L'oro nero ravviva il settore oil, e non solo

L'oro nero ravviva il settore oil, e non solo

giovedì 9 novembre 2017

Novembre è cominciato al massimo per i mercati finanziari globali. Nulla di nuovo a Wall Street, dove gli investitori sono ormai avvezzi a vedere simultaneamente Nasdaq Composite, Dow Jones Industrial e S&P 500 sui massimi storici. Per quanto riguarda l’Europa, la settimana è stata accompagnata dal progredire dei principali mercati azionari, tutti saliti su nuovi massimi da oltre due anni, con l’eccezione positiva del Dax impegnato in una corsa solitaria sui massimi storici.

MERCATI IN CIFRE 

  

 

IL PUNTO SUI MERCATI

A spingere le quotazioni questa volta è intervenuto in maniera preponderante il mercato del petrolio, con il prezzo tornato stabilmente sopra 60 $ (il Brent) per la prima volta dal lontano luglio del 2015. Il settore è stato fra i migliori della settimana e molti titoli hanno registrato un notevole miglioramento del quadro tecnico di base. ENI, Saipem, Tenaris sono solo alcuni fra i migliori titoli di Piazza Affari di quest’ultima ottava. Le azioni di ENI, ad esempio, hanno sfruttato l’ottimo momentum del settore per riportarsi sui massimi da oltre 6 mesi, generando più di un segnale di miglioramento tecnico a cui hanno offerto un contributo fondamentale anche le buone indicazioni dei risultati trimestrali. Da segnalare, per completezza di analisi, che la recente spinta rialzista dei prezzi del petrolio potrebbe rinfocolare nel medio e lungo termine le spinte inflazionistiche. Con riferimento particolare al Vecchio Continente, ciò potrebbe tradursi in una possibile accelerazione da parte della Bce per quanto riguarda la rimozione degli attuali stimoli monetari oltre ad avere ricadute sul mercato secondario dei titoli di Stato.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

AGENDA MACRO


Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 09/11 In mattinata si segnala la pubblicazione del Bollettino economico stilato dalla Bce e l’aggiornamento delle stime economiche della Commissione Europea. Nel pomeriggio focus negli Usa con i dati su scorte e vendite all’ingrosso di settembre.
Venerdì 10/11 Giornata caratterizzata dal dato su produzione industriale di settembre per Francia, Italia e Gran Bretagna. Da monitorare, nel pomeriggio, il preliminare di novembre dell’indice di fiducia elaborato dall’Università del Michigan.
Martedì 14/11
Mattinata ricca di dati macro. Di primario interesse il dato sul Pil tedesco e poi quello italiano. Oltremanica focus sull’inflazione di ottobre. In tarda mattinata l’istituto Zew pubblicherà gli indici di fiducia economica nell’Eurozona.
Mercoledì 15/11
Dati macro di rilievo riguardanti la Francia, con il dato finale dell’inflazione di ottobre, e la Gran Bretagna, con il tasso di disoccupazione di settembre. Chiusura di giornata negli Usa con l’indice dei direttori d’acquisto.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

Performance a 5 anni

 

Inizio di novembre caratterizzato da nuovi record per Piazza Affari che, dopo aver rotto in gap up la resistenza statica a 22.860 punti, ha raggiunto i massimi da metà agosto 2015 in area 23.130 punti. Detta rottura però non è stata accompagnata da un incremento della volatilità, in una settimana densa di trimestrali. In un’ottica di medio termine da segnalare che l’indice rimane all’interno di un canale rialzista in costruzione dai minimi dello scorso giugno.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

22.831,30

23.003,52

22.403,21

61,41

50,26

 

ANALISI TECNICA DAX

Performance a 5 anni

 

Settimana intensa per il Dax che ha raggiunto nuovi massimi storici. Martedì 7 novembre infatti l’indice tedesco ha raggiunto area 13.525 punti, forte anche dell’indebolimento dell’euro sul dollaro, proseguendo al rialzo dopo la fase di consolidamento sul supporto in area 12.926 punti. La possibile conferma del breakout a 13.500 andrebbe a corroborare la prevalenza delle forze rialziste sul mercato.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

13.382,42

 13.446,67

12.753,46

71,86

85,74

 

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL

Performance a 5 anni

 

Dopo la rottura dell’importante soglia psicologica dei 60 dollari, valore che il future sull’oro nero non vedeva dal luglio del 2015, i prezzi hanno effettuato un veloce pull back. Grazie a tale movimento il Brent ha ripreso il trend rialzista per avvicinarsi all’importante livello a 65 dollari. Il tutto è avvenuto in un paio di sedute, che hanno peraltro registrato anche un forte movimento direzionale ed alta volatilità.


ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

63,67

 62,86

57,23

72,78

-40,64

 

 

TOP NEWS

Intesa Sanpaolo: terzo trimestre solido 
Intesa Sanpaolo nel terzo trimestre 2017 ha riportato utili migliori delle attese. Nel dettaglio, la banca ha riportato un utile netto di 650 milioni di euro*, in aumento del 3,5%* rispetto al corrispondente periodo del 2016 e sopra le attese degli analisti ferme a 636 milioni*. In miglioramento il trend della qualità del credito. L’istituto ha confermato l’impegno a distribuire dividendi anche quest'anno, in vista di un risultato 2017 superiore a quello dell'anno scorso.
Turchia, Banca centrale intervenuta a sostegno della Lira 
La Banca centrale turca è intervenuta per sostenere la stabilità finanziaria del Paese dopo la recente crisi della lira turca. In una dichiarazione sul sito web, la Banca Centrale della Repubblica di Turchia ha annunciato di aver modificato il suo meccanismo di opzione sulle riserve, riducendo il limite massimo per il servizio di scambio in valuta estera al 55%* dal 60%* e riducendo tutte le tranche di 5 punti*.
Usa: è Jerome Powell il nuovo governatore Fed 
Ad inizio novembre il presidente americano Donald Trump ha annunciato formalmente la nomina di Jerome Powell a capo della Federal Reserve. Powell sostituirà nell’incarico l’attuale presidente Janet Yellen, il cui mandato scade a febbraio 2018.

*Fonte dati:

Tutti i dati numerici nel testo sono tratti da Bloomberg Finance L.P., dati societari

 

 

SOTTO LA LENTE: ENI

 

Performance da 1 anno

Eni dal minimo fatto segnare lo scorso 29 agosto 2017 ha segnato una crescita cumulata di circa il 13%*, registrando una sovraperformace del 5%* rispetto al FTSE MIB ma sottoperformando lievemente l’indice settoriale europeo, l’Euro STOXX Oil&Gas, balzato nello stesso periodo del 14,7 per cento*. Balza all’occhio che il mercato in queste ultime settimane ha puntato i riflettori sulle compagnie petrolifere, visto il forte rialzo delle quotazioni del petrolio a seguito delle migliorate prospettive per questo settore. Il progresso di ENI trova espressione anche nei conti del terzo trimestre 2017 pubblicati dal gruppo lo scorso 27 ottobre. La società guidata da Claudio Descalzi ha infatti archiviato il periodo in esame con ricavi operativi in crescita del 18,9%+ a circa 15,7 miliardi*. L’Ebit adjusted è salito del 267,1%+ a/a raggiungendo i 947 milioni*. Più nel dettaglio, a trainare i conti è stata la divisione E&P a 1.046 milioni*, del 62,4%* sopra i risultati del periodo 2016 e sostanzialmente allineata alle attese del mercato. Il miglioramento è stato legato a diversi fattori tra cui come detto la ripresa dello scenario petrolifero (+14%* la quotazione Brent). L’utile aggiustato del trimestre ammonta a 229 milioni*, ben al di sotto delle stime a 350 milioni* (-35%* rispetto al consenso) ma meglio del pari periodo 2016 in rosso per 484 milioni*. Da un punto di vista tecnico il titolo dopo una fase riflessiva a seguito del test dei 14 euro ha ripreso al rialzo con un veloce movimento direzionale e buona volatilità. Questo andamento ha consentito al prezzo di chiudere il gap ribassista lasciato aperto lo scorso 26 maggio e di mettere nel mirino quota 15 euro, prima resistenza importante in questa direzione.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P.


Performance a 5 anni

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

14,62

 14,42

13,82

74,83

-16,22

 

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12/12/2018 08.09.46

 

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