Il commento di Tony Cioli Puviani: "Dollaro verso ulteriore debolezza"

Il commento di Tony Cioli Puviani: "Dollaro verso ulteriore debolezza"

lunedì 14 dicembre 2020 da Tony Cioli Puviani

Giovedì 10 dicembre Christine Lagarde, la Presidente della Banca Centrale Europea, ha annunciato che il programma di emergenza di acquisto di titoli di Stato, lanciato con la pandemia in marzo scorso, viene esteso a fine marzo 2022 con una dotazione rafforzata fino a altri 500 miliardi di euro. Un dato più forte di quanto ci si aspettasse, un’ulteriore valanga di liquidità che avrebbe dovuto contribuire allo svilimento dell’euro sui mercati finanziari.

Il movimento del cambio Euro/Dollaro, finita la conferenza, dopo un immediato coerente ribasso fino a quota 1,2080, ha visto invece un apprezzamento dell’euro fino addirittura 1,2160, cogliendo di sorpresa gli addetti ai lavori e stravolgendo quelle che sono le logiche dei prezzi e quindi della domanda e offerta. Evidentemente il mercato ha approfittato della presunta debolezza dell’euro per vendere ancora dollari approfittando del momento più opportuno, ovvero nel contesto più favorevole per un venditore: una situazione di teorico apprezzamento. Tale “dissonanza” (tra quanto deciso dalla Bce ed il movimento rialzista dell’euro sul dollaro) deve fare riflettere sul perché il Dollar Index potrebbe scivolare ulteriormente, anche sotto gli 88 punti e consequenzialmente portare il cambio EUR/USD circa a quota 1,24.

Negli ultimi mesi l’inflazione ha virato al ribasso in tutto il mondo, ad eccezione degli USA. Per la prima volta da undici anni a questa parte l'inflazione in Cina entra in territorio negativo. L'indice ufficiale dei prezzi al consumo cinese (CPI) ha registrato una crescita negativa pari al -0,5% rispetto all'anno precedente; nel frattempo, l’Eurostat ha comunicato il dato preliminare sull'andamento dei prezzi al consumo in area euro a novembre 2020. L'inflazione ha registrato un calo annuale dei prezzi dello 0,3%. Negli Stati Uniti invece adesso l’inflazione è al 1,2%, ma il “core rate” ossia l'indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili quali cibo ed energia, più osservato dalla Fed, ha registrato un dato tendenziale in aumento dell'1,6% (ci si aspettava addirittura 1,8%).

Giocare a fare il veggente sul forex è una delle attività più complesse proprio perché sul mondo valutario ci sono un’infinità di elementi che possono influire. Uno su tutti è la speculazione. Ci sono però considerazioni oggettive che non possono essere eluse dal mercato. La difficoltà per ogni operatore è quindi capire quanto le considerazioni di carattere fondamentale siano già nei prezzi o quanto possano ancora influenzarli.

 Per quello che riguarda i rendimenti dei Bond 10y va osservato che mentre il Bund tedesco ha chiuso la settimana con rendimento negativo a -0,631%, quello USA con rendimento positivo a +0,896%. Tra i due rendimenti lo spread è di 152,7 punti base a favore di quello americano, ma, se confrontati con i differenziali delle inflazioni tra USA e EU, ovvero 1,9%, rende in termini reali più conveniente il bund tedesco di ben 37,3 punti base (190-152,7) rispetto al bond USA.  Per questo motivo è lecito aspettarsi un ulteriore flusso di capitali verso l’area euro a scapito del dollaro.

Infine, l’atteggiamento della neoamministrazione Biden - specie se il Senato sarà democratico - verso azioni di politica fiscale con pacchetti di nuovi stimoli sarà molto importante per abbattere ulteriormente il valore del dollaro, con il risultato di avere pro Stati Uniti una sorta di dazio invisibile a scapito delle aziende esportatrici e a vantaggio della loro produzione interna.


 

 

 

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19/01/2022 06:11:19

 

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