Incertezza politica pesa sul listino italiano

Incertezza politica pesa sul listino italiano

giovedì 21 dicembre 2017

Il rischio politico zavorra il FTSE MIB che non riesce a beneficiare delle performance positive dei principali listini europei e americani. L’indice italiano e i Titoli di Stato infatti cominciano a essere penalizzati dall’aumento del rischio politico percepito dal mercato per lo scenario post-elezioni.

MERCATI IN CIFRE 

  

 

IL PUNTO SUI MERCATI

Secondo indiscrezioni stampa infatti le elezioni potrebbero svolgersi il 4 o l’11 marzo e, secondo gli ultimi sondaggi, nessun partito o coalizione sarebbe in grado di raggiungere il 40% dei consensi, tale da assicurargli il premio di maggioranza e poter governare con un largo consenso. Ma non convincono i mercati neanche le posizioni dei diversi partiti “favoriti” che non nascondono la volontà di ricorrere al deficit invece di puntare alla sua riduzione. Due elementi che stanno avendo impatto sui rendimenti dei Titoli di Stato, con la curva dei tassi che si è alzata rispetto a quella di una settimana fa, soprattutto sulle scadenze di lungo termine. E il nervosismo sul fronte obbligazionario si è riversato anche sulla parte equity, penalizzata dall’andamento de settore bancario legato a doppio filo ai Titoli di Stato italiani e che ha visto diversi downgrade sui singoli istituti nei giorni scorsi. Inarrestabile l’America che continua a crescere, con nuovi record registrati da Nasdaq, Dow Jones e S&P500. Il mercato infatti nella prima parte della settimana ha scommesso sull’approvazione della riforma fiscale USA da parte della Camera e del Senato. Bene anche le commodities che in settimana hanno visto il proseguimento della fase di recupero dei metalli industriali, con il nichel in prima fila. Acquisti favoriti soprattutto dal clima positivo tra gli operatori riguardo alle prospettive di crescita mondiale.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

AGENDA MACRO


Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 21/12 Giornata rilevante sul fronte Usa con diversi dati in uscita tra cui il definitivo sul Pil del terzo trimestre e l’indice Chicago Fed National Activity Index. Alle 16.00 attesa la pubblicazione dell’Indice principale.
Venerdì 22/12 Giornata densa di appuntamenti. In Italia attesi gli indici di fiducia economica e manifatturiera. Dato clou atteso alle ore 10.30 in UK con il Pil definitivo del terzo trimestre. Nel pomeriggio il focus si sposta negli Usa con la serie di dati sul mercato immobiliare e alle 16:00 gli indici di fiducia elaborati dall’Università del Michigan.
Martedì 26/12
Mercato italiano chiuso per festività. Focus macro direttamente al pomeriggio per la pubblicazione dell’indice di attività manifatturiera di dicembre elaborato dalla Fed di Dallas.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

Performance a 5 anni

 Il FTSE MIB dopo un impulso rialzista avviato il 20 novembre, grazie al rimbalzo sul supporto statico fondamentale dei 22.000 punti, ha proseguito al rialzo rompendo l’area dei 22.500 punti, raggiungendo i 22.830 punti. I prezzi poi hanno invertito per tornare al di sotto dei 22.500 punti. Tale resistenza e 22.000 punti rimangono dunque i livelli da monitorare.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

22.109,65

22.270,29

22.473,72

46,72

34,90

 

ANALISI TECNICA DAX

Performance a 5 anni

 

Scatto rialzista del DAX che lunedì 18 ha allungato il passo rompendo la resistenza importante dei 13.200 punti in gap up. Il listino tedesco accelera il movimento dal minimo del 1 dicembre lungo la trend line rialzista descritta dal su citato minimo e da quello del 6 dicembre. Non convincono però i volumi molto bassi sulla rottura di lunedì.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

13.069,17

 13.165,07

13.105,46

55,93

70,21

 

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL

Performance a 5 anni

 

Fase riflessiva per il Brent che non riesce a segnare nuovi massimi. Il future dell’oro nero infatti dopo una fase laterale cominciata a inizio novembre si è riportato sulla trend line di lungo periodo descritta dai minimi del 21 giugno e 30 agosto 2017. Vedremo se il contatto aiuterà i corsi a superare la resistenza collocata poco sotto i 65 dollari.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

64,23

 63,60

61,72

58,22

-41,70

 

 

TOP NEWS

Eni: ceduti asset distribuzione gas in Ungheria 
Eni e Met Holding AG hanno raggiunto un accordo che prevede la cessione a Met del 98,99% di Tigaz Zrt, società che comprende le attività di distribuzione gas in Ungheria attraverso le partecipazioni in Tigaz DSO e Turulgaz. Inoltre il colosso italiano del petrolio ha potenziato la collaborazione con Sonatrach nelle rinnovabili.
FCA: rumor interesse cinese per Marelli e Coma 
Fitch ha alzato il merito di credito a lungo periodo da BBa BB, visto le aspettative per un free cash flow positivo e sostenibile, oltre al miglioramento dei parametri creditizi. Proseguono le indiscrezioni che questa volta vogliono TUS International interessata a Magneti Marelli e Comau.

*Fonte dati:

Tutti i dati numerici nel testo sono tratti da Bloomberg Finance L.P.

 

 

SOTTO LA LENTE: GENERALI

 

Performance da 1 anno

Generali accelera sulla strada del Piano Strategico con cui il colosso assicurativo intende migliorare la performance operativa e creare valore nel lungo termine. Un piano che sposa il modello “one company” e che mira a consolidare la rete distributiva, incrementare la gamma di prodotti, rafforzare il brand Generali oltre ché ottimizzare la presenza geografica e migliorare l’allocazione del capitale di gruppo. E proprio in questa direzione che Generali ha di recente firmato con Life Company Consolidation Group l’accordo per la dismissione delle partecipazioni in Generali PanEurope e con Compre Group la cessione del portafoglio Danni in run-off della propria filiale inglese, con passività pari a circa 300 milioni. Da un punto di vista tecnico, analizzando il grafico di medio-lungo periodo, si nota come i prezzi abbiano avviato, dal minimo del luglio 2016 a 9,76 euro, una fase rialzista lungo la trend line, descritta dai minimi su citati e quelli del 5 ottobre 2016. Trend line però che è stata rotta il 13 novembre a seguito di una fase laterale che ha caratterizzato l’andamento del titolo da agosto 2017.

E proprio da agosto infatti i prezzi attraversano una fase di compressione tra il supporto statico dei 15 euro e la trend line ribassista descritta dai massimi Ytd a 16,08 euro e del 3 di novembre. Sono questi dunque i livelli da monitorare. Una rottura ribassista dei 15 euro avrebbe come primi supporti 14,45 e 14 euro. Al rialzo invece il breakout della trend line ribassista avrebbe 16 euro come prima resistenza e successivamente 16,79 euro.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P.


Performance a 5 anni

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

15,30

 15,44

15,43

52,78

+11,43

 

 

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07/12/2019 09.33.48

 

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