FED conferma rialzo, crescita più debole

FED conferma rialzo, crescita più debole

giovedì 20 dicembre 2018

Il meeting FED è stato l’evento più atteso in questi ultimi giorni dell’anno dagli operatori. Al termine dei due giorni di riunione, la banca centrale americana ha deciso di alzare il tasso di riferimento di un quarto di punto, facendo così salire il costo del denaro tra il 2,25%* e il 2,50%*.

MERCATI IN CIFRE 

 
La FED ha previsto inoltre due rialzi nel 2019, rispetto ai tre previsti in settembre, e ha garantito ulteriori aumenti graduali. Rivista al ribasso anche la stima per la crescita americana: il PIL nel 2019 salirà del 2,3%* rispetto al 2,5%* precedentemente stimato. Tale decisione ha fatto affondare gli indici americani con lo S&P 500 in calo dell’1,5%* a 2.500 punti* e il NASDAQ in rosso di oltre il 2%* a 6.600 punti*. Negli ultimi giorni le tensioni sul mercato azionario si sono ripercosse positivamente sull’oro che è al test dei 1.250 dollari*. Petrolio ancora al ribasso sui timori di un incremento ulteriore della produzione americana. L’Europa non versa in condizioni migliori, con il DAX pericolosamente vicino al supporto chiave a 10.570 punti*. E del resto i dati macro evidenziano ancora debolezza. Resta aperta la spinosa questione Brexit. La Premier intanto ha annunciato che il parlamento sarà chiamato al voto sull’accordo con la UE nella settimana del 14 gennaio e il dibattito alla Camera riprenderà dunque il 7 gennaio, con la Premier che cercherà di ottenere rassicurazioni dall’Europa, in particolare sul dibattuto tema del confine irlandese. News positive per l’Italia. Finalmente c’è l’accordo con l’Europa. Il rapporto deficit/PIL al 2,04%*, accompagnato dal nuovo programma di spending review e dalla revisione al ribasso del PIL (allo 0,9% dal 1,5%*) è riuscita a convincere Bruxelles. Il Governo ha evitato così la procedura d’infrazione per il momento.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 20/12 Giornata ricca di appuntamenti. Al mattino è attesa la dichiarazione sulla politica monetaria della Bank of Japan e a seguire la conferenza stampa. Sempre in mattinata il Regno Unito pubblicherà le vendite al dettaglio. Nel primo pomeriggio si riunisce la Bank of England per decidere sul tasso di interesse. Dagli USA è atteso l’indice di produzione della FED di Philadelphia.
Venerdì 21/12 Al mattino il Giappone rende noto l’indice nazionale dei prezzi al consumo e la Germania il rapporto della GFK sul clima fra i consumatori tedeschi. In pubblicazione il PIL del terzo trimestre in Francia e nel Regno Unito. In Italia è atteso l’indice di fiducia dei consumatori. Nel pomeriggio in arrivo dagli USA gli ordinativi di beni durevoli e il PIL del terzo trimestre.
Giovedì 27/12 Pochi appuntamenti di rilievo dato il clima ancora festivo. Il Giappone pubblica gli ordini di costruzione e la Spagna le vendite al dettaglio. Gli USA rendono noto il rapporto sulla fiducia dei consumatori e le vendite di nuove abitazioni.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Il FTSE MIB permane nella fase laterale di breve che caratterizza i corsi ormai da ottobre. Due i livelli da monitorare, la resistenza statica collocata in area 19.600 punti*, il cui break aprirebbe verso i 20.236 punti*, e il supporto chiave dei 18.400 punti*. La rottura di tale livello sarebbe molto negativo per l’indice italiano con supporti a 18.000 e 17.800 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

18661,43

18847,96

19032,95

49,34

0,38

 

ANALISI TECNICA DAX


DAX - Performance a 5 anni

Debole il quadro grafico del DAX che torna pericolosamente vicino al supporto chiave a 10.585 punti*. Di fatto il rimbalzo della scorsa settimana si è caratterizzato per essere un pull back sugli 11.000 punti* prima del ritorno verso il basso. Fondamentale la tenuta del su citato supporto. Il break aprirebbe a 10.500 e 10.000 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

10766,21

10813,95

11275,88

37,49

14,53

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Non si arresta il ribasso del Brent che ha segnato nuovi minimi in settimana. Il prezzo ha anche infranto il supporto statico a 58,37 dollari*, centrando il primo target a 56,65 dollari* e prendendo di mira i 55,1 dollari*. Al rialzo invece sarà importante almeno il recupero dei 60 dollari*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

56,14

57,90

67,73

31,76

-49,78

 

TOP NEWS

ENI: cessione a QP del 35% dell’Area 1 in Messico
Eni ha siglato un accordo per la cessione a Qatar Petroleum il 35%* dell’Area 1 nell’offshore del Messico. Il gruppo energetico italiano, che continuerà a essere l’operatore, ha fatto sapere che l’accordo è soggetto all’autorizzazione delle autorità messicane.
Goldman Sachs: Malaysia intenta causa penale
Goldman Sachs è nel mirino della Malaysia. Il gruppo è stato citato in giudizio dalle autorità del paese per le “false dichiarazioni” rilasciate in relazione alle vendite di obbligazioni del fondo 1Malaysia Development Bhd.

SOTTO LA LENTE: TELECOM

TELECOM - Performance a 1 anno
Vivendi mira dritto a un nuovo ribaltone in Telecom Italia. Il CdA della tlc italiana ha confermato di aver ricevuto dal socio Vivendi, primo azionista di Tim con una quota di quasi il 24%*, la richiesta di convocazione dell’assemblea per la nomina dei revisori, la revoca di cinque consiglieri di Elliott e la nomina di cinque nuovi amministratori. L’intento dei francesi sarebbe quello di anticipare la convocazione del CdA prima di Natale e l’assemblea agli inizi del 2019, nonostante le date già fissate in calendario (cda il 17 gennaio e assemblea l’11 aprile). L’affondo di Vivendi è stato accolto favorevolmente dagli investitori con il titolo Tim che è risalito di circa il 15%* dai minimi di inizio ottobre. Gli analisti sono positivi sul titolo (fonte: Bloomberg). Dei 30 che seguono il titolo, 15 raccomandano il buy, 9 l’hold e 6 il sell. Il target price medio è pari a 0,73 euro*, con un rendimento potenziale di circa il 32%*. Tecnicamente nelle ultime settimane il titolo Telecom ha registrato un indebolimento del forte rimbalzo avviato sul minimo di ottobre a 0,4771*. Quanto detto viene giustificato da alcuni elementi. In primis, il titolo, martedì 18 dicembre scorso, ha infranto la trend line rialzista di breve periodo, costruita sui minimi del 26 ottobre e 11 dicembre. Tale segnale viene confermato anche da RSI che ha bucato la trend ascendente costruita sull’oscillatore. Anche i volumi hanno visto un graduale calo lungo il rimbalzo. Una serie di segnali anche legati all’indebolimento generale dei mercati e che per il momento non devono allarmare, ma vanno monitorati con molta attenzione. In tale scenario, un eventuale break in chiusura al ribasso di 0,5438 euro*, potrebbe aprire verso 0,5174 euro*. Al rialzo invece sarà importante il break di 0,6 euro*, con volumi e volatilità, per dare un segnale forte di cambio qualitativo del mercato sul titolo.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


TELECOM- Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 0,53

 0,56

0,54

46,55

-23,97

 

 

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23/07/2019 02.45.22

 

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