Banche centrali in ritirata: dove andrà l'azionario globale?

giovedì 13 luglio 2017

C’è lo zampino delle Banche centrali nell’andamento dei mercati finanziari dell’ultimo mese. Gli atteggiamenti meno accomodanti assunti dai principali istituti centrali a livello globale hanno fatto venir meno le aspettative su un prolungamento dei sostegni monetari e dunque hanno creato maggior incertezza in relazione al sostegno delle attuali valutazioni azionarie.

 

MERCATI IN CIFRE 

  

 

IL PUNTO SUI MERCATI

La Fed ha battuto la strada prima di tutti, procedendo a giugno con il terzo rialzo del costo del denaro in meno di due anni. La Bce procede invece più cauta attraverso un cambio di retorica e con l’utilizzo di toni meno accomodanti per tener conto dei segnali di forza generati dall’economia europea nella prima parte di anno. Il ritmo di espansione dell’Eurozona è ai massimi dal 2015 (+0,6%* t/t la crescita del Pil nel primo trimestre) con consumi sostenuti (spesa delle famiglie +0,3%* t/t) e disoccupazione ai minimi dal 2009. L’insieme di questi elementi ha spinto anche l’agenzia di rating Fitch a ritoccare al rialzo le proprie stime di crescita portandole al +2%* per il Pil 2017, lo 0,3%* in più rispetto alla precedente previsione. All’interno di questo scenario i mercati hanno cominciato ad incorporare la rimozione graduale degli stimoli monetari, che comunque è prevista non prima del 2018, ed hanno avviato una rotazione settoriale che al momento potrebbe premiare i titoli del settore finanziario (più margini d’interesse e recupero di redditività per banche e assicurazioni) a scapito dei settori ciclici e con elevata esposizione al debito.

 

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P.

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 13/07
Giornata importante per monitorare i dati finali sull’inflazione di giugno nelle principali economie europee. Sia per Germania che per Francia è prevista la conferma dei livelli emersi nelle letture flash.
Venerdì 14/07 Sempre sul tema inflazione sarà la volta di Italia e Stati Uniti, che vedranno passare al setaccio gli indici dei prezzi al consumo di giugno. Oltreoceano inoltre, sarà reso noto il dato anticipato sulle vendite al dettaglio del mese scorso e la relativa produzione industriale. Nel pomeriggio verrà pubblicato il preliminare dell’indice di fiducia elaborato dall’Università del Michigan; le attese sono per una lieve contrazione a 95 punti*.
Martedì 18/07
Ancora inflazione protagonista: nel corso della mattinata saranno resi noti i dati sull’evoluzione dei prezzi al dettaglio e alla produzione per quanto riguarda Gran Bretagna ed Eurozona. Contestualmente è prevista l’uscita dell’indice di fiducia europeo elaborato dall’istituto tedesco Zew.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 

Performance a 5 anni

 

Il FTSE Mib insegue in modo ravvicinato la rottura delle resistenze collocate a 21.200 punti. Se questo movimento dovesse trovare conferma con una chiusura settimanale, verrebbe generato un chiaro segnale rialzista in quanto le quotazioni uscirebbero dalla fase laterale in essere da inizio giugno. Target al rialzo posti a 21.400 e 21.500 punti.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

21.047,80

  20.925,77

20.961,87

46,07

57,18

 

 

 

ANALISI TECNICA DAX

 

Performance a 5 anni

 

Situazione tecnica contrastata per il Dax. L’indice sta tentando una difficile risalita sopra quota 12.500 punti, ma solo il ritorno sopra i 12.620 punti potrebbe allontanare le velleità ribassiste in essere sul quadro tecnico dell’indice dopo candela del 29 giugno scorso, la quale ha messo in discussione il trend rialzista di lungo periodo del mercato tedesco.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

12.647,27

 12.748,70

12.611,09

48,00

105,65

 

 

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL

 

Performance a 5 anni

Dopo il veloce test di area 50 $ il prezzo del barile di Brent è tornato a scendere, appoggiandosi questa volta sui primi sostegni statici offerti da quota 46,70 euro. Il movimento della scorsa ottava ha permesso di testare il cambio di stato del livello 50$, passato da supporto a resistenza statica dopo lo strappo del giugno scorso.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

47,06

 46,06

49,92

43,26

-48,50

 

 

 

TOP NEWS

PepsiCo: secondo trimestre migliore delle attese 
PepsiCo ha terminato il secondo trimestre dell’anno con un utile netto pari a 2,11 miliardi di dollari*, in crescita rispetto ai 2,01 mld* dell’analogo trimestre del 2016. L’Eps è pari a 1,50 dollari*, ben oltre le stime di consensus che erano ferme a 1,40 dollari*.

Petrolio: esportazioni critiche per l’Opec 
Nei prossimi tre anni le esportazioni statunitensi di petrolio sono destinate a quadruplicare permettendo agli Usa di superare l’export di diversi membri dell’Opec. E’ la previsione emersa da un report elaborato dalla società di consulenza PIRA Energy. Al 2020, le esportazioni di greggio statunitense saliranno in quota 2,25 milioni* di barili giornalieri. Secondo gli esperti si tratta di una notizia negativa per l’Opec.

Stati Uniti: mercati scossi dal caso Russiagate 
Secondo indiscrezioni rilasciate dal New York Times, il figlio maggiore di Donald Trump avrebbe scambiato mail in cui si cita il sostegno russo a suo padre prima delle elezioni statunitensi dell’anno scorso. La notizia ha riacceso i riflettori sullo scandalo Russiagate ed ha destabilizzato i mercati con il dollaro in caduta rispetto alle altre principali valute.

 

*Fonte dati:

Tutti i dati numerici nel testo sono tratti da Bloomberg Finance L.P., fonti societarie

 

 

SOTTO LA LENTE: Grano

 

Performance da un anno

Il grano ha guadagnato la palma di miglior materia prima agricola di questa prima parte di anno con un guadagno di oltre 30 punti percentuali*. La tendenza dei prezzi ha virato al rialzo grazie a una maggiore fiducia da parte degli operatori e a condizioni climatiche avverse che stanno caratterizzando le principali aree produttive degli Usa (principale esportatore mondiale nella stagione 2016/17). Il motivo alla base del forte rally risiede dunque nella siccità che sta danneggiando le piantagioni di frumento un pò in tutto il Nordamerica, dove le valutazioni riguardanti le condizioni dei raccolti sono scese sui minimi dal 1988. Oltre che dagli Usa, sono giunte preoccupazioni sui raccolti anche da altri importanti esportatori mondiali. Per la stagione 2017/18, l’Australia prevede raccolti pari a 23,3 milioni*, un ammontare inferiore rispetto ai 24,4 milioni* stimati a giugno. Anche in quell’area, il clima arido sta impattando negativamente sulle stime dei raccolti. Il Canada, altro importante player mondiale, ha annunciato di avere seminato 22,36 milioni* di acri di grano, un ammontare inferiore rispetto ai 23,21 milioni* dell’anno precedente. Dal punto di vista tecnico le quotazioni hanno strappato al rialzo sopra quota 500 $ la scorsa settimana, andando a testare un massimo relativo risalente al luglio del 2015 in area 550 dollari*.

 

Solo con movimenti direzionali oltre questo livello il prezzo di un bushel di grano potrebbe fornire segnali operativi propedeutici alla prosecuzione del trend rialzista di lungo periodo. Viceversa, un ritorno sotto lo stesso sarebbe propedeutico all’interruzione dello stesso.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P.

Performance a 5 anni

 

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

531,25

527,05

452,17

71,24

-34,23

 

 

 

 

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07/12/2019 04.33.07

 

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