Mercati cauti in attesa trimestrali USA. BCE lascia i tassi invariati

Mercati cauti in attesa trimestrali USA. BCE lascia i tassi invariati

giovedì 11 aprile 2019

La settimana è iniziata all’insegna della cautela per i mercati azionari mondiali che si prendono una pausa dai rialzi delle ultime settimane, in mancanza di ulteriori sviluppi sul fronte commerciale e in vista della stagione delle trimestrali USA che prenderà il via venerdì con i conti di JP Morgan e Wells Fargo.

MERCATI IN CIFRE 

Le trattative tra USA e Cina per dirimere le dispute commerciali sembrano senza fine. Malgrado le continue dichiarazioni, non è stata ancora decisa la data per l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, mentre i colloqui continueranno nei prossimi giorni. Intanto, sono tornati a manifestarsi i timori di un’altra guerra commerciale, questa volta tra USA e UE. Il Presidente Trump ha minacciato l’imposizione di dazi per 11 miliardi di dollari* nei confronti dell’Europa. Ad alimentare ulteriormente il clima di minore propensione al rischio si è unito anche il Fondo Monetario Internazionale che, nell'ultimo aggiornamento sulle stime economiche, ha rivisto al ribasso la crescita per il PIL mondiale al 3,3% dal 3,5%* stimato a gennaio, ovvero il ritmo di crescita più basso dalla crisi del 2008. In particolare, la scure del FMI si è abbattuta sull’Eurozona che ha nuovamente ridotto le stime di crescita per l’anno in corso. Per l’intera zona il PIL è stato rivisto al +1,3% dal +1,6%*, mentre all’interno la maglia nera spetta all’Italia (+0,1% da +0,6%*) ed alla Germania (+0,8% da +1,3%*). Infine, nessuna sorpresa dalla BCE che nella riunione del 10 aprile ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse. Confermata anche la forward guidance. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019. Il presidente della BCE, Mario Draghi, ha dichiarato che i dettagli su TLTRO e modifica del meccanismo sul tasso sui depositi verranno annunciati nella prossima riunione di giugno.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 11/04 Vengono diffusi i dati di marzo sui prezzi al consumo in Germania e in Francia. Dagli Usa arrivano i dati sui sussidi settimanali alla disoccupazione e sui prezzi alla produzione di marzo.
Venerdì 12/04 Escono i dati sulla produzione nell'Eurozona di febbraio, sull'inflazione spagnola a marzo, sui prezzi all'import americani di marzo e l'indice della fiducia delle famiglie USA di aprile, calcolato dall'Università del Michigan. La Cina diffonde i dati sulla bilancia commerciale di marzo.
Martedì 16/04 Viene reso noto il tasso di disoccupazione di febbraio nel Regno Unito. Dalla Germania arriva l’indice ZEW di aprile sulle condizioni economiche tedesche e sul sentimento sull'economica tedesca. In uscita anche la produzione industriale e manifatturiera degli USA a marzo.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

FTSE MIB - Performance a 5 anni

Fonte: Bloomberg Finance L.P.

 

L’indice FTSE MIB prosegue al rialzo e, dopo aver infranto il livello tecnico collocato a 21.483 punti*, si prepara al test dei 22.000 punti*. Livello di resistenza statica molto importante che se infranto con volumi e volatilità aprirebbe di fatto le porte verso i picchi massimi del 2018.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

21.671,76

21.732,77

20.643,62

67,01

1,57

 

ANALISI TECNICA DAX

DAX - Performance a 5 anni
Fonte: Bloomberg Finance L.P.

 

Il DAX è alle prese con la resistenza statica collocata a 12.000 punti*. I prezzi, dopo una fase di correzione del movimento rialzista avviato a fine dicembre, hanno infatti ripreso con forza il movimento al rialzo raggiungendo il livello chiave dei 12.000 punti*. Il break di tale livello, sostenuto da volumi e volatilità, aprirebbe ad un graduale ritorno verso i 13.000 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

11.905,91

11.953,22

11.471,38

60,72

25,32

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Fonte: Bloomberg Finance L.P.

 

Il Brent prosegue al rialzo e ha dato un segnale importante con il superamento dei 70 dollari*, livello chiave per l’oro nero. I prezzi ora spingono sulla resistenza collocata a 71,28 dollari*, e in caso di break avrebbero come target i 75,09 dollari*. Al ribasso invece un ritorno sotto i 70 dollari* potrebbero riportare i corsi verso 68,71 dollari*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

71,42

70,58

66,37

73,43

-33,52

 

TOP NEWS

Société Générale: taglia 1.600 posti di lavoro nel mondo
Pesante sforbiciata in Société Générale. La banca francese ha annunciato un piano di riduzione costi che prevede la riduzione di 1.600 posti di lavoro* nel mondo, di cui quasi la metà, per la precisione 750*, in Francia. Il taglio era stato anticipato lo scorso febbraio, in occasione della pubblicazione dei risultati di bilancio 2018.
FCA: pagherà Tesla per evitare sanzioni UE su emissioni
Un accordo con Tesla sulle auto elettriche che ha come finalità quello di evitare le sanzioni europee sulle emissioni. Questa l’iniziativa perseguita da FCA, come riporta il Financial Times, che consentirà alla società di compensare le emissioni di CO2 trasferendole a quelle di Tesla abbassando il dato medio ad un livello accettabile.

SOTTO LA LENTE: DEUTSCHE BANK

DEUTSCHE BANK - Performance a 5 anni
Fonte: Bloomberg Finance L.P.
La Vigilanza bancaria della BCE avrebbe messo dei paletti per accendere il semaforo verde all'eventuale fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank voluta dal ministro delle finanze socialdemocratico Olaf Scholz per creare una grande banca in Germania. Secondo fonti vicine al dossier, citate dal quotidiano tedesco l'Handelsblatt, l’Autority ha richiesto precisi scenari di riduzione del personale, dei costi relativi in termini di liquidazione degli esuberi, e sulle sinergie attese dall'operazione. I 29 analisti che seguono il titolo si dividono in 1 buy, 12 hold e 16 sell. Il target price medio a 12 mesi è pari a 7,58 euro*, che implica un rendimento potenziale del 2,7%* rispetto ai livelli attuali. Rimane precario il quadro grafico di Deutsche Bank che, negli ultimi dodici mesi, ha perso circa il 35%, rimanendo tra i peggiori titoli del DAX per performance. In particolare, il titolo ha dato l’ennesimo segnale di debolezza con il break della trend line rialzista di breve periodo, descritta dai minimi del 27 dicembre 2018 e dell'8 febbraio 2019. Movimento avvenuto anche con forte volatilità e che ha riportato i prezzi sul supporto statico collocato a 7,097 euro*. E proprio la fascia di prezzo compresa tra il supporto su citato e i 7 euro*, separa il titolo dai minimi storici a 6,678 euro*. In tale scenario dunque il break di 7 euro* aprirebbe la strada verso 6,678 euro* e alla possibilità di nuovi minimi storici. Al rialzo invece meglio attendere il superamento congiunto della trend line ribassista di lungo periodo, descritta dai massimi di dicembre 2017 e gennaio 2018 (confermata a marzo del 2019) e degli 8 euro*. In tal caso Deutsche Bank potrebbe puntare verso i 9 euro*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 

DEUTSCHE BANK - Performance a 1 anno
Fonte: Bloomberg Finance L.P.
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 7,24

 7,47

7,69

41,76

-72,95

 

 

 

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23/04/2019 14.50.10

 

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