Stati Uniti sotto la lente degli investitori, in Europa Deutsche Bank sotto pressione

giovedì 29 settembre 2016

MERCATI IN CIFRE 

 

IL PUNTO SUI MERCATI

 

L’economia degli Stati Uniti d’America: sembra essere questa la preoccupazione principale dei mercati finanziari, ma anche delle banche centrali mondiali. Lo stato di quella che è stata per anni l’economia trainante del pianeta sembra occupare i pensieri di molti investitori, perché da essa dipenderanno le decisioni di Janet Yellen in tema di politica monetaria, ma anche l’esito finale delle elezioni presidenziali. La sfilza di dati usciti nelle scorse settimane non ha aiutato a schiarire il quadro di fondo che, al contrario, è sembrato più districato del previsto. Se da un lato sembra che si continuino a generare posti di lavoro e a produrre redditi, tanto che alcuni analisti giudicano positiva la dinamica della fiducia dei consumatori e la spesa delle famiglie, dall’altro sono in molti a ritenere che Wall Street sia giunta alla fase finale di un ciclo. In questo quadro l’OECD, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha lanciato in settimana un severo monito relativo alla riduzione della crescita economica che si attesterà, secondo l’Agenzia, al 2,9% per il corrente anno, il risultato più modesto dal fallimento di Lehman Brothers. Sul versante opposto dell’Oceano, in Europa, ci si interroga se Deutsche Bank sia una minaccia concreta per la stabilità dell’Eurozona, vista la sua bassa patrimonializzazione (circa 60 miliardi di euro) a copertura di circa 1,8 trilioni di asset e le esposizioni in derivati. Un eventuale tracollo della prima banca tedesca potrebbe far ripensare la Bce sulle rigide regole imposte in tema di aiuti di Stato, andando a supportare anche le difficili situazioni delle banche italiane.

 

AGENDA MACRO 

 

Si profila una settimana in cui i dati su Pil e indice di fiducia degli Stati Uniti forniranno importanti indicazioni per comprendere l’evoluzione economica del Paese per il terzo e quarto trimestre del 2016. Le attese sono per una rivisitazione al rialzo all’1,3% del Pil annualizzato relativo al secondo trimestre dell’anno. Dovrebbe sorprendere anche l’indice di fiducia elaborato dall’Università del Michigan, stimato dagli analisti a 90 punti, in rialzo rispetto agli 89,8 di agosto. In Germania il dato sulla variazione della disoccupazione dovrebbe riservare una sorpresa positiva: attesa una diminuzione di circa 2mila unità rispetto ad agosto. Nelle altre aree economiche focus su Giappone, dove il dato sulla disoccupazione è atteso stabile al 3%, e in Gran Bretagna, dove gli analisti stimano che la lettura finale del Pil del secondo trimestre 2016 confermi la lettura preliminare a +2,2%.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni

 16.328,38

 16.353,51  16.710,40  16.684,83

 

Il FTSE Mib prosegue l’ottava ancorato all’area statica dei 16.215 punti, che sta arginando le spinte ribassiste registrate in settimana. L’ostacolo principale per ulteriori allunghi del paniere è rappresentato dai 16.330 punti, dove transita la trendline espressa con i minimi del 27 giugno e 16 settembre. Solo il superamento di detto livello potrebbe favorire nuovi allunghi. Al ribasso, un nuovo test dei 16.000 punti potrebbe risultare fatale per più corpose discese dei corsi.

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni  Media mobile 20 giorni  Media mobile 50 giorni 
 10.460,50  10.498,57  10.516,83  10.475,27

 

Per il Dax la tenuta del supporto statico a 10.380 punti potrebbe favorire entro fine settimana un recupero dell’area 10.540 punti, andando a chiudere il divario ribassista aperto ad inizio ottava. Movimenti sotto questi supporti, invece, porterebbero i corsi del paniere a seguire il trend di medio periodo lungo la trendline ribassista espressa con i minimi decrescenti del 17 agosto e 12 settembre.

 

 

ANALISI TECNICA PETROLIO/BRENT

 Ultimo prezzo Media mobile 5 giorni   Media mobile 20 giorni Media mobile 50 giorni 
 46,14  46,60 46,92 46,66

 

A settembre il livello 45,3 dollari si è rivelato un coriaceo deterrente contro le spinte ribassiste sulle quotazioni del Brent. Da metà agosto si registra una contrazione della volatilità, evidenziata sul grafico dai top decrescenti del 19 agosto e 8 settembre. La trendline che unisce i top menzionati potrebbe rappresentare un target al rialzo di breve periodo, mentre per il medio lungo sarebbe opportuno attendere lo sfogo tecnico del triangolo in formazione con la trendline e il livello statico citati.

 

 

TOP NEWS

 

Mps: il 24 ottobre approvazione piano industriale

E’ il 24 ottobre la data stabilita dal nuovo amministratore delegato Marco Morelli per l’approvazione del nuovo piano industriale. L’assemblea dei soci si terrà poi entro fine novembre.

 

UniCredit: revisione strategica il 13 dicembre

Unicredit ha fatto sapere che il prossimo 13 dicembre verrà comunicato l’esito della revisione strategica a Londra durante il Capital Market Day. In vista una ricapitalizzazione, la cui entità dipenderebbe dalle cessioni di alcune partecipazioni e dall’esito della vendita di un pacchetto di sofferenze.

 

Referendum: fissata la data, si vota il 4 dicembre

Fissata la data del referendum sulla riforma costituzionale. La Presidenza del Consiglio ha deciso che la consultazione elettorale si terrà il prossimo 4 dicembre dalle ore 7 alle 23.

 

Commerzbank: a rischio posti di lavoro e dividendo

La seconda banca tedesca ha annunciato di dover procedere ad un ridimensionamento di circa 9.000 posti di lavoro e ad un taglio del dividendo 2016.

 

SOTTO LA LENTE: ENI

 

Le ultime settimane sono state particolarmente prolifiche per Eni. La major italiana ha sottoscritto diversi contratti per potenziare la produzione ed ha incassato gli elogi di diversi analisti che hanno sottolineato la buona tenuta dell’azienda rispetto al ciclo economico del settore petrolifero. Eni ha rivisto al rialzo il potenziale del campo Baltim South West, che è stimato ora contenere oltre 28 miliardi di metri cubi di gas in posto. Con questo nuovo pozzo il potenziale a gas della cosiddetta “Great Nooros Area” sale a circa 86 miliardi di metri cubi di gas. “Eni è la prima società del settore a trovare un importante accordo strategico nel campo dell’energia solare in Algeria”, ha dichiarato il numero uno del gruppo, Claudio Descalzi, sottolineando l’importanza dell’accordo strategico con Sonatrach per la realizzazione di progetti di energia rinnovabile in Algeria. Nel dettaglio, il progetto consisterà nella costruzione di un impianto fotovoltaico della potenza di 10 MW al campo di Bir Rebaa North (BRN). In questo quadro Eni ha incassato la fiducia di Icbp e Kepler Cheuvreux. Entrambi i broker hanno confermato la raccomandazione a buy e il target price pari a, rispettivamente, 17 e 16 euro.

 

 

 

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