Wall Street a tutta riforma

Wall Street a tutta riforma

giovedì 7 dicembre 2017

Dopo poco più di un anno dalla sua elezione, Donald Trump è ad un passo dal compiere la sua storica riforma fiscale (la più importante degli ultimi 31 anni). Lo scorso fine settimana infatti il Senato americano ha approvato il testo della legge che ora tornerà alla Camera, dove dovrebbe essere uniformata alla precedente proposta, prima di tornare al Senato per il voto finale.

MERCATI IN CIFRE 

  

 

IL PUNTO SUI MERCATI

Entro Natale, salvo imprevisti dell’ultim’ora, i giochi dovrebbero esser fatti. In questo quadro, nonostante gli indici azionari statunitensi abbiano proseguito la loro corsa oltre le attuali vette storiche, soprattutto Dow Jones Industrial e S&P500, l’atteggiamento degli operatori è rimasto piuttosto composto. Secondo gli analisti, questo potrebbe segnalare che i rialzi messi a segno da Wall Street dall’elezione di Trump ad oggi (+34%* circa per il Dow Jones Industrial e +24%* circa per l’S&P500) abbiano già prezzato i benefici della manovra. Nonostante gli sviluppi positivi su questo fronte, l’orizzonte non è del tutto sgombro dalle nubi. Il Nasdaq infatti ha iniziato la settimana con un brusco calo delle quotazioni, provocato da alcuni dettagli inseriti all’ultimo minuto all’interno del testo approvato dal Senato che sarebbero poco graditi al settore in quanto di fatto l’aliquota nominale d’imposizione, la c.d. Alternative Minimum Tax sarebbe stata confermata al 20%*, non permettendo alcuna deduzione di oneri. Inoltre, rimangono i dubbi sulla sostenibilità della legge, in quanto sono tanti gli esperti che prevedono un aumento del debito da 1.400 miliardi* di dollari nei prossimi 10 anni senza che allo stesso tempo sia bilanciato equamente dalla crescita dell’economia. Relativamente a quest’ultimo punto si avvicina nel frattempo l’8 dicembre, data entro cui scade il precedente accordo sull’estensione del tetto di bilancio. Trump ha già convocato per giovedì 7 un incontro con i leader democratici di Camera e Senato per ottenere almeno un’ulteriore proroga di un paio di settimane, ossia il tempo utile per completare la definizione del testo unico finale di riforma fiscale.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

AGENDA MACRO


In arrivo i dati sulla disoccupazione per Germania, Italia ed Eurozona. Per quanto riguarda l’area euro, importante tenere sotto osservazione anche il preliminare sull’inflazione di novembre.

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 07/12 In evidenza il dato finale sul Pil del terzo trimestre dell’Eurozona. Il mercato si aspetta una conferma delle letture precedenti.
Venerdì 08/12 Riflettori accesi sugli Usa, dove sono attesi i dati sulla variazione dei salari non agricoli di novembre. Particolare attenzione alla variazione oraria dei salari medi in ottica Fed. Alle ore 16 verrà diffuso il dato sulle scorte all’ingrosso e l’indice di fiducia elaborato dall’università del Michigan.
Martedì 12/12
A metà mattinata è prevista la pubblicazione degli indici di prezzo, al consumo e alla produzione, del Regno Unito. Poco più tardi l’istituto ZEW pubblicherà i sondaggi relativi alla fiducia economica in Germania ed Eurozona.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

Performance a 5 anni

 

Il FTSE MIB ha cominciato la settimana con tono, proseguendo nel tentativo di rimbalzo verso un nuovo attacco alle barriere statiche poste a 22.500 punti. Le indicazioni tecniche di medio permangono però contrastate, con l’indice che ha ormai consolidato il movimento laterale delle ultime due settimane. Solo oltre i 22.500 punti il quadro grafico potrebbe migliorare. Al ribasso, il quadro potrebbe peggiorare sotto quota 22mila.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

22.307,28

22.315,75

22.502,11

50,73

40,87

 

ANALISI TECNICA DAX

Performance a 5 anni

 

Il DAX sta vivendo un finale di anno contrastato. Le quotazioni sono entrate in fase laterale, mettendo in discussione l’efficacia della trendline uscente dal minimo del 29 agosto scorso. Al ribasso, da monitorare i supporti statici a 12.840 punti, mentre per l’operatività rialzista solo il breakout delle resistenze a 13.120 punti porterebbe ad un miglioramento dello scenario.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

12.998,85

 13.010,89

13.042,14

49,89

72,52

 

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL

Performance a 5 anni

 

Settimana di realizzi sul petrolio. Dopo il meeting Opec della scorsa settimana le quotazioni del Brent hanno indietreggiato fino ad appoggiarsi sui supporti statici di area 62 $. Più in basso, a controllo della fase attuale, vi è un supporto statico di maggior consistenza stimato in area 61,37 $. Sul fronte opposto, il primo ostacolo da superare su eventuali rialzi è posizionato a 64 dollari.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

61,56

 62,84

60,34

46,34

-42,46

 

 

TOP NEWS

Oro sui minimi da due mesi, scende avversione rischio 
Questa settimana le quotazioni dell’oro sono scese ulteriormente, aggiornando un nuovo minimo da due mesi. Nella seduta di martedì 5 dicembre i prezzi hanno toccato 1.261,04 dollari all’oncia, livello che non veniva battuto dal 6 ottobre scorso. Sul mercato aurifero pesa il rialzo del dollaro e la scarsa avversione al rischio degli operatori, ulteriormente diminuita dopo i passi in avanti fatti da Trump sul fronte della riforma fiscale negli Usa.
Venezuela: Maduro conia il Petro, la criptovaluta di Stato 
Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato la creazione di una nuova moneta virtuale per combattere il blocco finanziario imposto dagli Stati Uniti, il Petro. Il leader politico non ha fornito ulteriori dettagli, limitandosi a sostenere che la nuova valuta servirà allo sviluppo economico e sociale del Paese.

*Fonte dati:

Tutti i dati numerici nel testo sono tratti da Bloomberg Finance L.P.

 

 

SOTTO LA LENTE: PRYSMIAN

 

Performance da 1 anno

Settimana da protagonista per Prysmian Group in Borsa. Il gruppo di cavi ha annunciato ad inizio settimana di aver completato l’operazione di acquisizione di General Cable Corporation, società di Highland Heights, in Kentucky, attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di cavi per i settori energia, comunicazioni, trasporti, industria e costruzioni. L’accordo di fusione prevede l’acquisto da parte di Prysmian del 100%* delle azioni di General Cable per un valore pari a 30 dollari* per azione, cifra che attribuisce a General Cable una valutazione, inclusiva della posizione finanziaria netta e altre passività della società, pari a circa 3 miliardi* di dollari. La transazione verrà finanziata attraverso un mix di nuovo debito, cassa disponibile ed un aumento di capitale da 500 milioni* di euro che, secondo quanto detto dalla società stessa, si dovrebbe concretizzare nella seconda metà del 2018.

Gli analisti ritengono che sebbene il prezzo pagato da Prysmian sia stato piuttosto elevato, i risvolti positivi dell’operazione possano superare quelli negativi. In primo luogo il deal consentirà al gruppo di rafforzare la propria presenza nel mercato nord americano, in un momento cruciale nel quale Prysmian potrà beneficiare degli effetti della riforma fiscale di Trump. Inoltre, l’aggregazione dovrebbe produrre, a regime, elevate sinergie di costo per circa 150 milioni* di euro. A livello di multipli, infatti, la combinazione industriale dei due gruppi dovrebbe consentire all’EV/Ebitda di scendere rispetto a quello attuale, con il titolo che al momento tratta a circa 10x* sull’EV/Ebitda 2017 e a 9x* circa sul 2018.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P.


Performance a 5 anni

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

27,23

 27,73

28,61

35,88

91,22

 

 

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10/12/2019 02.43.34

 

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