Borse in attesa della sterzata. Ne approfittano le obbligazioni, per il momento

giovedì 22 giugno 2017

Sarebbe dovuta essere una settimana di maggior distensione per i mercati azionari europei, che secondo gli analisti avrebbero dovuto beneficiare di un afflusso di denaro in fuga da Wall Street. Premesse prontamente smentite dai mercati, che invece hanno proseguito per la strada maestra dei fondamentali.

 

MERCATI IN CIFRE 

  

 

IL PUNTO SUI MERCATI

Wall Street si è ripresa velocemente dalla sbandata del settore tech e l’indice Dow Jones Industrial è andato ad aggiornare nuovi record assoluti già sul finire della scorsa ottava, così come nel Vecchio Continente l’indice Dax si è spinto fin oltre i territori inesplorati dei 12.900 punti* ad inizio settimana. A fare da contraltare all’euforia di questi listini è stata la diffidenza mostrata verso i mercati di frontiera: ancora una volta l’indice italiano ha pagato dazio e continua a far registrare il peggior andamento fra gli indici del continente. La spada di Damocle che pende su Piazza Affari è la solita, quella del sistema bancario; la soluzione alle questioni degli istituti in difficoltà, compresa Mps, sembrava in dirittura d’arrivo e invece si è aggiunta la tegola Carige ad alimentare nuova incertezza ad un comparto che di certo non necessitava di ulteriori problematiche. In questo quadro l’unica nota positiva proviene dal comparto obbligazionario, dove i differenziali di rendimento fra la curva dei tassi italiana e quella tedesca si sono assottigliati, soprattutto sulle scadenze decennali (approfondimento sul Bund Future in ultima pagina).

 

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P.

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 22/06
Attenzione concentrata tutta al pomeriggio, quando sarà diffuso il dato sulla fiducia al consumo per quanto riguarda l’Eurozona e l’indice principale per gli Stati Uniti.
Venerdì 23/06 Giornata ricca di dati per quanto riguarda l’Eurozona. Prima delle 9 sarà pubblicato il dato finale sul Pil francese del primo trimestre, per cui è attesa una conferma dei livelli emersi in prima lettura. A seguire, la giornata prevede la pubblicazione di una serie di dati Pmi, relativi a servizi e manifattura, per Germania, Francia ed Eurozona e poi nel pomeriggio Stati Uniti.
Lunediì 26/06
Alle 10 in Germania è attesa la pubblicazione dell’indice elaborato dall’IFO su aspettative e clima commerciale di giugno. Pomeriggio ricco Oltreoceano, dove saranno resi noti gli ordini di beni durevoli di maggio, attesi in contrazione dello 0,9%* in lettura preliminare. A seguire la Fed di Dallas e quella di Chicago comunicheranno i propri indici relativi allo stato dell’attività manifatturiera.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 

Performance a 5 anni

 

Quadro tecnico sempre più precario per il FTSE Mib. Il mercato italiano ha sofferto la presenza della resistenza dinamica disegnata con i top del 16 maggio e 14 giugno. Questo elemento ha innescato un veloce allungo ribassista che nelle prossime sedute potrebbe compromettere i supporti dinamici di lungo periodo e i sostegni statici a 20.570 punti.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

20.960,55

  20.980,75

20.816,50

52,90

60,19

 

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 

Performance a 5 anni

 

Durante la settimana il Dax ha aggiornato nuovi record a 12.951,54 punti, generando un importante segnale di forza prima di correggere sotto i 12.800 punti. Importante la tenuta di quest’area, in quanto una rottura, confermata in chiusura di settimana, potrebbe innescare una correzione più ampia in grado di compromettere il supporto dinamico disegnato con i minimi del 24 aprile e 15 giugno.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

12.805,95

 12.731,44

12.502,67

57,88

108,61

 

 

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL

 

Performance a 5 anni

Quadro tecnico precario per il Brent. Il prezzo ha fatto registrare un allungo ribassista che ha compromesso la tenuta del supporto dinamico di medio periodo disegnato con i minimi del 5 agosto e 18 novembre dello scorso anno. Sotto questa trendline il margine di recupero delle quotazioni si fa sempre più sottile, con quota 50$ sempre più lontana e i supporti a 45$ sempre più a portata di mano.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

46,94

 47,99

51,71

32,22

-51,62

 

 

 

TOP NEWS

Cina: le grandi capitalizzazioni entrano negli indici MSCI 
Dalla prossima primavera le azioni cinesi faranno parte dell’indice Msci Emerging markets. Dopo tre bocciature consecutive la Cina ha ottenuto l’inclusione delle azioni di categoria A (A Shares) nell’indice creato dalla società Msci. L’inclusione da parte di MSCI era diventata una questione fondamentale per Pechino perché obbligherebbe di fatto i fondi internazionali a ricalibrare gli investimenti e a dirottare miliardi nella Cina continentale.

Usa: Amazon punta la grande distribuzione di fascia alta 
Whole Foods, la catena statunitense di supermercati di fascia alta, è finita nel mirino di Amazon. Il gruppo guidato da Jeff Bezos ha messo sul piatto 13,7 miliardi* per acquistare il gruppo. In corrispondenza dell’annuncio, venerdì scorso, il titolo WFM ha segnato un rialzo del +29,1 per cento*.

UniCredit Bank: emissione garantita da 500 mln* 
UniCredit Bank AG, la controllata tedesca del gruppo bancario UniCredit, ha collocato questa settimana una nuova obbligazione garantita da 500 milioni* di euro. Il nuovo bond prevede una scadenza a sei anni, al 26 ottobre 2023, ed una cedola dello 0,125 per cento*.

 

*Fonte dati:

Tutti i dati numerici nel testo sono tratti da Bloomberg Finance L.P., fonti societarie

 

 

SOTTO LA LENTE: Bund Future

 

Performance da inizio 2016

Nei mercati finanziari è tornato di moda parlare di spread, considerato all’unanimità il termometro della fiducia degli investitori internazionali per quanto riguarda la tenuta dell’Unione europea e della moneta unica. La vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali in Francia ed il ritrovato fronte comune europeo (più compatto anche nei confronti della Gran Bretagna per quanto riguarda il discorso Brexit) ha riportato il sereno anche sull’obbligazionario. Tanti i segnali di coesione che hanno contribuito a schiarire il clima in Europa, a cominciare dal segnale di unità giunto dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel che ha mostrato un’apertura alle ipotesi di matrice francese di un formare entro il prossimo biennio un ministero unico europeo dell’Economia e di un budget comune. L’insieme di questi elementi ha inoltre riacceso i riflettori sulla questione degli Eurobond. L’emissione di debito comune da parte dei Paesi dell’Eurozona è ancora remota, ma il solo fatto che possa essere presa in considerazione ha portato un clima più sereno sul secondario dei titoli pubblici.

 

Dal punto di vista tecnico quanto detto si è tradotto in un generale abbassamento degli spread contro il Bund tedesco, tornati ai livelli di metà gennaio 2017. Il rendimento del decennale emesso dal Governo di Berlino, considerato benchmark per quanto riguarda il calcolo del tasso privo di rischio, si è allontanato dai massimi dell’anno toccati allo 0,479%* e si sta riportando via via in prossimità del livello zero, che manca ormai dallo scorso ottobre.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P.

Performance a 5 anni

 

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

165,17

164,81

162,36

68,53

16,71

 

 

 

 

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10/12/2019 02.48.13

 

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