ORO: Domina la correlazione inversa al dollaro

ORO: Domina la correlazione inversa al dollaro

martedì 11 settembre 2018
L’attuale congiuntura non è stata di certo favorevole per l’oro, che rimane inserito in un trend ribassista di medio periodo. La richiesta del prezioso infatti da parte dell’industria e dell’elettronica ha registrato a livello globale solo modesti incrementi. La domanda invece per investimento è in netto calo. I gestori non ravvisano grande necessità di ricorrere a porti sicuri.

Il COT indica che siamo in zona valore

L’oro infatti rappresenta un asset alternativo al mercato azionario che però attualmente, almeno negli USA, rimane dominante. Inoltre, l’incremento dei rendimenti dei Treasury americani costituiscono un elemento sfavorevole. I Titoli di Stato infatti sono un asset concorrente all’oro, con un rendimento sul decennale quasi del 3%*. Non possiamo poi dimenticare il gioco delle correlazioni. Il rafforzamento del dollaro da inizio anno certo non gioca in favore del metallo. È lampante infatti la correlazione diretta tra eur/usd e oro (inversa tra oro e usd). Una correlazione non sempre puntuale. In questa fase però, proprio l’assenza di forza dal lato della domanda lascia l’oro in balia del dollaro. Conviene dunque investire in oro? La risposta per ora è nel dollaro. Se questo continua a rafforzarsi, comprare oro risulta un’operazione rischiosa. Non sembrano esserci dunque ragioni per vedere un imminente rialzo dell’oro. Eppur qualcosa si muove. Il Commitments of Traders (COT) infatti evidenzia, che i commercial, ovvero coloro che accedono ai mercati finanziari per copertura, e che dunque dominano il business dell’oro (es. le miniere), hanno azzerato ad agosto le posizioni nette corte. Ciò implica che i commercial non pensano che ci possano essere ulteriori ribassi consistenti e che siamo in una zona di valore e lenta accumulazione.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P.

 

ANALISI TECNICA


 

ORO - 1 anno

Utilizzato con il permesso di Bloomberg Finance L.P.*

L'oro, da un punto di vista tecnico, il segnale fortemente negativo l’ha dato il 15 giugno 2018, con una candela ribassista a notevole volatilità. Candlestick che è andata ad infrangere la trend line rialzista di lungo periodo, costruita sui minimi del dicembre 2016 e dicembre 2017. Questo il segnale discendente più pulito avuto da inizio anno. Debolezza poi confermata anche ad agosto, con il break prima del 61,8%* del ritracciamento di Fibonacci di tutto il movimento ascendente avviato a dicembre 2016 a 1.215 dollari per oncia*, e poi del supporto statico a 1.201 $/oz*. In questo scenario il break al ribasso dei 1.192 $/oz* probabilmente rispedirebbe il prezioso prima a 1.175 $/oz* e poi sui minimi ytd a 1.160 $/oz*. Al rialzo invece un segnale positivo sarebbe sul break al rialzo della trend line ribassista costruita sui massimi del 14 giugno e 28 agosto 2018 e dei 1.215 $/ oz*, con target a 1.244 e 1.273 $/oz*.


 

ORO - 5 anni

Utilizzato con il permesso di Bloomberg Finance L.P.*

 

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI
1196,04 1196,17 1215,95 43,07 -12,34

 

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20/09/2018 23.04.15

 

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