Weekly Note: Borse navigano a vista, Covid e dazi i timori

Weekly Note: Borse navigano a vista, Covid e dazi i timori

giovedì 25 giugno 2020

  • Scarica il PDF della Weekly Note - Settimana 25/06 - 1/07
  • Il Coronavirus e i contagi tornano a catalizzare l’attenzione degli investitori internazionali. Reduci da un trimestre all’insegna di un corposo rimbalzo, i principali indici di Borsa negli ultimi giorni hanno rallentato il passo. A preoccupare sono in particolar modo i nuovi focolai individuati in Germania, come quello del mattatoio Toennies nel Nordreno- Vestfalia, che hanno spinto Berlino ad adottare nuove misure restrittive in alcune aree. In un contesto che vede sempre la fondamentale presenza delle banche centrali a sostegno della liquidità e più in generale dei mercati, il timore degli investitori è che all’orizzonte possa palesarsi una seconda ondata del virus in anticipo sui tempi stimati. Soprattutto gli operatori di mercato sono intimoriti dalla possibilità che l’economia internazionale possa vivere una nuova serie di lockdown, con pesanti ricadute economiche per aziende e Stati già messi a dura prova dallo stop alle attività dei mesi scorsi. In questo contesto, a frenare lo slancio delle Borse la riapertura del capitolo legato ai dazi USA.

    Secondo quanto riportato da Bloomberg, gli Stati Uniti starebbero pensando all’imposizione di nuove tariffe commerciali per 3,1 miliardi di dollari sulle esportazioni da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Le nuove misure farebbero seguito ai 7,5 miliardi di dollari di dazi imposti sulle esportazioni dell’Unione Europea dagli USA dopo il via libera del WTO dell’ottobre 2019. Secondo quanto anticipato da Bloomberg, l’Organizzazione mondiale del commercio il prossimo mese dovrebbe dare il via libera ai dazi europei sui prodotti statunitensi per un totale di 11,5 miliardi di dollari. Le contrapposizioni tra i due blocchi dell’Atlantico rischiano così di annullare i timidi segnali positivi giunti dal fronte macroeconomico, con gli indici PMI e quelli IFO capaci di battere positivamente le attese degli analisti.

     

    Trader view: il commento di Tony Cioli Puviani

    Un’estate da ping pong

    FTSE MIB - 1 anno

    Fonte: Bloomberg

    La terza settimana di giugno era partita malissimo. Lunedì 15 giugno, l’indice nipponico Nikkei 225 aveva archiviato la sessione con una perdita del 3,47%. In mattinata, il future giugno dello S&P 500, aveva toccato un minimo a 2935, quello del NASDAQ-100 a 9381,75 e quello del DAX a 11589,5. Tutte le borse azionarie si stavano avvitando verso un pericoloso ribasso, quando però progressivamente si è sparsa la notizia che la Fed stesse annunciando un piano d’acquisti di bond corporate USA fino a 750 miliardi: le borse azionarie hanno cambiato d’umore recuperando velocemente le perdite per poi mettere a segno importanti progressi. Il giorno successivo, il future sullo S&P tocca un massimo a 3167,75 recuperando la bellezza di 232,75 punti (+7,9%), il future del NASDAQ-100 arriva al massimo di 10013,75 (+6,7%) e quello del DAX arriva fino a 12439 (+7,3%). Al solito mamma Fed, con “sense of timing” degno del grande Sir Alfred Hitchcock, aveva salvato i mercati da una situazione traballante. La settimana prosegue in moderato rialzo con i realizzi che avvengono solo dopo le scadenze tecniche sugli indici USA di venerdì 19.
    Sebbene si tenda a concentrarsi sui rischi di ricadute dovute a possibili ritorni del contagio, credo invece sia meglio fare riflessioni su come procederà l’economia globale alla luce di quello che sta succedendo. Sembra che la forza dell’economia e di conseguenza l’andamento degli indici di borsa dipendano solo dalla quantità di debito che governi e banche centrali siano in grado di sostenere. Nella realtà la liquidità può essere anche infinita, ma se coloro che ne hanno bisogno non sono considerati solvibili, chi fornisce credito (banche ed investitori) non si prende il rischio di fare i prestiti e quindi non è detto che un’espansione di massa monetaria coincida con un incremento del credito all’economia, anzi, spesso si è assistito ad una paradossale contrazione. Se ad un incremento della massa monetaria vi è una correlazione inversa della velocità di circolazione della stessa, la situazione in termini d’inflazione non cambia. Alla luce di quanto detto sopra, è lecito porsi qualche dubbio sulle future eccitazioni dei mercati ad ogni ulteriore iniziativa delle banche centrali: la parte più facile per gestire la crisi (emettere moneta) è già finita, d’ora in poi toccherà fare i conti con la realtà!
    Tenere conto della manipolazione strutturale delle realtà attuata dalle banche centrali significa quindi considerare eventuali rischi di coda sempre presenti nei mercati e quindi attuare scelte di investimenti coerenti con la situazione senza farsi abbindolare dall’andamento dei mercati accondiscendenti al clima instauratosi ma pronti a colpire come i serpenti a sonagli. Le Borse ormai salgono soltanto in base agli annunci e alle promesse, di fronte alle realtà invece si spaventano. Rimango anche dell’idea che i potenziali effetti generati da news come quelle di un nuovo test positivo su un vaccino anti-Covid in sperimentazione, o ancor meglio nuovi piani Fed, come quello di comperare direttamente azioni, ulteriori piani espansivi, tassi negativi et similia, saranno sempre presenti nell’arsenale finanziario di coloro che hanno interesse di sostenere i listini, quindi, aspettiamoci un’estate calda e piena di colpi di scena.
    Più concretamente non credo ad un ritorno sui minimi per questo 2020, ma interpretando la fase attuale dei mercati come distributiva che precede l’inizio di un impulso ribassista, mi pongo in posizione di attesa pronto a sfruttare le prossime occasioni.
    Buon inizio estate a tutti!

     

     

    Fonte dati: IW QuickTrade

     

    Tony Cioli Puviani

    FTSE MIB - 5 anni

    Fonte: Bloomberg

    AGENDA MACRO

    Data
    Appuntamenti in calendario
    Giovedì 25/06 Focus sull’indice tedesco sulla fiducia dei consumatori di luglio (GfK). Oltreoceano invece le attenzioni saranno rivolte agli ordini di beni durevoli di maggio (preliminare), al PIL del 1° trimestre 2020 e alle richieste di sussidio.
    Venerdì 26/06 In USA, gli investitori si concentreranno sull’indice di sentiment elaborato dall’Università del Michigan di giugno (finale).
    Lunedì 29/06
    Attenzione all’inflazione tedesca di giugno (preliminare). Negli Stati Uniti verrà pubblicato il dato sull’attività manifatturiera elaborata dalla Fed di Dallas.
    Martedì 30/06 Verranno pubblicate le misurazioni sul PIL UK del 1° trimestre 2020 (finale) e sull’inflazione di giugno (preliminare) di Italia e Francia. Per gli USA, focus alla fiducia dei consumatori di giugno (Conference Board).
    Mercoledì 1/07 Focus sui Markit PMI manifatturieri di giugno di Francia, Germania, Eurozona, UK, USA (finali) e Italia. Attenzione anche all’indice ISM manifatturiero statunitense di giugno.

     

     

     

     

    Focus: e-Commerce

    Il Coronavirus spinge il settore dell’e-commerce

    Uno dei settori che ha beneficiato dei lockdown posti in essere da gran parte dei Paesi del Mondo per frenare il contagio del Coronavirus è quello dell’e-commerce. La pandemia ha spinto gli acquisti online cambiando le abitudini dei consumatori, che potrebbero ora fidelizzarsi ai metodi di acquisto su Internet. Il settore sembra comunque destinato ad espandersi: nel 2022 e solo in USA, Statista stima vendite tramite e-commerce pari a 859,28 miliardi di dollari (+43% rispetto al 2019). Un’occasione di investimento può essere rappresentata dal Certificato Express Memory Cash Collect di Vontobel su Amazon e Alibaba (ISIN DE000VP18MM1). Il prodotto permette di beneficiare di una cedola semestrale da 5,73 euro se, alle date di valutazione intermedie, il prezzo dei due titoli è superiore alle rispettive Soglie Bonus. Emesso lo scorso 8 aprile sul SeDeX di Borsa Italiana, il Certificate gode dell’Effetto Memoria, opzione che consente all’investitore di incassare successivamente i premi non pagati, e dell’opzione Autocallable (scadenza anticipata se alle date semestrali di rilevazione il peggiore dei sottostanti quota come o più dello Strike Price iniziale). A scadenza (6 aprile 2022), se i due sottostanti dovessero quotare ad un prezzo superiore a quello della Barriera, il risparmiatore otterrà il valore nominale del prodotto. Al contrario, se anche solo un sottostante avrà un prezzo uguale o inferiore alla Barriera, il Certificato replicherà la performance del titolo peggiore del paniere.

    Fonte dati: Vontobel

     

    Dai fatti agli effetti

    L’Europa chiama, Telecom Italia risponde

    Il fatto
    Secondo il Digital Economy and Society Index 2020 elaborato dalla Commissione Europea, l’Italia è risultata tra i fanalini di coda in Europa per digitalizzazione. Peggio di Roma solo Romania, Grecia e Bulgaria. La Commissione UE ha invitato i Paesi a intensificare gli sforzi volti a migliorare la copertura delle reti ad altissima capacità e più in generale a digitalizzare ulteriormente le imprese e il settore pubblico. Gli investimenti per superare il digital divide sono al centro del Piano Next Generation EU e, secondo quanto indicato dal Governo, la digitalizzazione del Paese sarà uno dei pilastri del recovery plan dell’Italia. L’indice DESI aiuterà gli Stati membri ad orientare le rispettive esigenze in termini di riforme, investimenti e definizione delle priorità.
    L'Effetto
    L’esplosione della pandemia da Covid-19 e i necessari aggiustamenti tanto dei modelli di business delle aziende quanto dei canali di acquisto dei consumatori hanno reso ancora più centrale il ruolo delle reti Internet. Il piano Next Generation UE dovrebbe rappresentare un’ottima opportunità per tutte le aziende Tlc attive in Europa. Telecom Italia potrebbe essere tra le società più interessate da questa partita grazie anche al crescente impegno del Governo per l’implementazione di una singola rete fissa, giudicato dagli analisti di Mediobanca un forte catalizzatore per l’equity story di TIM. Secondo indicazioni di stampa sarebbero necessari circa 5 miliardi per cablare in fibra l’Italia: 3 miliardi nelle aree nere e grigie e circa 1,5 miliardi nelle aree bianche. Il recente deal con Kkr e la partita Open Fiber vanno in questa direzione.

    Telecom Italia - 1 anno

    Fonte: Bloomberg

    Telecom Italia - 5 anni
    Fonte: Bloomberg

     

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    14/07/2020 17:37:01

     

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