Il commento di Tony Cioli Puviani: Dai problemi nasceranno i nuovi propulsori per gli acquisti?

Il commento di Tony Cioli Puviani: Dai problemi nasceranno i nuovi propulsori per gli acquisti?

lunedì 4 novembre 2019 da Tony Cioli Puviani

I dati macro di paesi importanti europei come Germania ed Italia e il calo sincronizzato delle economie mondiali sono in contrapposizione con la contestuale euforia sulle borse azionarie che stanno segnando nuovi record storici per S&P 500 e Nasdaq e massimi di periodo per quasi tutte le altre borse mondiali.

Dopo il fallimento del tentativo di normalizzazione dei tassi intrapreso dalle FED nel 2017 e perseguito nel 2018 - causa i tre ribassi nel 2019 e l’atteggiamento sempre ultra-espansivo delle altre Banche centrali - la liquidità globale del sistema è tornata a crescere. Il nuovo QE europeo non stabilisce neanche un termine temporale per il piano programmato di acquisti, lasciando intendere che tale crescita della liquidità sarà lunga, diventando così un connotato permanente di questo neo sistema debitorio di quasi tutte le maggiori economie avanzate, che oramai pare evidente non possa fare a meno di costanti immissioni di liquidità e tassi sempre più bassi. Trump da una parte esalta lo stato di grazia della sua economia reale, dall'altra richiede quelle che erano considerate misure d'urgenza per un'economia sull'orlo del precipizio. Questa è la nuova forte contraddizione di fare politica finanziaria che pone il sigillo alla prima fase sperimentale delle politiche monetarie non convenzionali e ne inizia una nuova, sempre meno convenzionale, sempre più sperimentale.

Se è vero che i mercati dovrebbero anticipare le tendenze dei fondamentali macroeconomici, l’attuale fase di stagnazione dell’Europa ed il rallentamento prevedibile di Cina e Stati Uniti sembrano in contraddizione con tale assunto. Per esclusione dobbiamo quindi imputare le cause dei rialzi delle azioni alle attività delle Banche centrali. La FED con il terzo taglio avvenuto il 30 ottobre scorso ha già fatto la sua parte, così come la BCE che ha appena varato un nuovo piano. Guerra commerciale e Brexit hanno inverosimilmente sostenuto i prezzi delle azioni visto che le aspettative sulla soluzione dei problemi hanno giovato maggiormente sui prezzi rispetto ai danni che avevano arrecato. Sono quindi le ASPETTATIVE POSITIVE che generano un’allocazione della liquidità negli asset principali di rischio, mentre quelle negative di risk-off sono velocemente snobbate.

In tale ottica paradossale un altro problema serio potrebbe fungere presto da market mover trainante per i mercati azionari europei e non escludo che stia già influendo, visto il rally dei mercati principali europei: i dati sulla manifattura tedesca e i recenti IFO e ZEW, oltre i bollettini della Bundesbank, definiscono l’economia tedesca in crisi e presto in recessione tecnica. Abbiamo visto come, in questo sistema fondato sul debito, la liquidità imperante abbia sempre bisogno di nuove aspettative per convincere gli operatori a forzare sui prezzi già surriscaldati e di come paradossalmente il sorgere di un nuovo problema e la conseguente voglia di risolverlo possa costituire un buon propellente d’acquisto.

Stando alle recenti dichiarazioni di Draghi durante le due ultime riunioni da lui presiedute, oltre a quello di influenti leader europei, le sollecitazioni verso la Germania a derogare al suo “Schwarze null” potrebbero creare nuove aspettative importanti tra gli operatori: la frenata dell'economia costringerà Berlino a un mutamento di politica economica. La Germania dovrà espandere il budget e non potrà più dire agli altri Paesi europei che devono contenere le spese. Sarebbe l’apoteosi per il neo sistema debitorio con la sconfitta dell’ultimo baluardo dei rigoristi di bilancio. A questo punto ai rialzisti non rimane che sperare in un “botto negativo” del PIL tedesco per poter cavalcare la soluzione successiva del problema.

Quindi da un serio problema ancora nuove aspettative per i mercati?
Io non lo so, ogni tanto mi sembra di sconfinare nell’assurdo, questi paradossi non mi divertono, ma se le mode sono queste non ci rimane che augurarci una pioggia di problemi per dar poi via alla loro soluzione!

Sono i mercati, bellezza!

 

 

 

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15/12/2019 11.10.42

 

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