Mercati positivi dopo elezioni di medio termine USA

Mercati positivi dopo elezioni di medio termine USA

giovedì 8 novembre 2018

Il mese di novembre si sta caratterizzando come una fase di assestamento dei mercati dopo le forti vendite di ottobre. Dopo l’allineamento al ribasso degli indici americani e europei lo scorso mese, gli operatori si sono messi sull’attenti principalmente in attesa delle elezioni americane di medio termine.

MERCATI IN CIFRE 

 
Elezioni che non hanno stravolto le attese, le quali vedevano la maggioranza ai Democratici alla Camera e ai Repubblicani al Senato. Così è stato. All’indomani delle elezioni la reazione dei mercati azionari è stata positiva, mentre il dollaro si è indebolito sull’euro come da attese. Del resto gli operatori si attendevano tale risultato e probabilmente il mercato aveva già scontato a ottobre un Trump più debole nel prossimo biennio. I Democratici infatti ora hanno la forza sufficiente per ostacolare la politica del Tycoon, ma non sufficiente per arrivare all'estremo dell'impeachment. Con molta probabilità si opporranno alla politica fiscale, i cui effetti però ormai sono stati ampiamente prezzati sui mercati, mentre sulla riforma per le infrastrutture dipenderà dalla linea che adotteranno. Forse l’unico elemento che i due fronti hanno in comune è proprio quello delle infrastrutture, che è quello che potrebbe spingere maggiormente l’economia americana. In particolare ne beneficerebbero il settore delle infrastrutture, ingegneria civile e cemento, con tutto l’enorme indotto a questi settori legato. La partita per Wall Street si gioca anche qui e molto dipenderà dall’atteggiamento dei democratici. Altro aspetto positivo potrebbe venire invece dalla politica estera. Un Trump più debole potrebbe esser costretto a ridurre le tensioni sul tema dazi e guerra commerciale con la Cina. Tutto ciò secondo gli analisti potrebbe portare ad un calo della volatilità e per alcuni anche favorire il tipico rally di fine anno.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 08/11 Durante la notte sono usciti diversi dati giapponesi. Alle 8 la Germania pubblicherà il saldo della bilancia commerciale tedesca, mentre la BCE renderà noto il rapporto mensile. Alle 10.40 vi sarà l’asta di diverse scadenze dei Titoli di Stato spagnoli. Nel pomeriggio focus sugli USA con il meeting della FED.
Venerdì 09/11 La Cina pubblicherà dati importanti tra cui: IPC di ottobre e annuale, i nuovi mutui. Al mattino attenzione spostata sulla Gran Bretagna, con il dato sul Pil del terzo trimestre, la produzione industriale, manifatturiera e saldo della bilancia commerciale. Nel pomeriggio gli USA renderanno noto l’IPP di ottobre.
Martedì 13/11 La Germania pubblicherà l’IPC di ottobre e l’indice ZEW, la Francia le buste paga del settore non agricolo francese. La Gran Bretagna renderà nota la variazione nelle richieste di sussidi di disoccupazione.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Il FTSE MIB torna a testare il supporto statico collocato a 19.200 punti*, dopo aver rotto la trend line ribassista di medio periodo e il livello su citato. Un segnale positivo che dovrebbe permettere all’indice italiano il ritorno a 19.780 punti* e 20.000 punti*. A 20.236 punti* rimane invece la resistenza chiave che andrà infranta per cambiare il quadro tecnico di medio periodo.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

19540,94

19235,00

20153,52

44,89

3,59

 

ANALISI TECNICA DAX


DAX - Performance a 5 anni

Il DAX rimane nei pressi del supporto statico fondamentale degli 11.500 punti*. Questo livello se infranto al ribasso in chiusura darebbe un segnale di debolezza con target a 11.148 e 11.000 punti*. Al contrario il rimbalzo con volumi su tale livello potrebbe sancire la ripresa dei corsi al rialzo verso 11.726 e 12.000 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

11579,10

11482,87

11922,38

43,29

27,51

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Dopo la rottura dei 75,86 dollari*, il Brent ha proseguito al ribasso, infrangendo anche la media mobile 200 periodi e andando a testare i 71,28 dollari*. Livello che rappresenta la parte alta di una fascia di prezzo (71,28/70 dollari*) il cui break sarebbe molto negativo per il Brent.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

71,96

72,60

79,10

27,50

-30,41

 

TOP NEWS

Ferrari: EBITDA rettificato sotto le attese
Ferrari chiude il terzo trimestre con ricavi netti pari a 838 milioni* +2,2%* a/a a cambi costanti. Il consensus Bloomberg era 860,7 mln*. L’EBITDA è salito a 278 milioni* (+4,7%*) non centrando le attese degli analisti che erano per un progresso più marcato a 282,3 mln*.
Banca Generali: utile sale a 43,3 mln nel trimestre
Banca Generali ha approvato i risultati del terzo trimestre 2018.L’utile netto sale del 10% a 43,3 milioni*. Al risultato ha contribuito la crescita del margine di intermediazione che ha beneficiato dell’espansione delle commissioni ricorrenti e del margine d’interesse.

SOTTO LA LENTE: INTESA SANPAOLO

INTESA SANPAOLO - Performance a 1 anno
Intesa Sanpaolo archivia un ottimo terzo trimestre, pienamente in linea con il piano d’Impresa 2018-2021 e sopra le attese degli analisti. Il titolo, nella giornata della pubblicazione dei conti (martedì 6 novembre), ha segnato un balzo di oltre il 2%*, sovraperformando il mercato. Nel terzo trimestre l’utile netto è stato pari a 833 milioni*, rispetto a 650 milioni del terzo trimestre 2017* e alle attese a 791,3 mln, +5,2% t/ cons*. La politica di dividendi per l’esercizio 2018 conferma la distribuzione di un ammontare di dividendi corrispondente a un payout ratio pari all’85%*. A livello patrimoniale, al 30 settembre 2018 il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 13,7%*, in aumento dal 13,6% al 30 giugno 2018. Da un punto di vista fondamentale, quindici analisti consigliano il buy, 14 sono hold e solo 1 analista consiglia di vendere. Il target price medio è 2,74 euro*, con un rendimento potenziale del 37%*.

Da un punto di vista tecnico il quadro di Intesa Sanpaolo appare ancora incerto. Nonostante la forte divergenza positiva dell’RSI sui minimi di metà agosto, fine settembre e fine ottobre 2018 sia un segnale di indebolimento delle pressioni ribassiste, manca un vero e proprio segnale di forza dei rialzisti. Basta guardare l’impianto volumetrico piuttosto debole del rimbalzo che il titolo ha avviato il 25 ottobre, per realizzare che almeno per ora il mercato non è convinto. Certo, il break dei 2 euro ha dato un primo segnale positivo, anche se il vero test sarà a 2,16 euro*, con l’eventuale break della trend ribassista e target a 2,36 e 2,5 euro*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


INTESA SANPAOLO - Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 2,06

 1,98

2,16

44,86

16,80

 

 

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10/12/2019 03.04.46

 

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