Segnali di schiarita, ma la cautela resta d’obbligo

Segnali di schiarita, ma la cautela resta d’obbligo

giovedì 13 settembre 2018

Domina ancora l’incertezza sulle Borse europee che hanno registrato, nelle ultime sedute, cali diffusi un po’ su tutti gli indici, Italia esclusa. Restano i timori di un rallentamento economico a livello globale, legati a rinnovati timori su una escalation della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti.

MERCATI IN CIFRE 

 
Venerdì scorso Trump ha minacciato la Cina di essere pronto ad incrementare i dazi su addizionali 267 miliardi* di beni cinesi, oltre ai 200 miliardi* già in cantiere e sulla quale l’Amministrazione USA si esprimerà a breve. Anche le negoziazioni commerciali con il Canada non sono andate bene. Secondo indiscrezioni queste si sarebbero concluse senza un accordo e senza l’individuazione di una data futura per un nuovo incontro. Rimane critica anche la situazione dei Paesi emergenti, con le principali valute ancora in sofferenza. In compenso, negli ultimi giorni, in Europa qualche segnale positivo è stato raccolto. L’indice Zew a settembre è stato in miglioramento e sopra le attese. Il dato, che misura la fiducia delle imprese tedesche, si è attestato a -10,6 punti*, rispetto ai -13,7 punti* segnati ad agosto. Inoltre recentemente Barnier ha affermato che un accordo sulla Brexit potrebbe essere realistico “tra sei-otto settimane”. Notizia importante e che ha visto un forte apprezzamento della sterlina sull’euro e sul dollaro. Protagonista della settimana però è stata l’Italia. Il FTSE MIB infatti ha sovraperformato gli altri indici del Vecchio Continente, beneficiando delle dichiarazioni rassicuranti del ministro dell’Economia Giovanni Tria che, in occasione del Forum Ambrosetti a Cernobbio, ha chiarito una volta per tutte che il governo Conte non ha assolutamente intenzione di derogare ai diktat di Bruxelles. Cosa che è stata apprezzata dai mercati finanziari, con sgonfiamento dello spread tra BTP e Bund e rimbalzo dell’indice italiano.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 13/09 Oggi l’Australia pubblicherà il dato sulla disoccupazione ad agosto durante la notte. La Germania e la Francia alle 8.00 forniranno l’IPC di agosto. Molta attesa nel primo pomeriggio per il meeting della BOE e della BCE, con la decisione sui rispettivi tassi d’interesse.
Venerdì 14/09 Venerdì la Cina pubblicherà diversi dati durante la notte tra cui la produzione industriale di agosto e il tasso di disoccupazione. Alle 10 appuntamento con l’Italia che renderà noto il dato sull’IPC mensile e annuale. Anche gli USA forniranno diversi dati, tra cui le vendite al dettaglio di agosto e la produzione industriale.
Martedì 17/09 Pochi i dati macro nella giornata. Ricordiamo l'indice principale dei prezzi al consumo di agosto e annuale dell'Eurozona. Nel pomeriggio l’indice USA manifatturiero del NY Empire State.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


Performance a 5 anni

Settimana positiva per il FTSE MIB che tenta anche il break dei 20.800 punti*, primo livello di resistenza importante. Si è assistito anche ad un leggero ritorno di volumi e volatilità nella seduta del 10 settembre. In questo scenario l’indice italiano dovrà superare la barriera in area 21.100 punti* per uscire dalla fase critica.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

20963,00

20615,32

21318,90

51,06

19,36

 

ANALISI TECNICA DAX


Performance a 5 anni

Sedute veramente difficili per il DAX che prosegue al ribasso e, dopo il break dei 12.100 punti*, infrange anche i 12.000 punti*. Ora l’indice rimane appeso a questo livello, mentre la rottura del minimo a 11.831 punti* avrebbe conseguenze molto gravi per l’indice tedesco. Al rialzo invece sarà fondamentale il recupero dei 12.100 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

12032,30

12030,38

12472,24

31,79

41,63

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


Performance a 5 anni

Il Brent, dopo essersi riavvicinato il 4 settembre scorso agli 80 dollari*, ha visto alcune sedute al ribasso. Per ora nulla di allarmante visto la salita verticale della seconda metà di agosto. I livelli da monitorare rimangono gli stessi. Al rialzo la resistenza degli 80 dollari*, mentre al ribasso la soglia critica resta quella dei 71,28 dollari*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

79,59

77,88

74,74

68,38

-29,30

 

TOP NEWS

Tesla: sotto pressione su taglio giudizio Nomura 
Calo di quasi il 3%* a Wall Street per il titolo Tesla che paga il downgrade deciso da Nomura. Il broker nipponico ha rivisto il giudizio sulla società a neutral dal precedente buy. Il target price indicato è sceso del 25%* da 400 a 300 dollari*.
FCA: Tiger Global scommette su Fca 
Il fondo hedge Tiger Global Management ha incrementato la propria posizione nel capitale di Fiat Chrysler arrivando a detenere un totale di circa 60 milioni* di azioni, pari a circa il 3,85%* del capitale, per un controvalore di 873,3 milioni di euro* (circa 1 miliardo di dollari*).

SOTTO LA LENTE: TELECOM

TELECOM - Performance a 1 anno
Telecom tenta il rimbalzo dopo aver raggiunto il minimo da inizio anno a 0,5174 euro* il 5 settembre. Il titolo infatti dal 7 maggio ha lasciato sul terreno quasi il 40%*. Ad impattare recentemente sul titolo non solo il forte rialzo dei rendimenti dei Titoli di Stato italiani, che pesano in termini di costo del debito, ma anche la convivenza impossibile tra Vivendi e Elliott e i problemi di governance. Inoltre, tra gli elementi di disturbo, anche la penetrazione di Illiad sul mercato italiano, con riduzione dei margini per tutti gli operatori e le prospettive più deboli per Tim Brasil. Da un punto di vista fondamentale, di 31 analisti* che seguono il titolo, 18* raccomandano il buy e 8* l’hold. Cinque analisti invece consigliano di vendere. Il target price medio è a 0,89 euro*.

Da un punto di vista tecnico Telecom tenta un rimbalzo che però, almeno per ora, appare poco convincente. A dircelo diversi fattori. Innanzitutto la volatilità importante generata sul break del supporto chiave a 0,6 euro*. Ma non solo perché anche i volumi sono stati nettamente al di sopra della media lungo la discesa, mentre in questa fase di rimbalzo i volumi sono in calo, non un segnale positivo. Infine, come se non bastasse, RSI indica una netta prevalenza delle pressioni ribassiste. Difficile dunque pensare ad un inversione imminente e rimane probabile un ritest del minimo su citato. Un segnale veramente positivo lo avremmo solo sul recupero di 0,6 euro*, mentre il break dei 0,51 euro* sarebbe un bruttissimo segnale.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P. 


TELECOM - Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 0,54

 0,53

0,61

35,10

-10,90

 

 

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