima sulla domanda di greggio di 100 e 200 mila barili giornalieri per il 2016 e il 2017.

 

Apple: pre-ordini dell’iPhone 7 fanno segnare un +400%

Secondo dei dati raccolti dalle società T-Mobile e Sprint nei primi 4 giorni i pre-ordini dell’iPhone 7 sono già i più elevati registrati nella storia: quasi 4 volte in più rispetto all’iPhone 6.

 

Referendum: Fitch vede rischi economici nella vittoria del No

Per l’agenzia di rating Fitch la vittoria del fronte No al prossimo referendum di novembre in Italia rappresenterebbe un rischio per l’economia ed avrebbe conseguenze sul merito creditizio dell’Italia.

 

Mps: Morelli nuovo Ad e slittamento ricapitalizzazione

Con l’avvallo della Bce ottenuto martedì, il Comitato nomine e il Cda dell’istituto dovrebbero nominare Morelli nel ruolo che fino a qualche giorno fa era ricoperto da Fabrizio Viola. Si vaglia l’ipotesi di far slittare la data dell’aumento di capitale dopo il referendum costituzionale.

 

SOTTO LA LENTE: Telecom Italia

 

A Piazza Affari prosegue la parabola ribassista di Telecom Italia, su cui aleggiano timori per le decisioni Ue sul roaming, dopo che la Commissione Europea ha ritirato il progetto di azione sulle tariffe, attraverso il quale si indicava il progressivo azzeramento dei costi dal giugno 2017. Ritornano poi le preoccupazioni sulle mosse di Iliad in Italia che fanno temere per il livello della concorrenza. L’ingresso della società francese potrebbe alterare gli attuali equilibri del mercato italiano, considerando soprattutto la politica aggressiva sui prezzi dell’operatore d’Oltralpe. Xavier Niel ha quantificato in una percentuale compresa fra il 10 e il 15% la fetta di mercato che intende conquistare nel mercato italiano delle telecomunicazioni. Al momento il rischio per gli attuali operatori è la possibile riduzione dei ricavi per cliente (Arpu) e di conseguenza una minore marginalità. Per gli analisti un calo di 1 euro dell’Arpu mobile retail significherebbe per Telecom una flessione dello 1,6% dei ricavi. A livello di Ebitda il contraccolpo sarebbe di -3,8%. Per l’amministratore delegato Flavio Cattaneo l’azienda italiana “E’ pronta a fronteggiare la concorrenza di Iliad grazie alla qualità della sua offerta”.

 

 

 

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09/12/2019 03.19.05

 

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