Regna l’incertezza sui mercati internazionali

Regna l’incertezza sui mercati internazionali

giovedì 13 dicembre 2018

L’accordo di tregua commerciale tra USA e Cina al G20 aveva illuso gli operatori facendo pensare ad un possibile rally di Natale. L’illusione però è durata ben poco. Nei giorni scorsi i mercati mondiali hanno infatti scontato tensioni su vari fronti.

MERCATI IN CIFRE 

 
L’arresto del CFO di Huawei su mandato degli Stati Uniti ha riacceso lo scontro fra Washington e Pechino, vanificando la debole intesa fra Trump e Xi Jinping siglata al G20 di Buenos Aires. A questo, si sono aggiunte le dichiarazioni nel fine settimana del rappresentante del commercio USA, secondo il quale difficilmente si arriverà al 1° marzo con un accordo che, se non raggiunto, farà scattare nuovi dazi. Per quanto riguarda le banche centrali, in attesa del meeting di giovedì della BCE, le ultime dichiarazioni degli esponenti della FED hanno indotto gli operatori a rivedere le aspettative sul percorso di rialzo dei tassi dell’istituto per il 2019, complici anche i dati più deboli del previsto sul mercato del lavoro a stelle e strisce. In Italia, proseguono i lavori per consegnare le cifre definitive della manovra, in vista del negoziato finale tra il Governo e la Commissione europea per scongiurare l’effettiva irrogazione di sanzioni. Clima teso anche in Gran Bretagna dove la premier Theresa May ha rinviato il voto sulla Brexit previsto per oggi, al fine di evitare una sconfitta elettorale decisiva. Intanto la corte di giustizia Ue ha sentenziato che il Regno Unito ha la facoltà di revocare unilateralmente la decisione di lasciare il blocco. L’altro evento di rilievo è stata la riunione dell’Opec e alleati che si è conclusa con la decisione di un taglio della produzione addirittura sopra le attese del mercato a 1,2 milioni di barili al giorno*. Decisione che però non ha scaldato i prezzi della materia prima, con il Brent ancora sul supporto dei 60 dollari*.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 13/12 Giornata densa di appuntamenti. Nel primo pomeriggio si riunirà la BCE per decidere sul tasso di interesse. A seguire ci sarà la conferenza stampa del presidente Mario Draghi. Dagli USA è atteso l’indice dei prezzi all’esportazione e all’importazione.
Venerdì 14/12 Il Giappone pubblicherà l’indice Tankan sulle imprese del quarto trimestre. In Cina produzione industriale, vendite al dettaglio e tasso di disoccupazione. Atteso sempre in mattinata l’indice PMI manifatturiero dell’Eurozona così come in Germania e Francia. Nel pomeriggio gli USA renderanno noto le vendite al dettaglio e la produzione industriale.
Lunedì 17/12 L’Italia e l’Eurozona pubblicheranno la bilancia commerciale. Sempre dalla zona Euro è atteso l’indice dei prezzi al consumo. In Gran Bretagna verrà rilasciata la tendenza degli ordini industriali, mentre nel pomeriggio negli USA è atteso l’indice manifatturiero del distretto di New York.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Saltata l’ipotesi doppio minimo, il FTSE MIB è tornato a bussare sul supporto statico chiave in area 18.400 punti*. la situazione si fa ora particolarmente delicata poiché il break di tale livello avrebbe conseguenze gravi per la struttura tecnica dell’indice aprendo verso 18.000 punti* e inferiori. Al rialzo invece 19.600 punti* rimane la prima resistenza importante.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

18945,80

18743,13

19195,79

41,63

6,41%

 

ANALISI TECNICA DAX


DAX - Performance a 5 anni

Brutto il quadro grafico del DAX che in pochi giorni ha infranto diversi supporti importanti con forte volatilità. L’indice ha chiuso anche il gap up lasciato aperto a dicembre del 2016 per fermarsi nei pressi del 61,8% del ritracciamento di Fibonacci (10.562 punti*) di tutto l’up trend avviato a giugno del 2016. Importante ora che l’indice avvii il rimbalzo.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

10929,43

10840,38

11421,50

35,58

21,21

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Pesa sul Brent il fortissimo ipervenduto realizzato a novembre. Difficile pensare a inversioni lampo del greggio, mentre sarà più probabile o la prosecuzione al ribasso con (almeno) il test del minimo a 57,5 dollari*, oppure una fase di accumulazione prima della ripresa dei corsi.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

61,02

60,59

70,75

39,85

-43,84

 

TOP NEWS

Tim: nuova battaglia tra Vivendi-Elliott
Vivendi esce allo scoperto sul fronte Telecom Italia. I francesi, primo azionista di Tim con una quota di quasi il 24%*, hanno chiesto al consiglio di amministrazione del gruppo italiano di convocare nuova assemblea per la nomina di nuovi consiglieri, revocando quelli di Elliott.
Banco BPM: accordo su Npl
Il tandem composto da Credito Fondiario ed Elliott ha stretto un accordo vincolante con Banco BPM per dare il via a una partnership strategica di lungo periodo nel settore dei crediti deteriorati (Npl).

SOTTO LA LENTE: ENI

ENI - Performance a 1 anno
La discesa delle quotazioni del petrolio ai minimi a un anno e mezzo, con un’accelerazione ribassista decisamente marcata negli ultimi due mesi, ha influito negativamente su tutto il settore oil. L’italiana Eni è così scivolata all'indietro toccando settimana scorsa i minimi a 9 mesi scendendo brevemente sotto quota 14 euro*. Il 10 dicembre il gruppo ha comunicato una nuova scoperta a olio nell'offshore dell'Angola e la conclusione della cessione di una quota del 20%* a Mubadala Petroleum e di un altro 25%* a BP nella concessione di Nour, in Egitto. Da un punto di vista fondamentale, di 33 analisti che seguono il titolo Eni (Fonte: Bloomberg), esattamente i due terzi del totale consigliano di comprare, 8 sono hold e soltanto 3 hanno giudizio sell. Complici anche i recenti cali, attualmente il titolo viaggia oltre il 31%* sotto il prezzo obiettivo medio a 12 mesi indicato dagli analisti, che è di 18,36 euro*. Molto brutto è stato il break dei 14,6 euro* per ENI. Qui infatti giacevano ben due livelli di ritracciamento di Fibonacci. Il 38,2%* di tutto l’up trend avviato a febbraio 2016 e il 38,2%* di tutto il down trend di lunghissimo corso avviato nell’estate del 2014. Un quadro dunque delicato, giustificato anche sui fondamentali dalla debolezza del petrolio e dal rischio Italia. Rotti i 14,6 euro*, Eni è andato diretto al primo target (dopo aver fatto un pull back) a 13,91 euro*, che rappresenta poi il ritracciamento di Fibonacci del 50%* dell’uptrend su citato. In tale scenario, il quadro è piuttosto incerto e sarà condizionato dall’evoluzione del petrolio. Un break di 13,91 euro* aprirà verso 13,2 euro* Al rialzo invece un segnale forte lo avremmo con il ritorno sopra 14,6* e contestuale break della trend ribassista su RSI. In tal caso resistenze a 15 e 15,6 euro*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


ENI- Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 14,24

 14,05

15,08

39,59

-12,66

 

 

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10/12/2019 04.14.33

 

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