Mercati riflessivi dopo revisione delle stime del FMI

Mercati riflessivi dopo revisione delle stime del FMI

giovedì 24 gennaio 2019

Ancora una volta la questione commerciale è stata il tema al centro dell’attenzione dei mercati. Questa volta è la Cina che viene incontro agli USA, provocando venerdì scorso una fiammata dell’azionario e dei tassi governativi con un apprezzamento del dollaro e delle materie prime (ad eccezione dell’oro).

MERCATI IN CIFRE 

 
Secondo un’indiscrezione riportata da Bloomberg, la Cina sembrerebbe disponibile a riconfigurare le relazioni commerciali con gli USA aumentando le importazioni di beni statunitensi nei prossimi sei anni fino ad azzerare il surplus commerciale. Il presidente USA Donald Trump ha quindi invitato la Cina a fare un accordo vero, poiché le tensioni commerciali e le nuove politiche fiscali hanno pesato sull’economica cinese che ha registrato nell’ultimo trimestre del 2018 la più debole crescita del PIL degli ultimi 30 anni. Sono scattate invece le prese di beneficio all’inizio della settimana sulla notizia che il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime di crescita mondiale al 3,5% nel 2019* (dal 3,7% di ottobre*). Si tratta del ritmo di crescita più basso degli ultimi tre anni, con una frenata sia dei paesi sviluppati che emergenti. Tra le più forti revisioni al ribasso nell’Eurozona, quella che ha colpito la Germania e l’Italia. L’Istituzione ha infatti tagliato le stime sulla crescita del PIL italiano per il 2019 dal +1% precedente al +0,6%. Sempre in Europa, a tenere banco sono le possibili evoluzioni della Brexit. Lunedì la Premier Theresa May ha presentato un “piano B” senza grosse novità, su cui il Parlamento britannico dovrà esprimersi con una votazione il prossimo 29 gennaio. L’intenzione resta quella di prendere tempo per cercare di ottenere qualche concessione dalla UE entro il 26 febbraio, in caso contrario la parola passerà alla Camera per il voto sull’estensione dei termini dell’art. 50 al 31 dicembre 2019.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 24/01 Giornata ricca di appuntamenti. In mattinata in uscita l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero tedesco e l’indice PMI manifatturiero dell’Eurozona. A seguire la riunione di gennaio della BCE con la decisione sul tasso d’interesse. Gli USA rendono noto l’indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero.
Venerdì 25/01 l primo appuntamento è con il Giappone che rende noto l’indice dei prezzi al consumo dell’area di Tokyo. La Germania pubblica l’indice IFO sulla fiducia delle aziende tedesche. Nel pomeriggio, negli USA, in uscita il dato sui principali ordinativi di beni durevoli e le vendite di nuove abitazioni.
Martedì 29/01 Pochi gli appuntamenti rilevanti. La Francia rende noto l’indice della fiducia dei consumatori francesi e la Spagna il tasso di disoccupazione. Nel pomeriggio gli USA pubblicano il rapporto sulla fiducia dei consumatori.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Momento di riflessione per il FTSE MIB che, dopo aver rotto il livello chiave a 19.600 punti*, ha ritracciato tornando in area 19.400 punti. Il ritorno sopra i 19.780 punti* aprirebbe la strada verso le prossime resistenze a 20.236 e 21.000 punti*. Se dovesse continuare a scendere invece, sotto i 18.400 punti, i primi target sono a 18.000 e 17.300 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

19400,15

19546,43

18979,54

57,50

-2,09

 

ANALISI TECNICA DAX


DAX - Performance a 5 anni

Ben impostato invece il DAX dal punto di vista grafico. L’indice tedesco è riuscito, grazie a forti volumi e volatilità, a trovare la forza per infrangere gli 11.000 punti*. Ora il listino sta effettuando un pull-back sullo stesso livello. Importante è che i volumi siano inferiori alla candela rialzista del 18 gennaio per permettere una ripresa al rialzo dei corsi.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

11071,54

11056,34

11023,61

56,82

14,96

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Prosegue il forte rally del Brent iniziato nel 2019 dopo lo scivolone negli ultimi due mesi dello scorso anno. I corsi si sono portati fino sopra i 60 dollari*. Prima di mettere nel mirino i 64 dollari*, fondamentale la rottura dei 62,6 dollari*, finora solo scalfita. In caso di debolezza, sotto i 58,41 dollari*, il primo supporto si colloca a 56 dollari*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

60,57

61,74

59,75

52,30

-43,70

 

TOP NEWS

Ferrari: torna ad essere il marchio più forte al mondo
Dopo 5 anni, la rossa di Maranello è tornata a essere il marchio più influente del mondo tra i 500 con maggiore valore economico. È questo uno dei trend che emerge dalla classifica di Brand Finance, società che effettua la valutazione economica dei brand e fa consulenza strategica, che verrà presentata al World Econic Forum di Davos.
TIM: l'AGCOM boccia piano di scorporo rete
L’AGCOM ha bocciato il progetto di separazione volontaria della rete Telecom in una società ad hoc, presentato a marzo da TIM allora guidata da Amos Genish, voluto da Vivendi. Secondo l’Autorità, separare la rete e mantenere il controllo non porterà a nessun vantaggio in termini economici o regolatori.

SOTTO LA LENTE: TESLA

TESLA - Performance a 1 anno
Brutto periodo in Borsa per Tesla. Lo scorso venerdì le azioni della casa automobilistica statunitense hanno perso quasi il 13% dopo la decisione di tagliare il 7% della forza lavoro al fine di ridurre i costi complessivi e quindi offrire la controversa berlina media Model 3 a prezzi più competitivi (dagli attuali 44mila a 35mila dollari). La Model 3 è la prima auto elettrica pensata dall’azienda per il mercato di massa, ma Tesla, pioniera dell’auto elettrica di lusso, sta subendo una concorrenza sempre più agguerrita nelle vetture a ioni di litio a lunga autonomia. In media il consensus analisti raccolto da Bloomberg indica per Tesla un prezzo obiettivo a 329,90 euro*, con un potenziale upside di oltre il 9%* rispetto ai livelli attuali. Sono 14 gli analisti con raccomandazione sell (38%), mentre sono 13 (35%)* quelli che indicano buy e 10 (27%)* quelli con giudizio hold. Dal punto di vista tecnico, 350 dollari hanno arrestato il rimbalzo di Tesla. Il titolo infatti, a fine dicembre 2018, ha invertito direzione cercando di rimettere nel mirino i massimi storici a 387,46 dollari*. Sogno infranto, come detto, al test dei 350 dollari. I prezzi hanno virato con forza aprendo in netto gap down la seduta del 18 gennaio rompendo la media mobile a 200 periodi, la più osservata dai gestori. Molto forti anche i volumi nella sessione con oltre 24 milioni di pezzi scambiati contro una media a 12 mesi di 9 milioni*. In tale scenario, la situazione per Tesla rimane delicata. Una rottura della fascia di prezzo compresa tra 300 e 294 dollari (ritracciamento di Fibonacci del 38,2% di tutto l’up trend avviato a febbraio 2016*) in chiusura e con volumi significativi aprirebbe verso i 265 dollari, dove passa anche la trend line rialzista di lungo corso (minimi del febbraio 2016 e ottobre 2018*).

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


TESLA - Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 290,02

 327,79

340,04

38,38

66,10

 

 

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