Il commento di Tony Cioli Puviani: "La boa di sughero"

Il commento di Tony Cioli Puviani: "La boa di sughero"

lunedì 7 dicembre 2020 da Tony Cioli Puviani

Se voi provaste a spingere in basso una boa di sughero che si trovasse nel mare, indipendentemente dall’ impegno impiegato, questa boa - prima o poi - sprezzante dei vostri tentativi, riaffiorerebbe sul livello del mare, ed una sua parte inevitabilmente sarebbe baciata dal sole.

Il 2020 entra nel suo ultimo mese, e per i mercati azionari, dopo un fantastico novembre si parte subito bene: l’Indice S&P 500 chiude l’ottava a 3698,65, il Dow Jones stappa lo champagne a quota 30.212, il NASDAQ-100 a 12528, il Russel a 1.892,45. I quattro maggiori indici azionari degli Stati Uniti raggiungono contemporaneamente il loro record storico!

Quando ero bambino uno dei miei film preferiti era: “Louis de Funès e il nonno surgelato”, commedia francese del 1969:  il corpo di un giovane di 25 anni, disperso agli inizi del Novecento durante una spedizione al Polo Nord, viene ritrovato casualmente in stato di ibernazione e si riesce miracolosamente a riportarlo in vita.
Non vi racconto altro, ma mi trovassi a leggere dei quattro record storici dopo un periodo di ibernazione, di sicuro penserei ad un 2020 molto diverso di quello che è stato per le economie globali, invece è successo quello che sappiamo: un anno recessivo, inimmaginabile neanche tra gli sceneggiatori più creativi. La scorsa settimana, in assenza di notizie importanti, il calo della volatilità ha supportato gli asset rischiosi, il sentiment positivo ha portato a un rialzo dei rendimenti obbligazionari, anche se le banche centrali cercheranno di bloccare i rendimenti, poiché mirano a fornire condizioni finanziarie accomodanti e a permettere alle autorità fiscali di introdurre stimoli e sostenere la crescita.

La netta sensazione che pervade gli operatori è che ci sia ampio spazio per un approccio espansivo da parte dei democratici, che approfittando di un’inflazione ancora sotto controllo, vorrebbero abbracciare una sorta di new deal, ovvero aumentare la spesa pubblica senza la necessità di aumentare le tasse. Bisognerà convincere un paio di senatori repubblicani oppure basterà il ballottaggio del prossimo 5 gennaio, se i democratici dovessero vincere entrambi i seggi in Georgia.

Come scrissi nella nota del 4 novembre 2019 “È dai problemi che nasceranno i nuovi propulsori per gli acquisti” sono le soluzioni di accomodamenti artificiali i market mover principali per gli asset azionari. Questi record lo dimostrano inconfutabilmente.

Se è vero che l’aumento dei prezzi azionari è avvenuto in un contesto molto recessivo per l’economia reale, e se, grazie anche ai vaccini, dovessimo assistere ad una buona ripresa dell’attività economica, potremmo vedere un contesto molto più complesso invece per i mercati finanziari.

La bionda Lael Brainard, membro del Board of Governors della Federal Reserve, considerata da molti come seria candidata alla successione di Powell, ha dichiarato martedì scorso che sono necessari più aiuti fiscali dal governo di Washington per prevenire danni più profondi a un'economia USA che deve fare fronte a una nuova ondata di casi di coronavirus.
Leal, capo Fed e Jannet al Tesoro sembrano promettere giorni tranquilli per gli investitori perché la liquidità non mancherà, aumenteranno ulteriormente gli asset in pancia alla Fed; prevedo oltre 8 trilioni per fine 2021, mentre per il debito pubblico USA facile si sfondi il 30 mila miliardi, ma fanno bene: è cifra tonda!

Non ci rimane che attendere la seconda parte del 2021, dove mi aspetto una ripresa delle economie globali, specie quelle yankee.
Con i popcorn in mano sarò curioso di assistere anche ai tentativi di normalizzazione delle politiche monetarie e di contenimento del debito. Chi vivrà, vedrà!


 

 

 

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24/01/2022 23:30:45

 

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