Il commento di Tony Cioli Puviani: "Peggio va, Meglio va!"

Il commento di Tony Cioli Puviani: "Peggio va, Meglio va!"

lunedì 12 ottobre 2020 da Tony Cioli Puviani

L’oro riprende vigore portandosi sul finale della settimana a USD 1.930 all’oncia. Il principale catalizzatore dietro il rally dell'oro è la persistente pressione al ribasso sul dollaro USA, poiché le speranze di un pacchetto di stimolo economico continuano a sostenere il sentimento degli investitori. Solo qualche giorno fa Trump aveva dato istruzione ai suoi negoziatori di ritirarsi dai colloqui fino a dopo le elezioni generali del 3 novembre, ma il mercato intravede invece ancora accordi tra i due schieramenti. I democratici vorrebbero misure organiche (2.150 miliardi di dollari) che includano anche sovvenzioni su immigrazione e sanità; i repubblicani premerebbero per le aziende e, soprattutto, per le compagnie aeree. Si dovrebbe arrivare ad un compromesso.

Un esame più attento delle dinamiche temporali del US Dollar Index e del rally dell’oro e dell’ultimo guizzo rialzista delle azioni USA, avvenuto contestualmente sul finale della settimana borsistica, lascia intendere – vista la correlazione diretta tra oro ed azioni – quanto i mercati apprezzino le evoluzioni della pandemia (nuovo record di contagi del mondo: oltre 350 mila casi nelle ultime 24 ore), consci che in situazioni ultra emergenziali arriverà altra liquidità. Evviva!

Che le azioni di politica monetaria espansiva e i pacchetti di stimolo dei governi siano graditi dai mercati non abbiamo più alcun dubbio: manovre che oramai avvengono solo in situazioni emergenziali e di grave rischio per le economie globali, paradossi di cui ho parlato spesso. Oggi vi risparmio quindi qualsiasi inutile retorica.

Se quattro anni fa, a pochi giorni dalle elezioni, l’idea di Trump presidente faceva tremare gli opinionisti dei mercati, oggi, dopo la brutta figura fatta, i commentatori ed analisti, constatato l’attuale vantaggio di Biden, causa anche il ritrovato stato di salute dei mercati, stanno stravolgendo quella che fino a poco fa era l’idea di un democratico alla Casa Bianca. Adesso il refrain è che la vittoria di Joe Biden, alle elezioni presidenziali di novembre, rafforzerebbe l'umore del mercato: “una presidenza Biden potrebbe implicare la probabilità di ulteriori ampi pacchetti di stimoli!”

La mia idea invece è che con Trump rieletto i mercati andrebbero meglio, ma poco importa: Trump è stato una panacea per i mercati, le sue azioni di stimolo fiscale sono iniziate sin dall’inizio del suo mandato (2017); ha persuaso il Presidente FED ad attuare politiche monetarie ultra-espansive e poi, visto che il debito USA solo nel 2020 è già passato da 23,2 trilioni ad oltre 27, frantumerà il record storico dei deficit annuo che sarà vicino ai 7 trilioni (7000 miliardi di dollari), ben oltre il doppio del famigerato totale del debito pubblico italiano. Se arrivasse Biden, quanto sarebbe possibile spingere ulteriormente sull’acceleratore, ampliando il costo per il welfare, mantenendo così la tradizione che vuole i democratici più spendaccioni rispetto agli esponenti del Grand Old Party? Ci sarà davvero la possibilità di continuare a fare le stesse cose? Per quanto tempo sarà ancora il tutto sostenibile senza attuare pesanti aumenti di tassazioni sulle aziende, che tanto hanno beneficiato della politica fiscale trumpiana?

Intanto nel Vecchio Continente il Parlamento EU chiede al Consiglio più risorse per il bilancio 2021-2027 e sul piano Next Generation EU; si ha però uno stop ai negoziati, mettendo così a rischio i fondi pensati per l'emergenza Covid. Vi è molto pessimismo anche sull’accordo UE-Regno Unito. I mercati europei stanno a guardare in un contesto poco volatile, ma ancora sostenuti dalla buona salute dei mercati americani.

Come scriveva Lorenzo de’ Medici “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza!”


 

 

 

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24/11/2020 02:40:22

 

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