Politica monetaria e congiuntura: il dilemma delle Banche Centrali

giovedì 22 settembre 2016, 2 commenti

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

Altra settimana in cui a dar direzionalità ai mercati sono le decisioni di politica monetaria prese dalle banche centrali, in particolare Fed per gli Stati Uniti d’America e Bank of Japan per il Paese del Sol Levante. Se due settimane fa Mario Draghi ha lasciato i mercati a bocca asciutta, lasciando invariate sia la politica monetaria che le misure di quantitative easing, i meeting di mercoledì 21 settembre rappresentano una boccata d’ossigeno per i mercati. Sono diverse settimane infatti che imperversa un dibattito all’interno del comitato di politica monetaria (Fomc) della prima economia del mondo, circa la reale necessità di un rialzo tempestivo dei tassi. In questo quadro, nel Vecchio Continente continuano ad aleggiare i timori relativi alla consistenza patrimoniale degli istituti di credito a rilevanza sistemica. In Germania, Deutsche Bank ha comunicato che emetterà delle obbligazioni collateralizzate per un ammontare pari al massimo a 5,5 miliardi di dollari per far fronte ai maggiori requisiti patrimoniali richiesti dal mercato. Sul versante italiano UniCredit procede con il piano di raccolta di risorse utili a livellare a 3 miliardi l’ammontare di capitale da richiedere al mercato. Più complicata, invece, la situazione di Mps. Eletti i nuovi Ad e Presidente, rimangono i nodi legati alle adesioni ai piani di Jp Morgan, che in qualità di global coordinator dell’aumento dovrebbe convincere gli investitori istituzionali a sostenere il terzo aumento di capitale in tre anni.

 

AGENDA MACRO 

 

La prima settimana d’autunno prevede l’uscita di importanti dati utili a misurare il clima economico imperante nelle due principali aree economiche del mondo. In Europa il dato sulla produzione manifatturiera dell’eurozona, atteso in lieve calo a 51,5 punti, dovrebbe soffrire delle stime più caute fornite dalla Bundesbank circa un rallentamento dell’economia tedesca nel terzo trimestre. In questo senso l’attenzione degli investitori sarà rivolta anche all’importante dato rilasciato dall’IFO sul clima commerciale avvertito dai principali direttori delle società teutoniche. Oltreoceano le nuove richieste di disoccupazione, attese in lieve aumento, e le vendite di nuove abitazioni, attese in calo, dovrebbero confermare i timori degli investitori circa un rallentamento della prima economia del mondo nella seconda parte del 2016.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni

 16.466,91

 16.386,77  16.821,68  16.720,63

 

Il supporto statico di area 16.125 punti ha esercitato la sua valenza bloccando le spinte ribassiste che avevano mosso l’indice FTSE Mib dopo la violazione della trendline espressa dai minimi del 24 febbraio e 7 aprile. Da monitorare il livello 16.477 punti per ingressi long che avrebbero target a 16.875 punti. Invece per ribassi oltre il supporto prima descritto si potrebbero aprire nuovi short che avrebbero target finale a 16.000 punti.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni 
 10.500,71  10.370,70  10.539,31  10.427,62

 

Avvio di settimana positivo per il Dax che sembra poter stabilizzare i corsi sopra il livello statico di area 10.477 punti. Da detto livello potrebbe essere interessante l’apertura di nuove posizioni long che avrebbero come target i 10.750 punti, dove transita la trendline dinamica ottenuta con i minimi del 3 e 29 agosto. Posizioni short a 10.380 punti, successivamente a violazioni dell’area statica prima descritta.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni Media mobile 50 giorni 
 46,69  46,18 47,48 46,72

 

Livello interessante sul grafico future del Brent, che tenta la reazione dopo il confronto con il supporto dinamico espresso dalla trendline che unisce i minimi di gennaio e di agosto. In questo quadro i 46 dollari dovrebbero rappresentare un argine alle spinte ribassiste ed agevolare allunghi che avrebbero obiettivo i 48 dollari. Solo discese sotto i 45,50 dollari porterebbero ad un deterioramento del quadro tecnico di breve periodo.

 

 

TOP NEWS

 

Giappone: tassi invariati, acquisti sulle lunghe scadenze

La Bank of Japan lascia tassi di riferimento sui depositi fermi al -0,1% e il programma di acquisto asset a 80 trilioni di yen. La novità riguarda le scadenze: la BoJ si concentrerà sulla parte lunga della curva dei tassi, per mantenere i rendimenti del decennale attorno all’attuale livello dello zero percento.

 

Abi: sofferenze nette in aumento a 85 miliardi

Le sofferenze nette a fine luglio erano pari a 85 miliardi rispetto a 83,7 miliardi di giugno. E’ quanto reso noto oggi dall’Abi nel suo rapporto mensile. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,76% a luglio 2016 (era 0,86%, prima dell’inizio della crisi).

 

Wells Fargo: ad si assume colpe per pratiche illegali

“Sono pienamente responsabile per tutte le pratiche contrarie all’etica professionale”. È quanto ha dichiarato il numero uno di Wells Fargo, John Stumpf, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione bancaria del Senato.

 

Fitch: economia italiana rallentata da problemi bancari

Per Fitch il Pil italiano crescerà dello 0,8% nel 2016 e dell’1% nel 2017, al di sotto della media Europea.

 

SOTTO LA LENTE: UNICREDIT

 

Per UniCredit proseguono i piani di rafforzamento patrimoniale disegnati dal nuovo management guidato da Jean Pierre Mustier. In settimana sono arrivate sul tavolo degli advisor Jp Morgan e Morgan Stanley circa 8 offerte preliminari per l’acquisto di Pioneer, la società di asset management controllata da UniCredit. Fra le pretendenti estere figurano le francesi Amundi e Axa oltre che Allianz, che punterebbe agli asset statunitensi di Pioneer. Sul fronte italiano si parla di due contendenti. Il primo sarebbe Banca Generali, mentre la seconda cordata sarebbe composta da Poste, Anima e la Cassa depositi e prestiti. Qualche giorno fa si era parlato anche dell’interessamento dei fondi CVC e Advent. Il gruppo punta a raccogliere 5 miliardi dalla cessione di Pioneer. Queste risorse andrebbero a rafforzare il patrimonio, alzando il livello dell’indicatore Cet1 di circa 55 punti base (2,3 miliardi). Secondo gli analisti alla fine il gruppo bancario italiano potrebbe concludere la cessione con un incasso di 3 miliardi di euro. Visto che altrettanti dovrebbero arrivare dalla cessione della quota in Bank Pekao, gli analisti stimano che l’entità dell’aumento di capitale potrebbe scendere a 3 miliardi.

 

 

 

NON PERDERTI LA WEEKLY NOTE! PER ISCRIVERTI ALLA NEWSLETTER, CLICCA QUI

07/12/2019 09.43.05

 

2 commenti

antonio giuliani giancola

22. settembre 2016 at 8.39

perché non analizzate mai eu50future

GianniBarbaLupoGufoCorvoDucaConte

24. settembre 2016 at 17.59

Per il Medio periodo, le implicazioni tecniche assunte del FUT-MIB saranno a breve licenziate, benchè restino ancora sotto chiave di lettura in camera oscura in attesa di sviluppo quantico. Molto bene, dunque, per il Breve periodo un chiaro segnale di miglioramento emerge da una lettura attraverso gli indicatori quantici che evidenziano una diminuzione della velocità di discesa, pertanto è lecito dubitare della possibilità che la fase ribassista si estenda. La resistenza più immediata è stimata a 16.720. Le attese sono per una fase di reazione intermedia tesa a riposizionare il quadro tecnico/tattico su valori più equilibrati con target a 16.850 prima e 17.160 poi, da raggiungere in tempi ragionevolmente brevi, entro Ven. 30-09 o il 03-10-2016 .

 

Aggiungi un commento

 

  

 

  

 

* Riempire I campi obbligatori