Cina, il futuro del mercato dell’auto

Cina, il futuro del mercato dell’auto

giovedì 26 ottobre 2017

Con 28 milioni di veicoli venduti ogni anno, la Cina rappresenta quasi un terzo del mercato mondiale di automobili. Una tendenza in decisa accelerazione dal 2009, quando il Paese ha superato per la prima volta i maggiori mercati automobilistici mondiali, ovvero gli Stati Uniti e il Giappone.

Alla base della crescita del mercato vi è la poderosa ascesa della classe media. La Cina sta vivendo un'urbanizzazione rapidissima: il ceto medio cinese cresce in modo dinamico e i redditi stanno aumentando. In questo quadro la domanda di automobili come mezzo di mobilità e simbolo dell'ascesa economica, ma anche come espressione di voglia di individualità e di indipendenza, è in continua crescita. Ecco perché il mercato cinese è entrato da tempo nel mirino dei grandi produttori internazionali. A dominare il settore sono infatti grandi gruppi come la tedesca Volkswagen o l’americana General Motors, anche se i produttori locali stanno pian piano guadagnando fette di mercato sempre più ampie. Si stima che ad oggi i produttori nazionali coprano il 41% delle vendite totali in Cina.

Il sorpasso a “trazione elettrica”

L’obiettivo dichiarato da Pechino è quello di puntare sui veicoli elettrici, settore dove il Governo conta di portare le vendite di auto elettriche a quindici milioni entro il 2030 per supportare e garantire alle proprie industrie condizioni favorevoli per rafforzarsi, ridurre i prezzi e battere poi la concorrenza. In questo settore difatti fra le prime posizioni a livello globale compaiono (alle spalle del leader assoluto Tesla) almeno cinque grandi aziende cinesi; si tratta di BYD, BAIC, Geely e Great Wall Motor. Sono già settecentomila le vetture di questo genere in circolazione lungo le strade cinesi, un numero che porta il Paese ad essere il primo al mondo nel settore. Secondo gli analisti questa tendenza è destinata a rafforzarsi, in quanto l’enorme mercato interno andrà a sostenere la domanda favorendo la creazione di una forte industria dell’auto elettrica in un primo momento e di quella a guida autonoma successivamente.

Gli incentivi del Governo

Da sempre il Governo centrale si mostra attento alle tematiche legate al settore. Oltre a proporre importanti sgravi fiscali, come l'eliminazione della tassa di circolazione o l’imposizione di una tariffa del 25% riservata agli importatori (misura volta a favorire i produttori locali), Pechino eroga ai consumatori un bonus che oscilla, secondo i casi, tra 4.500 e 8.000 euro per l’acquisto di auto elettriche. Secondo il ministero dell'Industria il programma di graduale elettrificazione della trazione dei veicoli prevede che la quota salirà al 12% nel 2020 e al 20% nel 2025, fino ad arrivare alla messa al bando, prevista nel 2040, dei veicoli con motore endotermico. Questi elementi messi assieme rappresentano la base di lancio dell’industria automobilistica cinese, sempre più alla ribalta, tanto che anche i produttori europei più avveduti lo hanno capito ed hanno avviato importanti partnership e joint venture con i player locali. L’esempio più calzante è quello della Mercedes-Benz che ha stretto accordi con BAIC pianificando investimenti nella terra del Dragone per 655 milioni nel settore elettrico. Ma c’è anche un po' di Cina che guarda all’estero. E’ il caso di Zhejiang Geely Holding che ha acquistato Volvo per poi annunciare che dal 2019 la casa svedese produrrà solo veicoli elettrici o ibridi.

07/12/2019 10.39.19

 

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