Weekly Note: stop AstraZeneca frena ritorno alla normalitá

Weekly Note: stop AstraZeneca frena ritorno alla normalitá

giovedì 18 marzo 2021

  • Scarica il PDF della Weekly Note - Settimana 18/03 - 24/03
  • I principali indici di Borsa globali continuano ad evidenziare una certa positività anche a dispetto delle incertezze che si iniziano ad intravedere in particolare per quanto concerne l’avanzata dei piani vaccinali nel Vecchio Continente. Diversi Paesi del blocco hanno infatti sospeso in via precauzionale la somministrazione del siero anti-Covid di AstraZeneca dopo alcune reazioni avverse. La soluzione vaccinale dell’azienda è quella su cui l’Unione Europea ha puntato gran parte del suo percorso di immunizzazione e se la sospensione dovesse durare per troppo tempo verrebbe ragionevolmente rallentato il tanto atteso ritorno alla normalità, senza considerare i possibili problemi di fiducia da parte della popolazione per questo vaccino. A tal proposito è attesa per oggi, 18 marzo 2021, la valutazione dell’EMA, la quale ha già affermato che al momento i rischi sembrino ben inferiori ai benefici.

    Negli USA l’ottimismo è maggiore: nel Paese continuano a venire utilizzate le dosi di Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson, che per gli ultimi studi si sono rivelati efficaci anche per combattere le varianti. Guardando oltre la campagna vaccinale, è da segnalare come le attenzioni degli investitori si siano momentaneamente spostate dall’andamento dei tassi di interesse sui titoli di Stato all’implementazione del piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari. Diversi analisti evidenziano come oltre un terzo degli aiuti che riceveranno le famiglie statunitensi potrebbe venire investita sui mercati azionari. Interessante mettere in luce anche come dall’ultimo sondaggio mensile della Bank of America emerga come il 40% degli investitori stimi che un rialzo del tasso del Treasury Note al 2% potrebbe portare ad una correzione del mercato azionario pari al 10%. Sul fronte materie prime segnaliamo come nel breve periodo la curva a un mese del petrolio WTI stia segnalando una situazione di contango, che indica una possibile situazione di eccesso di offerta la quale potrebbe pesare sulle quotazioni.

    AGENDA MACRO

    Data
    Appuntamenti in calendario
    Giovedì 18/03 Focus sulla riunione della Bank of England. Nel pomeriggio invece gli investitori saranno concentrati sulle richieste di sussidio di disoccupazione in USA e sull’indice di fiducia dei consumatori della Fed di Philadelphia (marzo).
    Venerdì 19/03 Le attenzioni si rivolgeranno all’indice dei prezzi alla produzione tedesco di febbraio.
    Lunedì 22/03
    Negli Stati Uniti verrà reso noto l’indice di attività nazionale della Fed di Chicago (febbraio) e le vendite di case esistenti a febbraio.
    Martedì 23/03 Attenzione alle vendite e gli ordini industriali di gennaio per l’Italia. In USA verranno pubblicati i dati sulle vendite di nuove case a febbraio e sull’indice manifatturiero della Fed di Richmond (marzo).
    Mercoledì 24/03 La giornata inizierà con le letture sull’inflazione e sulle vendite al dettaglio inglesi di febbraio. Verranno poi resi noti i Markit PMI manifatturieri, dei servizi e compositi di marzo per Francia, Germania, Eurozona, Regno Unito e USA (preliminari). Per gli Stati Uniti attenzione anche agli ordini di beni durevoli (febbraio) e alle scorte di petrolio.

     

     

     

    Focus: settore aurifero

    Ribasso oro assist per aziende aurifere

    Dopo l’ottima performance nel 2020, l’oro è riuscito a mettere a segno decisi rialzi grazie alla debolezza del dollaro USA, ai rischi percepiti dai mercati a causa della pandemia e al contesto di tassi intorno allo zero. L’arrivo dei vaccini anti-Covid e le prospettive di crescita economica che ha fatto ripartire i rendimenti dei bond governativi ha fatto raggiungere al metallo giallo livelli che non si vedevano da giugno 2020. Tuttavia, se l’inflazione dovesse andare fuori controllo e il dollaro tornare ad indebolirsi le quotazioni del prezioso potrebbero ripartire. In tal senso appare quindi interessante sfruttare i ribassi con il Certificato Express Memory Cash Collect su Barrick Gold con ISIN DE000VP3ANY2, emesso da Vontobel lo scorso 6 maggio sul SeDeX di Borsa Italiana. Con questo Certificate si può ottenere una cedola annuale di 7,60 euro condizionata al fatto che, alle varie date di valutazione intermedie, il prezzo del titolo sia uguale o superiore alla Soglia Bonus. Il Certificate beneficia dell’Opzione Memoria, che consente all’investitore di incassare successivamente i premi non pagati, e dell’Opzione Autocallable, che prevede la scadenza anticipata se alle date annuali di rilevazione il sottostante quota come o più del Livello di Rimborso. A scadenza (6 maggio 2024), se il sottostante quoterà ad un prezzo superiore a quello dello Strike, l’investitore otterrà il valore nominale del prodotto, oltre al premio del periodo e a quelli eventualmente conservati in memoria. Al contrario, se il sottostante avrà un prezzo pari o inferiore allo Strike, il Certificato replicherà la relativa performance.

    Fonte paragrafo: Vontobel

     

    Dai fatti agli effetti

     

    Petrolio WTI: dopo il rally arriva l’incertezza

    Il fatto
    Le quotazioni del petrolio WTI continuano a mantenere un andamento decisamente orientato al rialzo, con i prezzi che sono riusciti a riassorbire la totalità del crollo avvenuto ad aprile 2020. Diversi gli elementi che sostengono il greggio, in primis quelli relativi alla prospettiva di un ritorno alla normalità con la diffusione dei vaccini anti-Covid. Oltre a questo, l’atteggiamento dell’OPEC+ continua ad essere rivolto alla massima cautela. Nella riunione del Cartello di inizio marzo 2021 è stato deciso che la flessione dell’offerta continuerà ad essere anche per il prossimo aprile pari a 7 milioni di barili al giorno, a cui va aggiunto un milione extra di tagli volontari da parte dell’Arabia Saudita. A spingere i corsi della materia prima è anche la situazione in Cina, primo consumatore al mondo di oro nero. Nel Dragone infatti la produzione industriale ha accelerato sia a gennaio che a febbraio, mentre la produttività giornaliera delle raffinerie è migliorata del 15% su base annuale.
    L'Effetto
    L’industria pesante cinese ha visto una forte crescita negli ultimi mesi, elemento che rafforza la domanda di energia del colosso asiatico. Tuttavia vi sono diverse nubi all’orizzonte. Se nel lungo termine il petrolio verrà sostituito da fonti di energia pulita, nel breve periodo i contratti future sul greggio hanno iniziato a mostrare una configurazione di contango, che solitamente indica un eccesso di offerta. Sempre sul fronte dei produttori, è da segnalare come la capacità settimanale delle raffinerie è salita a 1,6 milioni di barili al giorno con la riapertura di diversi stabilimenti dopo l’ondata di gelo in Texas. Oltre a questo, se da un lato il ritorno alla normalità sembra essere più vicino, dall’altro molte compagnie aeree non si attendono un ritorno della mobilità ai livelli pre-Covid prima di altri 3 o 4 anni. Questi fattori uniti alla necessità da parte dei Paesi produttori di ripristinare l’output, potrebbero far iniziare una contrazione per i corsi dell’oro nero dopo i recenti eccessi.

    WTI - 1 anno

    Fonte: Bloomberg

    WTI - 5 anni
    Fonte: Bloomberg

     

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    09/05/2021 13:19:34

     

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