Weekly Note: i lockdown tornano a pesare sui mercati europei

Weekly Note: i lockdown tornano a pesare sui mercati europei

giovedì 25 marzo 2021

  • Scarica il PDF della Weekly Note - Settimana 25/03 - 31/03
  • Sui mercati prosegue la situazione di incertezza, con il Covid-19 che continua a pesare in particolar modo sui listini europei. In tal senso, mentre la campagna di vaccinazione prosegue spedita in Paesi come Regno Unito e USA, nel Vecchio Continente l’immunizzazione va a rilento, complici i problemi nelle forniture ma anche il crollo della fiducia dei cittadini nel siero di AstraZeneca in scia ad alcuni eventi avversi gravi. La ripresa economica dell’UE appare ancora distante, con la Germania che ha allungato il lockdown almeno fino al 18 aprile prossimo. La prosecuzione delle misure restrittive ha avuto effetti anche dal lato delle materie prime, con il petrolio WTI che è ritornato al di sotto dei 60 dollari al barile.

    Oltreoceano, è da segnalare come vi sia stato un allentamento delle tensioni sui titoli di Stato americani, con gli operatori in attesa di scoprire più dettagli in merito al nuovo piano Biden per le infrastrutture, il clima e il lavoro stimato tra i 3.000 e i 4.000 miliardi di dollari. In tal senso in un recente intervento al Congresso americano il Presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato che la ripresa è ancora distante dall’essere completa e che l’istituto centrale userà tutte le armi in suo possesso per sostenere l’economia. Per quanto concerne l’inflazione, il numero uno della Banca centrale USA ha affermato che ci sono alcune pressioni sull’indice dei prezzi al consumo. Tuttavia questi segnali sono considerati gestibili con gli strumenti adatti per fronteggiarli. Nella stessa audizione, il Segretario al Tesoro Janet Yellen si è detta fiduciosa in un ritorno alla piena occupazione nel prossimo anno e che verranno riviste alcune politiche di tassazione. Sul fronte geopolitico, continuano le tensioni tra USA e Cina, con gli Stati Uniti che hanno sanzionato due ufficiali cinesi per l’abuso dei diritti umani, misura analoga a quella dell’Unione Europea, Regno Unito e Canada.

    AGENDA MACRO

    Data
    Appuntamenti in calendario
    Giovedì 25/03 Verrà pubblicato il bollettino economico della BCE. Nel pomeriggio attenzione alle richieste di sussidio di disoccupazione per gli USA e al PIL americano del 4° trimestre 2020.
    Venerdì 26/03 Focus sulle vendite al dettaglio inglesi di febbraio e sugli indici IFO tedeschi di marzo. In Italia attenzione alla fiducia di imprese e consumatori a marzo. Per gli USA invece verranno pubblicati i consumi e i redditi personali (febbraio) e la fiducia dei consumatori elaborata dall’Università del Michigan (marzo).
    Lunedì 29/03
    Sarà reso noto l’indice manifatturiero della Fed di Dallas.
    Martedì 30/03 Attenzione alla fiducia dei consumatori dell’Eurozona (marzo, finale) e sull’inflazione tedesca di marzo. Per gli USA verrà pubblicata la fiducia dei consumatori elaborata dalla Conference Board (marzo).
    Mercoledì 31/03 Verranno resi noti i dati sul PIL inglese del 4° trimestre 2020 e l’inflazione di Francia, Italia ed Eurozona di marzo (preliminare). Per gli USA verranno pubblicati i dati sull’occupazione ADP (marzo), sul PMI di Chicago (marzo) e sulle scorte di petrolio.

     

     

     

    Focus: settore farmaceutico

    Cresce la fiducia sui vaccini mRNA

    Da inizio 2021 il piano vaccinale europeo sta procedendo a rilento, con il Vecchio Continente che vede il ritorno alla normalità più distante rispetto ad altri Paesi. Da un lato pesano i contratti approssimativi sulle forniture, dall’altro la sfiducia della popolazione sul siero di AstraZeneca. Nelle scorse settimane infatti pochi casi gravi dopo la somministrazione del vaccino anglo-svedese hanno provocato il blocco delle somministrazioni per diversi giorni, causando un aumento nella sfiducia dei cittadini come testimoniato da diversi sondaggi. In questo quadro potrebbero beneficiarne i vaccini che si basano sull’mRNA. Appare interessante guardare al Certificato Express Memory Cash Collect di Vontobel con ISIN DE000VQ3TXS2 e sottostanti Bayer e Pfizer. Questo prodotto consente di ottenere una cedola trimestrale di 2 euro a patto che alle Date di Valutazione il prezzo del sottostante peggiore del paniere sia uguale o superiore alla Soglia Bonus. Il Certificate gode dell’Effetto Memoria, che consente di incassare successivamente i premi non pagati, e dell’Opzione Autocallable, che dal 29 ottobre 2021 permette la scadenza anticipata se alle date trimestrali di rilevazione il Worst of quota pari o sopra il Livello di Rimborso. A scadenza (22 luglio 2024), se il sottostante peggiore del basket quotasse ad un valore superiore a quello della Barriera, il risparmiatore otterrà il valore nominale del prodotto, oltre al premio del periodo e a quelli eventualmente conservati in memoria. Al contrario, se anche solo un sottostante avrà un prezzo uguale o inferiore alla Barriera, il prodotto replicherà la performance del Worst of.

    Fonte paragrafo: Vontobel

     

    Dai fatti agli effetti

     

    UniCredit tra rotazione, fusioni e Lira turca

    Il fatto
    Le banche italiane sono al centro dell’attenzione degli investitori grazie al susseguirsi di rumor in merito a possibili aggregazioni. In questo quadro, per UniCredit sono aperti vari scenari che la vedono possibile candidata per una fusione con BPER Banca, Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca. Il comparto bancario sta beneficiando anche del contesto positivo per le azioni value, spinte dalla rotazione settoriale che vede i titoli tech penalizzati dalla crescita dei tassi sulle obbligazioni governative e dalla diffusione dei vaccini anti-Covid che stanno avvicinando il tanto atteso ritorno alla normalità e, di conseguenza, un inevitabile rallentamento della stay-at-home economy. Gli istituti di credito inoltre, già dal prossimo autunno potrebbero avere il via libera dalla BCE per la distribuzione del dividendo.
    L'Effetto
    Se da un lato la rotazione settoriale, le possibili aggregazioni e il via libera allo stacco della cedola sono catalizzatori di valore per UniCredit, è da segnalare come sulla banca di Piazza Gae Aulenti possa iniziare a pesare la questione Lira turca. L’istituto di credito guidato da Andrea Orcel detiene il 20% di Yapi Kredi, quota scesa dal 31,9% di febbraio 2020. Il fortissimo deprezzamento della valuta della Turchia a seguito della decisione del Presidente Erdogan di licenziare il Governatore della Banca centrale del Paese ha penalizzato le banche del Paese. In particolare, Yapi Kredi è stimata contribuire per il 5% degli utili di UniCredit nel 2021. Tuttavia il gruppo bancario italiano prevede di azzerare la sua partecipazione entro fine 2023. Se quindi nel breve periodo le quotazioni di UniCredit potrebbero essere penalizzate, nel medio termine il contesto è positivo.

    UniCredit- 1 anno

    Fonte: Bloomberg

    UniCredit- 5 anni
    Fonte: Bloomberg

     

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    09/05/2021 13:02:25

     

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