Fine d’anno sull’ottovolante per i mercati

Fine d’anno sull’ottovolante per i mercati

giovedì 3 gennaio 2019

Gli ultimi giorni del 2018 sono passati sotto il segno dell’incertezza per quanto riguarda i mercati. I listini azionari, in particolare, sono saliti sull’ottovolante spinti dalle preoccupazioni riguardo un possibile rallentamento della crescita economica mondiale.

MERCATI IN CIFRE 

 
Hanno anche influito le tensioni tra USA e Cina agitate dalle voci che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando la possibilità di vietare alle compagnie statunitensi l’uso di apparecchiature prodotte da Huawei e ZTE, poi attenuate da alcuni segnali di distensione sul fatto che i due Paesi siano pronti per un nuovo round di negoziati commerciali all’inizio di gennaio. In questo contesto non certo facile, offuscato pure dallo scontro verbale tra Casa Bianca e Federal Reserve, Wall Street si è avviata a chiudere il peggior mese di dicembre dalla Grande Depressione degli anni Venti. Da parte sua il FTSE MIB dopo il lungo ponte natalizio ha aggiornato nuovamente i minimi annui scivolando momentaneamente addirittura sotto i 18mila punti* per la prima volta da dicembre 2016. Le vendite hanno colpito tutte le piazze azionarie, anche Tokyo. Sull’intero 2018, la Borsa del Giappone ha perso il 12,1%*, la sua prima perdita annuale dal 2011. A pesare sulle ultime chiusure negative del NIKKEI 225 sono stati i deboli dati macro del Giappone, con le vendite al dettaglio che a novembre sono cresciute a un ritmo più lento, la disoccupazione è salita e la produzione industriale è scesa dell’1,1%* m/m, alimentando i timori di un rallentamento dell’economia. I timori per un rallentamento economico a livello mondiale hanno tenuto sotto pressione il petrolio. Il contratto sul greggio WTI è sceso fin sotto la soglia dei 45 dollari* al barile. Parallelamente sono stati toccati i massimi a oltre sei mesi per l’oro, bene rifugio per eccellenza: il contratto a termine sull’oro per la consegna di febbraio sono saliti fin oltre 1.283 dollari* l’oncia.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 04/01 Primo venerdì del nuovo anno all’insegna dei dati relativi all’inflazione dell’area euro relativi al mese di dicembre. Tra le statistiche più attese in mattinata spicca la variazione su base annuale dell’indice dei prezzi al consumo. La lettura del mese precedente è risultata pari al 2%* mentre le attese per il nuovo dato sono attorno a 1,8%*.
Lunedì 07/01 Nel pomeriggio saranno pubblicati alcuni dati relativi all’attività industriale degli Stati Uniti. In particolare varrà comunicata la lettura finale della variazione dell’andamento degli ordini di beni durevoli relativa al mese di novembre, che nella lettura precedente era risultata a -0,3%*.
Martedì 08/01 Nel corso della mattina di martedì prossimo saranno diffusi i numeri relativi alla produzione industriale della Germania. In particolare l’attenzione dei mercati sarà concentrata sul dato mensile destagionalizzato legato al mese di novembre.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Situazione difficile per il FTSE MIB che nelle ultime sedute è scivolato sotto il fondamentale supporto presente in zona 18.400 punti*, dando un nuovo segnale ribassista. Solo un rapido ritorno sopra questo livello, da confermare con una risalita sopra 18.600* potrà rimarginare la ferita ribassista appena aperta e riportare l’indice nell’ampio trading range 18.400- 19.600*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

18330,99

18460,93

18947,85

41,60

-3,36

 

ANALISI TECNICA DAX


DAX - Performance a 5 anni

Prosegue in trend ribassista il DAX. L’indice tedesco dopo aver violato il supporto a 10.500 punti* ha accelerato al ribasso mettendo nel mirino la soglia psicologica dei 10.000 punti*. Per evitare questo scenario negativo il DAX deve dimostrare di avere la forza per risalire sopra 10.500* e soprattutto di riportarsi sopra 10.750*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

10580,19

10590,32

11190,51

36,77

10,76

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Il petrolio Brent resta inserito nella tendenza discendente partita a inizio ottobre quanto quotava oltre 85 dollari al barile*. Il calo si è interrotto nelle ultime sedute grazie all’ipervenduto raggiunto e al supporto a 50 dollari*. Tuttavia qualsiasi reazione che non abbia la forza di far risalire i prezzi sopra 60 e 64 dollari* sarà da considerare solo un rimbalzo tecnico.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

55,58

53,64

63,92

43,15

-48,42

 

TOP NEWS

Eni: rafforza gli accordi per investimenti in Mozambico
Eni, insieme alle altre società che compongono la joint venture per lo sviluppo dell’Area 4 (ExxonMobil, China National Petroleum Corporation, Empresa Nacional de Hidrocarbonetos, Kogas e Galp), ha ottenuto impegni di acquisto di gas naturale liquefatto (GNL), sufficienti per avanzare nel 2019 verso la decisione finale di investimento per il progetto Rovuma in Mozambico.
Amazon: record di vendite a Natale
Un Natale da record per Amazon che quest’anno ha registrato il maggior numero di sempre di articoli ordinati a livello globale in occasione delle festività. Tra i prodotti più venduti anche il nuovo Alexa Voice Remote e Amazon Echo.

SOTTO LA LENTE: GENERALI

GENERALI- Performance a 1 anno
Nelle ultime sedute dell’anno si accesa a Piazza Affari l’attenzione per le grandi manovre che stanno caratterizzando l’azionariato di Generali. In particolare hanno aumentato il proprio peso nel capitale del Leone due pesi massimi italiani come Del Vecchio e Caltagirone. Il recente nuovo investimento di Leonardo Del Vecchio tramite l’holding Delfin ha ammontato a 11.911.882 euro* e ha riguardato un pacchetto di circa lo 0,05%* delle Generali che ha portato la quota complessiva appena oltre il 4%*. Fincal ha comprato per conto di Francesco Gaetano Caltagirone invece 800 mila* azioni, pari a circa lo 0,05%* del capitale a 15 euro ciascuna, per un investimento di 12 milioni di euro*. Caltagirone così ha portato la sua partecipazione in Generali al 4,81%* circa. Gli analisti sono principalmente neutrali sul titolo (fonte: Bloomberg). Dei 28* che seguono Generali, 11* raccomandano il buy, 14* l’hold e 3* il sell. Il target price medio a 12 mesi è pari a 16,6 euro*. Il titolo Generali resta inserito in una fase laterale di medio periodo. Negli ultimi sei mesi ha infatti oscillato tra i supporti 13,62* e 14* euro e le resistenze 15,20* e 15,60* euro. Anche restringendo l’analisi al breve periodo non spiccano trend dominanti. Dalle ultime sedute emerge tuttavia un segnale incoraggiante rappresentato da una forza relativa positiva rispetto al mercato azionario italiano, probabilmente alimentata dai recenti acquisti eseguiti da alcuni azionisti di riferimento. Sulla scia di questa forza relativa le quotazioni potrebbero portarsi all’attacco della resistenza a 15,20* euro. Per superare questo ostacolo sarà però necessario un miglioramento di Piazza Affari. In assenza di questo eventuale segnale rialzista è possibile che il titolo continui ad oscillare tornando a testare nuovamente il supporto a 14* e favorendo così attività di trading di breve termine.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


GENERALI- Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 14,51

 14,54

14,36

54,32

-14,47

 

 

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15/11/2019 06.22.19

 

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