L’escalation dei dazi continua a penalizzare i mercati

L’escalation dei dazi continua a penalizzare i mercati

giovedì 16 maggio 2019

Non si placano le vendite sulle principali piazze mondiali messe a dura prova dalle ultime minacce sui dazi tra Stati Uniti e Cina.

MERCATI IN CIFRE 

Il Paese del Dragone ha risposto alla decisione di Washington di alzare i dazi doganali contro 300 miliardi di dollari di prodotti cinesi dal 10 al 25%*. Decisione diventata effettiva la scorsa settimana, nella notte tra giovedì e venerdì. Pechino ha annunciato che, a partire dal prossimo 1° giugno, alzerà le tariffe (che al momento sono pari, a seconda dei casi, al 5-10%*) su 60 miliardi di dollari* di beni importati dagli Stati Uniti. Il rialzo interesserà più di 5.000 beni importati e porterà i dazi doganali a salire fino al 20-25%*. Stando ad alcune indiscrezioni, la Cina potrebbe decidere di dire stop non solo agli acquisti di prodotti agricoli ed energetici USA, ma anche “disturbare” l’azione di multinazionali USA in Cina (Apple, Boeing, costruttori di auto, etc.), limitare gli acquisti di treasury (titoli di stato americani) e, ultima e più facilmente perseguibile, la svalutazione dello yuan per compensare l'aumento dei dazi. La mossa ha creato il panico sui mercati con il consueto movimento di risk-off. Dal canto suo, il presidente USA, Donald Trump, ha dato tempo un mese alla Cina per siglare l’accordo e nel frattempo ha dato ordine di iniziare il processo per imporre ulteriori dazi doganali su altri prodotti cinesi del valore di 300 miliardi di dollari*. È quanto risulta dall’Ufficio di rappresentanza del Commercio USA, l’USTR, che ha parlato di tariffe potenziali fino al 25%* su altri beni cinesi. Inoltre, lunedì sera, è arrivato l'annuncio di Donald Trump di un possibile incontro con il suo omologo cinese Xi Jinping durante il G20 di fine giugno per cercare di migliorare il sentiment del mercato. Intanto, l’Unione Europea ha fatto sapere che reagirebbe immediatamente ad eventuali dazi USA sulle auto, la cui deadline (il prossimo 18 maggio) si sta avvicinando.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 16/05 Arrivano dall'Istat i dati definitivi sull'inflazione di aprile e la bilancia commerciale di marzo. Vengono pubblicati negli Stati Uniti i dati settimanali sulle richieste di sussidi, sulle licenze edilizie e sui nuovi cantieri residenziali di aprile e l'indice Philadelphia Fed di maggio.
Venerdì 17/05 Escono nell'Eurozona i dati di aprile sull'inflazione, sulle immatricolazioni di autovetture e sulla produzione edile a marzo. Gli Stati Uniti diffondono l'indice anticipatore di aprile e l'indice della fiducia delle famiglie Michigan di maggio.
Lunedì 20/05 Viene diffuso il PIL del primo trimestre 2019 e la produzione industriale del Giappone. In uscita dalla Germania l’indice dei prezzi alla produzione di aprile e dagli USA l’attività nazionale della Fed di Chicago.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

FTSE MIB - Performance a 5 anni

Fonte: Bloomberg Finance L.P.

 

Il FTSE MIB ha infranto con volatilità il supporto statico collocato a 21.000 punti*, di fatto confermando la fase correttiva. Il break ora apre verso i 20.236 punti*, dove giace il livello chiave per l’indice italiano visto anche la presenza della media mobile 200 periodi. L’eventuale rottura darebbe un segnale molto negativo.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

20.863,14

20.876,44

21.324,71

37,80

2,17

 

ANALISI TECNICA DAX

DAX - Performance a 5 anni
Fonte: Bloomberg Finance L.P.

 

Il DAX mostra una maggior forza relativa rispetto al FTSE MIB, anche se l’indice si confronta con una fascia di prezzo fondamentale composta dalla trend rialzista di medio periodo (minimi dicembre 2018 e marzo 2019) e il supporto dei 12.000 punti*. Il break di tale area darebbe un segnale di cambio sentiment in negativo.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

12.099,57

12.016,39

11.859,47

47,59

25,31

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Fonte: Bloomberg Finance L.P.

 

Il Brent, dopo il massimo relativo segnato il 25 aprile a 75,6 dollari* ha invertito direzione riportandosi verso il supporto statico fondamentale dei 70 dollari*. Livello dove il greggio persiste da diverse sedute, e dove trova il supporto anche della media mobile 200 periodi. In break dei 70 dollari* avrebbe ripercussioni negative con supporto principale a 67,3 dollari*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

71,59

70,89

69,90

56,22

-34,85

 

TOP NEWS

Italgas: utile primo trimestre sale a 86,3 milioni
Per Italgas i primi tre mesi del 2019 sono stati archiviati con un utile netto che è cresciuto del 15,5% a 86,3 milioni di euro* e ricavi totali per 310,8 milioni* (+9,9%). Il margine operativo lordo si è invece attestato a 219,2 milioni* (+10,5%) e l’utile operativo a 123,6 milioni* (+10%).
Vodafone: perdita d’esercizio per 7,6 miliardi
Vodafone ha alzato il velo sui risultati finanziari dell’esercizio concluso a fine marzo con una perdita di 7,6 miliardi di euro*, che è riconducibile principalmente alla vendita degli asset in India (Vodafone India) e alle svalutazioni. Una decisa sforbiciata per il dividendo 2019 a 0,09 euro* a fronte dei 15,07 centesimi* del 2018.

SOTTO LA LENTE: ATLANTIA

ATLANTIA - Performance a 5 anni
Fonte: Bloomberg Finance L.P.
Atlantia ha chiuso i primi tre mesi del 2019 leggermente al di sotto delle aspettative degli analisti. I ricavi operativi sono stati pari a 2,59 miliardi di euro*, in crescita di 1,26 miliardi* rispetto al primo trimestre del 2018. Il margine operativo lordo è stato pari a 1,56 miliardi*, in aumento di 756 milioni*, mentre il reddito operativo ha raggiunto 919 milioni*, in salita di 413 milioni*. In crescita anche l’utile netto del gruppo di 32 milioni* attestatosi a 249 milioni*. I conti includono il consolidamento dei risultati del gruppo spagnolo delle autostrade Abertis, entrato nel perimetro del gruppo italiano (che controlla Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma) dallo scorso 29 ottobre. Per il 2019, il management di Atlantia prefigura un andamento complessivamente positivo. Tra gli analisti che coprono il titolo Atlantia, 10 hanno giudizio buy, 11 raccomandano hold e nessuno sell. Il prezzo medio è 25,42 euro* con un potenziale upside del 10,2%* rispetto ai prezzi attuali. Anche Atlantia sta risentendo delle tensioni sui mercati azionari e, dopo aver segnato il massimo relativo ai primi di aprile a 24,47 euro*, ha avviato una fase correttiva. A segnalare piuttosto chiaramente il cambio di direzione il 2 maggio è stato il Dark Cloud Cover, un pattern candlestick d’inversione. Probabile dunque che il titolo ritracci almeno fino ai 22,14 euro, dove risiede un supporto particolarmente importante e che potrebbe sostenere i corsi, spingendoli nuovamente verso i 23,6 euro*. Molto naturalmente dipenderà dal contesto dei mercati. In caso di break dei 22,14 euro*, i supporti più vicini sono a 21,6 e 20,3 euro*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 

ATLANTIA - Performance a 1 anno
Fonte: Bloomberg Finance L.P.
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

22,88

23,16

22,77

52,65

21,06

 

 

 

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15/10/2019 08.13.36

 

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