I mercati cercano il rimbalzo, ma la cautela resta d’obbligo

I mercati cercano il rimbalzo, ma la cautela resta d’obbligo

giovedì 18 ottobre 2018

I mercati europei, dopo la tempesta perfetta che li ha colpiti nelle scorse settimane, sembrano tentare una fase di assestamento.

MERCATI IN CIFRE 

 
I fronti che hanno avviato il sell off però sono tutti ancora aperti. Dalla guerra commerciale tra USA e CINA, all’instabilità politica ed economica dei Paesi emergenti. In Europa poi lo scontro sul DEF tra il Governo italiano e la Commissione Europea di certo non ha aiutato, così come la Brexit. Al riguardo ricordiamo che Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, alla vigilia del summit che si terrà il 17 e 18 ottobre sul tema ha dichiarato che lo scenario “no deal” sulla Brexit è più probabile che mai. Infine a pesare sul quadro internazionale anche la forza del petrolio, che rappresenta una tassa sulla crescita globale e il forte rialzo dei rendimenti dei Treasury americani arrivati al 3,2%*. Come se tutto ciò non bastasse, negli ultimi giorni, si è aperto anche il fronte tra USA e Arabia Saudita, a seguito della morte del giornalista Jamal Khashoggi. Trump ha minacciato sanzioni pesanti e l’Arabia Saudita di ridurre la produzione e far lievitare il greggio. Per il momento però i prezzi della materia prima non hanno riflesso tale rischio. Forse perché pochi credono che uno scontro tra USA e Arabia Saudita sia davvero possibile. Segnali positivi invece arrivano dalle trimestrali USA. Diverse le grandi banche ad aver riportato conti in ordine o sopra le attese, tra cui Bank of America, JP Morgan, CitiGroup. Sul fronte macro invece lo Zew, che misura la fiducia delle imprese tedesche, ha dato ancora una volta un segnale negativo sulle aspettative di crescita. In tale scenario dunque la cautela rimane d’obbligo in attesa di eventuali segnali di forza sui mercati e non manca invece chi già sta parlando di fine del ciclo rialzista e inizio del mercato orso.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 18/10 Durante la notte l’Australia pubblicherà diversi dati sull’occupazione. Nel primo mattino invece la Gran Bretagna renderà noto il dato sulle vendite al dettaglio di settembre. Nel pomeriggio dagli USA verranno trasmessi i dati sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione e l’indice di produzione della Fed di Filadelfia.
Venerdì 19/10 Venerdì la Cina pubblicherà i dati sul PIL del terzo trimestre e il tasso di disoccupazione. Nel Pomeriggio il Canada renderà noto l’indice dei principali prezzi al consumo e le vendite generali al dettaglio, mentre gli USA le vendite di abitazioni esistenti.
Martedì 24/10 Mercoledì mattina la Francia sarà la volta dell’indice PMI manifatturiero e l’indice dei direttori agli acquisti del settore terziario francese. Anche la Germania pubblicherà l’indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Rimane delicata la situazione per il FTSE MIB che tenta il rimbalzo, dopo aver fatto segnare i minimi da marzo 2017 a 19.166 punti*. L’indice italiano si trova ora ad affrontare due livelli di resistenza. Il primo in area 19.780 punti* e il secondo a 20.236 punti*. Sopra tale livello possibili allunghi verso 20.800 e 21.000 punti*. Al ribasso 18.700 punti* rimane il supporto chiave.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

19454,99

19467,42

20719,88

38,10

1,34

 

ANALISI TECNICA DAX


Performance a 5 anni

Il DAX cerca il rimbalzo dopo aver segnato il minimo Ytd a 11.459 punti*. La conferma di tale movimento però lo avremmo solo sopra 11.726 punti*, dove passa il ritracciamento del 50% di Fibonacci di tutto l’up trend avviato a febbraio 2016. Sotto il minimo su citato invece debolezza e target a 11.148 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

11715,03

11633,27

12216,73

39,00

32,94

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


Performance a 5 anni

Il Brent nelle ultime sedute sta premendo sul supporto statico fondamentale collocato a 80 dollari*. Se dovesse cedere tale livello avremmo di fatto un primo segnale di debolezza con target in area 75,86 dollari*, dove passa la media mobile 200 periodi e la trend line rialzista di lungo corso.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

80,01

80,58

78,41

45,92

-26,67

 

TOP NEWS

ENEL: pronta ad aumentare quota in Enel Americas
Enel ha stipulato due contratti di share swap con un istituto finanziario al fine di aumentare per un massimo del 5%* la propria partecipazione nella controllata cilena quotata Enel Americas, attualmente pari al 51,8%*.
Bank of America: terzo trimestre sopra le attese
Trimestrale in crescita e migliore delle attese per Bank of America. Il gruppo di Charlotte, seconda maggiore banca Usa per asset, ha visto gli utili del terzo trimestre 2018 salire del 32%* a 7,2 miliardi di dollari*.

SOTTO LA LENTE: INTESA SANPAOLO

INTESA SANPAOLO - Performance a 1 anno
Intesa Sanpaolo ha sofferto questa fase di forte ribasso e da inizio anno ha lasciato sul terreno il 26%*, in linea con le altre banche italiane. Alle dichiarazioni di alcuni analisti secondo cui, se lo spread dovesse raggiungere i 400 bp, le banche italiane dovrebbero ricapitalizzarsi, ha risposto Stefano Del Punta, CFO di Intesa Sanpaolo. Per il top manager “non si capisce perché con lo spread a 400 si debbano fare aumenti di capitale: noi certamente non ne abbiamo bisogno”. Intesa Sanpaolo comunque non vede il rischio di un repentino allargamento del differenziale di rendimento tra Btp e Bund, neanche se questo mese S&P e/o Moody’s dovessero tagliare il rating sull’Italia, perché una bocciatura è in parte già scontata dal mercato. Sui fondamentali, 15 analisti consigliano il buy e 16 hold*. Nessuno raccomanda la vendita e il target price medio è a 2,83 euro*.

Da un punto di vista tecnico il titolo Intesa Sanpaolo, dopo un down trend durato 6 mesi, ha testato i 2 euro*. Una soglia psicologica molto importante che se infranta sarebbe un segnale molto pericoloso per il titolo che ha già infranto, ai primi di ottobre, il ritracciamento di Fibonacci del 61,8%* a 2,16 euro*. A favore del rimbalzo vi è RSI che mostra una divergenza positiva fortissima sui minimi di maggio, settembre e ottobre, delineando anche una trend rialzista sull’oscillatore. Manca però la conferma sui prezzi con un rimbalzo caratterizzato da volumi e volatilità e break dei 2,16 euro*, dove passa anche la trend ribassista di medio periodo. Al ribasso invece la rottura dei 2 euro* spalancherebbe le porte alle pressioni ribassiste con obiettivo 1,8 euro*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


INTESA SANPAOLO - Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 2,05

 2,05

2,25

38,91

12,75

 

 

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