CACAO: preoccupazioni per il raccolto in Costa d'Avorio

CACAO: preoccupazioni per il raccolto in Costa d'Avorio

mercoledì 15 maggio 2019

Il prezzo del cacao è sceso significativamente all'inizio della settimana, toccando un minimo di 2.282,50 USD a tonnellata.

Le consegne di cacao ai porti della Costa d'Avorio, il paese con la crescita più alta per il settore, sono state pari a 1.900 milioni di tonnellate tra il 1° ottobre 2018 e il 12 maggio 2019, con un incremento del 14% rispetto ai 1.661 milioni di tonnellate dello stesso periodo della scorsa stagione.

Contemporaneamente, cresce la preoccupazione che la qualità e la durata della raccolta intermedia da aprile a settembre possano essere compromesse dalla mancanza di pioggia. "Fa molto caldo e abbiamo bisogno di buone precipitazioni in questo periodo in modo che i piccoli baccelli possano svilupparsi bene", commenta Basile Yoro, un lavoratore della regione occidentale di Soubre, nel cuore della Cocoa Belt, come ha citato l'agenzia di stampa Reuters.

Secondo i dati della Reuters' Ivory Coast, le precipitazioni della scorsa settimana a Soubre, che comprende le regioni Sassandra e San Pedro, sono state di 5,5 mm, inferiori di 28,5 mm rispetto alla media quinquennale. Previsioni analoghe sono state fatte nelle regioni meridionali di Agboville e Divo e nella regione orientale di Abengourou. Anche gli agricoltori della regione centro-occidentale di Daloa, dove viene prodotto un quarto del totale nazionale, si sono dimostrati preoccupati per le condizioni climatiche.

CACAO - 5 anni

Fonte: Bloomberg Finance L.P.

 

 

Petrolio: le tensioni nel Golfo Persico fanno salire i prezzi

Nelle ultime settimane il prezzo del petrolio è stato piuttosto basso, infatti si aggirava intorno ai 70 USD al barile, nonostante l’attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, le ultime tensioni nel Golfo Persico, consistenti in sabotaggi e attacchi a petroliere nella regione, non hanno lasciato inalterato il prezzo del petrolio. Il prezzo del Brent è salito del 2,5% raggiungendo 72,40 USD al barile nel pomeriggio di lunedì.

Secondo il ministro saudita dell'energia Khalid Al-Falih, due petroliere saudite al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti (EAU), vicino alla città portuale di Fujairah, sono state gravemente danneggiate in un attacco. Il porto si trova vicino allo Stretto di Hormuz, una delle principali vie navigabili al mondo per l'esportazione di petrolio. Gli EAU parlano di "operazioni antistatali" contro navi di diversi paesi. L'Iran ha definito questi incidenti deplorevoli e preoccupanti.

BRENT CRUDE OIL - 5 anni

Fonte: Bloomberg Finance L.P.

La settimana scorsa, sia l’offerta che la domanda di petrolio preoccupavano il mercato. Una riduzione nell’offerta si sarebbe potuta verificare a seguito dell'inasprimento delle sanzioni statunitensi contro l'Iran, questa volta senza eccezioni. Riguardo la domanda invece, il conflitto commerciale degli Stati Uniti con la Cina avrebbe potuto causare una riduzione.

 Sempre dal lato dell’offerta, secondo le ultime notizie, non è chiaro se l'Arabia Saudita riuscirà a sopperire alla già avvenuta riduzione nelle esportazioni iraniane degli ultimi dodici mesi. Si parla infatti di un milione di barili al giorno nell’ultimo anno. Il 25 giugno 2019 gli stati dell'OPEC si riuniranno per discutere del futuro delle restrizioni alla produzione e di un loro possibile ammorbidimento.

 

 

L'oro è all'altezza della sua reputazione di bene rifugio

Il prezzo dell'oro è salito fortemente all'inizio della settimana. In precedenza, il prezzo aveva confermato una linea di tendenza superiore alla media di 200 giorni, che è il lato inferiore dell'attuale canale di tendenza rialzista. Con il recente attacco ai 1.300 punti, il metallo prezioso riafferma le sue ambizioni rialziste. Il motivo di questo nuovo aumento nel prezzo è dato dall’escalation della situazione geopolitica attuale e dal fatto che i metalli preziosi sono noti come ‘beni rifugio’.

Riguardo alle tensioni in Medioriente tra Stati Uniti e Iran, il governo di Washington, almeno ufficialmente, non vuole un conflitto militare, anche se recentemente è stata inviata una portaerei nella regione. L'obiettivo è piuttosto quello di persuadere l'Iran a modificare il suo comportamento destabilizzante per i paesi limitrofi, secondo il segretario di Stato americano Mike Pompeo. Inoltre, le voci di attacchi alle petroliere e la posizione inflessibile del regime dei Mullah a Teheran rendono il mercato azionario prudente.

GOLD- 5 anni

Fonte: Bloomberg Finance L.P.

Il conflitto commerciale tra le due maggiori potenze economiche mondiali, Stati Uniti e Cina, è peggiorato nuovamente all'inizio della settimana. Prima Trump ha tweettato un’imposizione di dazi su tutte le importazioni dalla Cina ancora esenti per un valore di circa 300 miliardi di dollari. Successivamente Pechino ha imposto sanzioni fino al 25% sulle merci importate dagli Stati Uniti per un valore di 60 miliardi di dollari. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva precedentemente minacciato il presidente cinese Xi Jingping via Twitter per questa scelta: se la Cina non accettasse un accordo, potrebbe soffrirne molto. Inoltre Trump ha minacciato di spostare la produzione americana dalla Cina in altri paesi asiatici per evitare i dazi imposti.

 

Sui mercati azionari, la preoccupazione si è diffusa e gli investitori si sono rivolti verso rifugi sicuri, compresi i metalli preziosi. Martedì scorso, il prezzo dell'oro è salito toccando un massimo a cinque settimane di 1.303,40 USD per Troy Ounce. A seguito della ritorsione cinese, anche il dollaro si è deprezzato. Ricordando che l'oro è scambiato a livello internazionale in dollari US, se il tasso di cambio scende, l'oro sarà matematicamente più economico per gli investitori al di fuori della zona del dollaro. In teoria, questo spesso stimola la domanda e può di conseguenza sostenere il prezzo dell'oro.

 

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P. 

21/05/2019 20.54.04

 

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