Mercati altalenanti dopo la tregua tra USA e Cina

Mercati altalenanti dopo la tregua tra USA e Cina

giovedì 6 dicembre 2018

I mercati azionari mondiali hanno avuto una reazione inizialmente positiva agli sviluppi del G20 che si è tenuto in Argentina tra venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre. Dopo mesi di botta e risposta, USA e Cina hanno raggiunto un’intesa su una parte delle questioni commerciali aperte.

MERCATI IN CIFRE 

 
Gli Stati Uniti, a gennaio 2019, si sono impegnati a non alzare le tariffe al 25%* su 200 miliardi di dollari* di prodotti cinesi, lasciandole quindi invariate al 10%*. Dal canto suo, la Cina si è impegnata ad importare una “grande quantità” di beni statunitensi tra cui agricoli, petroliferi ed industriali, rimuovendo allo stesso tempo le tariffe del 40%* sulle auto importate dagli USA. Le due superpotenze si sono concesse 90 giorni per raggiungere un accordo su altri temi salienti, quali la violazione delle proprietà intellettuali e la sicurezza informatica. La tregua commerciale ha portato un cauto ottimismo tra i listini europei ed americani che hanno chiuso la seduta di lunedì in forte rialzo, anche se poi questo si è andato affievolendo nelle giornate successive. Anche il petrolio comincia il mese di dicembre con un recupero dopo il crollo di novembre, sulla scia dell’accordo tra Russia e Arabia a supporto dei prezzi del greggio raggiunto a margine del vertice G-20. In attesa dell’imminente vertice di Vienna, l’OPEC perde il Qatar (a partire dal 1 gennaio 2019), ma guadagna una collaborazione dal Canada, che contribuirà a ridurre il surplus di petrolio con un consistente taglio di produzione. Intanto in Italia, le ultime indiscrezioni segnalano che ci sarebbe un’apertura alla riduzione del deficit al 2%*, anche se questo potrebbe non bastare alla UE che richiederebbe un taglio alla manovra da 12 miliardi*. L’obiettivo è raggiungere un accordo entro il 19 dicembre, ovvero prima del 21 dicembre quando è previsto il passaggio della legge al Senato.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 06/12 Oggi si svolgerà il meeting OPEC, uno degli eventi più importanti per il comparto petrolifero. Al mattino la Germania pubblicherà gli ordinativi alle fabbriche tedesche di ottobre. Nel pomeriggio diversi i dati resi noti dagli USA, tra cui: la variazione dell’occupazione non agricola, il saldo della bilancia commerciale di ottobre e l’indice ISM non manifatturiero.
Venerdì 07/12 Molta l’attesa per il discorso del Presidente della FED e per i dati sul lavoro americani. Gli USA renderanno noti infatti il tasso di disoccupazione, le buste paga del settore non agricolo e il salario orario medio. Dall’Europa invece il dato sul PIL del terzo trimestre.
Martedì 10/12 Il Giappone renderà noto il dato sul PIL del terzo trimestre. La Germania pubblicherà invece il saldo della bilancia commerciale di ottobre, mentre la Gran Bretagna la produzione industriale di ottobre e quella manifatturiera.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Pausa di riflessione per il FTSE MIB dopo l’ottima performance di lunedì 3 dicembre. I corsi si mantengono nei pressi della neck line del doppio minimo, con gli operatori in attesa di evoluzioni tra Italia ed Europa. Sul break con forti volumi di 19.600 punti* si avrebbe un segnale di sentiment positivo con target in area 20.800 punti*:

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

19328,70

19287,90

19422,31

53,42

7,44%

 

ANALISI TECNICA DAX


DAX - Performance a 5 anni

Dopo il guizzo rialzista di lunedì 3 dicembre il DAX mette la retromarcia e torna sotto 11.460 punti*. Il rimbalzo avviato a metà novembre per il momento non appare compromesso. L’eventuale break di 11.200 punti* riporterebbe i corsi a 11.000 punti*. La ripresa di forza sarebbe invece sopra 11.570 punti* con resistenza a 11.831 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

11200,24

11331,03

11573,10

47,71

23,24

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Il Brent dopo il crollo verticale avviato ai primi di ottobre tenta il recupero in attesa del meeting OPEC e recupera i 62 dollari*. Il fortissimo ipervenduto realizzato a metà novembre su RSI però deve mettere in guardia, poiché evidenzia ancora la forte presenza di venditori.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

62,23

60,85

73,12

38,46

-43,90

 

TOP NEWS

CNH Indusitral: vola su accordo USA-Cina
CHN Industrial ha segnato lunedì una performance importante di oltre il 6%* festeggiando l’accordo tra USA e Cina che segna una tregua tra le parti. La Cina ha infatti garantito di importare grandi quantità di prodotti agricoli americani. Inoltre Moody’s ha alzato il rating del debito senior non garantito di CNH e delle sue controllate CNH Industrial Capital e CNH Industrial Finance Europe.
FCA: boom di vendite in USA
La multinazionale italo americana ha annunciato una crescita delle immatricolazioni negli USA a novembre del 17% su base annua*, un incremento superiore al +15%* stimato dagli analisti. L'andamento è stato sostenuto dalle ottime performance dei marchi Jeep e Ram.

SOTTO LA LENTE: BANCO BPM

BANCO BPM - Performance a 1 anno
Nuovo passo avanti del Banco BPM nel percorso di riorganizzazione e riduzione del de-risking. L’istituto lombardo ha confermato che è vicina la cessione di NPL fino a 7,8 miliardi*, ben al di sopra dei 3,5 miliardi* di euro precedentementeprevisti. Banco BPM ha inoltre finalizzato il riassetto nel settore del credito al consumo sottoscrivendo un accordo vincolante con Crédit Agricole, con un contestuale effetto positivo di circa 80 punti base sui ratio patrimoniali del Gruppo. Novità che hanno ridestato il rally del titolo, il migliore tra i bancari nel mese di novembre, che porta a quasi +40%* il balzo dai minimi del 26 ottobre scorso a 1,55 euro*. Da un punto di vista fondamentale, di 18 analisti che seguono il titolo (Fonte: Bloomberg), 9 raccomandano il buy e 9 sono hold. Tra l’altro, si segnala che di recente Equita Sim ha alzato il giudizio a buy con target price a 2,9 euro*. Raccomandazione d’acquisto anche da parte di Banca IMI con buy e prezzo obiettivo a 3,10 euro. Il target price è a 2,64 euro*, con un rendimento potenziale del 18,4%*. Quadro grafico interessante per Banco BPM che, a metà ottobre, ha avviato un forte rimbalzo. I prezzi ora viaggiano verso la resistenza statica dei 2,3 euro*, dove giace il ritracciamento di Fibonacci del 38,2%* di tutto il down trend avviato ad inizio ottobre. Non solo perché su quel livello abbiamo anche la trend line di medio periodo. Positivo RSI che è entrato in ipercomprato e ha segnato massimi crescenti sul rimbalzo. Questo indica momentum positivo per Banco BPM. In tale scenario la rottura congiunta del livello e della trend con volumi forti confermerebbe la forza dei compratori e target a 2,5 e 2,8 euro (ritracciamento del 38,2%*). Negativo invece il ritorno sotto 2 euro, con supporti a 1,8 e 1,7 euro*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


BANCO BPM- Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 2,22

 2,14

1,86

72,22

-70,84

 

 

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13/12/2018 10.44.15

 

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