Il risveglio del petrolio scalda i listini

Il risveglio del petrolio scalda i listini

giovedì 9 agosto 2018

Dopo un inizio agosto incerto i mercati azionari internazionali hanno ritrovato spinta rialzista grazie ai titoli energetici e ad alcune trimestrali risultati particolarmente brillanti.

MERCATI IN CIFRE 

 
Le quotazioni del petrolio sono tornate a scaldarsi nelle ultime sedute in attesa delle sanzioni contro l’Iran. A Londra il Brent è stato visto tornare in area 74 dollari* al barile, mentre a New York il Wti ha messo nel mirino quota 70 dollari*. L'attenzione degli investitori è stata tutta rivolta alla Casa Bianca che sta elaborando le misure di ritorsione contro l’Iran in seguito alla decisione del presidente Donald Trump, lo scorso maggio, di ritirarsi dall’accordo internazionale sul nucleare. Intanto sul mercato sono arrivate indiscrezioni secondo cui l’Arabia Saudita avrebbe ridotto la produzione di petrolio a circa 10,3 milioni* di barili al giorno contro i precedenti 10,5 milioni*. Secondo fonti anonime citate da Bloomberg, l’Arabia a luglio avrebbe tagliato la produzione (nonostante l’impegno ad alzarla) a causa di una domanda insufficiente. L’ipotesi potrebbe essere confermata dal rapporto Opec che verrà pubblicato il prossimo 13 agosto*. Il risveglio dei prezzi del greggio ha alimentato gli acquisti sui titoli energetici sui principali mercati azionari. Nel mirino degli investitori anche i titoli di società che hanno pubblicato trimestrali migliori delle attese. Finora, tra le 413* società dello S&P500 che hanno presentato i conti al 6 agosto, il 79%* ha battuto le stime. Secondo alcuni analisti si tratterebbe del dato maggiore dal 1994. Wall Street non si è comunque fatta prende da un eccesso di entusiasmo dovendo fare ancora i conti con gli echi della guerra commerciale tra USA e Cina. Pechino ha preparato una lista di 5.200* prodotti americani sui quali verranno applicati dazi dal 5 %*al 25%* per un valore di 60 miliardi* di dollari in risposta all’ultima minaccia di Trump di alzare al 25%* (dal 10%* precedentemente deciso) le tariffe su 200 miliardi* di dollari di beni importati dalla Cina.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 09/08 Giovedì finirà sotto i riflettori dei mercati l'economia USA. Verranno infatti pubblicati i dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, l'andamento dei prezzi alla produzione di luglio e le scorte e le vendite all'ingrosso relative a giugno.
Venerdì 10/08 In prima mattinata sarà protagonista il Giappone. Da Tokyo arriverà infatti il dato preliminare della variazione trimestre su trimestre nel periodo aprile, maggio e giugno di quest'anno del Prodotto Interno Lordo nipponico.
Martedì 14/08 Martedì ci sarà un esame importante per la prima economia dell'Eurozona. La Germania renderà infatti nota la prima lettura del Prodotto Interno Lordo relatvo al secondo trimestre del 2018. E non è tutto. Verrà anche comunicato il dato finale dell'inflazione (indice dei prezzi al consumo) per quanto riguarda il mese di giugno.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


Performance a 5 anni

Il FTSE MIB corre qualche brivido freddo disegnando un gap ribassista ma si riprende prontamente colmandolo rapidamente e rimanendo così nella fase laterale delle ultime settimane. Per impostare un trend rialzista ha sempre bisogno di sfondare le resistenze a 22.200* e 22.429 punti* e puntare così verso 23.000*. Rischi di ribassi solo in caso di violazione di 21.122 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

21790,30

21907,22

21894,98

56,90

29,56

 

ANALISI TECNICA DAX


Performance a 5 anni

Con l'inizio di agosto il DAX ha smarrito il trend rialzista in essere dai minimi di fine giugno segnati in zona 12.100* subendo un duro gap down da parte del mercato nella seduta del 2 agosto. L'indice è ora riuscito a ricucire lo strappo grazie alla tenuta dell'importante supporto 12.465 punti*. L'obiettivo della ripresa è tornare sopra 12.800* e riportarsi in zona 13.000.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

12633,54

12770,53

12650,08

57,05

51,44

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


Performance a 5 anni

Le quotazioni del Brent dimostrano una buona tonicità in virtù della solidità del supporto fondamentale dei 71,3 dollari*. Certo, superare la resistenza a 76 dollari* non è una cosa facile tenuto conto del quadro grafico. Tuttavia solo una violazione dei citati 71,3 dollari* farebbe riemergere pressioni ribassiste degne di valutazione.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

71,90

74,13

75,55

41,77

-33,72

 

TOP NEWS

Prysmian: vince commessa per fornitura cavi sottomarini 
NSW, società di General Cable recentemente acquisita da Prysmian, si è aggiudicata una commessa da Northwester NV per la realizzazione di un sistema in cavo sottomarino per collegare il parco eolico offshore Northwester 2, situato nel Mare del Nord, a circa 50 km a nord-ovest dalla città belga di Ostenda. Una volta completato, nel 2020, il parco eolico fornirà energia rinnovabile a oltre 220.000 famiglie.
Atlantia: profitti in crescita nel primo semestre 
Cresce l’utile netto del gruppo Atlantia nel primo semestre dell’anno arrivando a toccare i 531 milioni* di euro. Aumenta anche il margine operativo lordo (Ebitda) pari a 1,743 miliardi* (+0,4%* e +3%* su base omogenea) e ricavi operativi pari a 2,9 miliardi* (+3%*).

SOTTO LA LENTE: UNICREDIT

Performance a 1 anno
Unicredit supera brillantemente il severo esame con i risultati trimestrali accolti con un flusso di acquisti sul titolo da parte degli investitori. Guardando all’intero primo semestre dell’anno, l'istituto di Piazza Cordusio ha annunciato di aver riportato un utile netto di 2.136 milioni* di euro, in crescita del 15,3%* sullo stesso periodo del 2017 (+4,7%* la crescita rettificata). Nel dettaglio il secondo trimestre ha registrato utili per 1.024 milioni* di euro, superiori ai 975 milioni* attesi dal consensus e in rialzo dell’8,3%* su base annua. Confermato per fine anno il target di Cet1 ratio fully loaded tra il 12,3%* e il 12,6%*. Parallelamente la fase di smobilizzo dei crediti deteriorati della divisione “non core” continua ad accelerare il passo e l’obiettivo di Unicredit è dunque di tagliarli ulteriormente a 19 miliardi* dagli attuali 22,2 miliardi*, ovvero a un livello inferiore all’obiettivo di 19,2 miliardi* che era stato inizialmente indicato per il 2019, anno per il quale adesso si attende un’ulteriore riduzione a 14,9 miliardi*. Dal punto di vista tecnico le quotazioni di Unicredit, nonostante alcune recenti ampie oscillazioni, restano inserite in un movimento laterale ad alta correlazione con i movimenti del Ftse Mib. I prezzi si stanno riportando verso la fascia superiore della fase laterale mettendo in cantiere un nuovo test all'area 15,30*-15,40* euro. Solo con il superamento di questa zona si potrà ipotizzare l'avvio di un trend rialzista verso le resistenze poste in zona 16* e 17* euro, con l'ambizione a quel punto di poter rivedere quota 18* euro. In ogni caso non emergeranno segnali ribassisti fino a quando le quotazioni resteranno sopra i supporti del canale laterale in corso posizionati a 15,67* e in zona 15,50* euro.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P. 


Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 14,74

 14,53

14,412

54,18

-36,06

 

 

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15/12/2019 10.50.34

 

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