Sale il livello di allerta in Italia

Sale il livello di allerta in Italia

giovedì 11 ottobre 2018

Altra settimana di passione per il FTSE MIB, che da inizio ottobre, ha lasciato sul terreno oltre il 3%*.

MERCATI IN CIFRE 

 
La situazione di affanno del nostro indice ha contagiato anche gli altri mercati europei. Infatti sia il Dax che l’EURO STOXX 50 cedono oltre il 3%* nello stesso periodo. Anche l’America registra una fase di debolezza dopo però aver fatto segnare, tra settembre e ottobre, nuovi massimi storici. In Italia, lunedì scorso, si è scatenato il sell off sul mercato azionario, in scia al forte rialzo dei rendimenti dei Titoli di Stato. Il decennale ha persino superato la soglia dei 350 bp*, portando lo spread sul Bund sopra 300 punti*. Intanto questa settimana è cominciato l’iter di approvazione della Nota di aggiornamento del DEF (NaDEF), che Tria martedì ha presentato alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. E dopo la bocciatura dell’UE il no è arrivata anche da parte dell’Ufficio parlamentare di Bilancio e della Banca d’Italia, poiché le previsioni di crescita alla base della manovra sono considerate troppo ottimistiche, e ci sono forti rischi al ribasso per la congiuntura debole e le turbolenze finanziarie. Critici anche Istat e Corte dei Conti. Anche il Fondo Monetario ha avvertito che l’Italia è più a rischio shock con lo spread in forte rialzo. Riviste anche le stime di crescita del PIL rispetto ad aprile. L’FMI si attende una crescita dell’1,2%* nel 2018 e dell’1%* nel 2019 per il nostro Paese, ben lontano dal 1,5%* atteso dal Governo per il prossimo anno. In realtà, a non essere confortante è l’outlook per l’intera economia mondiale, anch’esso oggetto di downgrade, a causa della minaccia rappresentata dalla guerra commerciale. L’Organizzazione ha tagliato al 3,7%* la crescita mondiale 2018 e 2019 (-0,2%*).

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 11/10 Alle 13.30 la Bce pubblica le minute del meeting inerente la decisione di politica monetaria. Nel pomeriggio dagli USA diversi indicatori economici, tra cui ricordiamo: l’IPC di settembre e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.
Venerdì 12/10 Durante la notte la Gran Bretagna pubblicherà il bilancio RICS dei prezzi delle abitazioni. La Cina invece il saldo della bilancia commerciale di settembre. Alle 8.00 la Germania renderà noto l’IPC mensile e alle 11.00 l’Eurozona la produzione industriale.
Martedì 16/10 Martedì prossimo la Cina, durante la notte, pubblicherà l’IPC di settembre. In mattinata la Gran Bretagna renderà noto l’indice dei salari medi inclusi i bonus e il tasso di disoccupazione. Dalla Germania invece lo ZEW, mentre l’Italia renderà noto l’IPC mensile.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Situazione delicatissima per il Ftse Mib che infrange pure il supporto statico collocato a 19.780 punti*, dove passa il ritracciamento del 50% di Fibonacci di tutto l’up trend avviato a giugno 2016. Il break dei 19.780 punti* potrebbe spalancare le porte fino a 18.700 punti* (61,8% di Fibonacci).

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

19719,04

20321,72

20944,92

35,89

4,68

 

ANALISI TECNICA DAX


Performance a 5 anni

Anche il DAX mostra segnali di forte debolezza, avendo infranto il supporto statico a 12.000 punti*. Ora è importante che l’indice non infranga il livello a 11.726 punti*. Anche nel caso del DAX, l’eventuale break di tale livello aprirebbe a 11.150 punti*, dove passa il ritracciamento del 50% di Fibonacci.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

11712,50

12113,60

12319,45

37,08

34,85

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


Performance a 5 anni

Rimane in forza il Brent che, dopo aver fatto segnare il massimo ytd a 86,74 dollari*, subisce qualche presa di beneficio più che comprensibile. Primo supporto da monitorare è quello collocato a 83 dollari*, il cui break riportarebbe i corsi a 80 dollari*. Sopra il massimo su citato invece il target è quello dei 90 dollari*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

83,40

84,20

77,70

58,89

-25,44

 

TOP NEWS

ENI: sovraperforma su petrolio e giudizio Kepler 
ENI sovraperforma il mercato beneficiando del balzo dei prezzi del petrolio. Inoltre martedì scorso Kepler-Cheuvreux ha alzato la raccomandazione buy a 21 euro*, da 18,5 euro*.
TIM: da intervista Genish niente sorprese 
Il ceo Amos Genish nella lunga intervista concessa alla stampa ha definito “cruciale” il confronto che ci sarà nei prossimi mesi in vista del varo del piano strategico 2019- 2021, con la necessità di un allineamento tra il cda, il management e i principali azionisti.

SOTTO LA LENTE: MEDIOBANCA

MEDIOBANCA - Performance a 1 anno
A tenere banco a piazzetta Cuccia, oltre alla fiammata dello spread che sta pesando su tutto il settore bancario, l'uscita di scena di Vincent Bollorè dal patto di sindacato di Mediobanca. Uscita che si è aggiunta a quella di Italmobiliare ed ha aperto formalmente i giochi per una riformulazione del patto che altrimenti andrebbe a decadere poiché i grandi soci rimasti raccolgono meno del 25%* del capitale (soglia minima di validità). Adesso i partecipanti rimanenti dovranno valutare le possibili alternative alla mera decadenza a fine anno e sta prendendo corpo l'opzione di un patto "leggero" con circa il 20%* del capitale. Ennio Doris, che con Mediolanum ha una quota del 3,29%*, più lo 0,21%* attraverso la holding di famiglia, avrebbe proposto la ridefinizione del patto senza la presenza di vincoli, limitandosi quindi a condividere le scelte più importanti della merchant bank guidata da Alberto Nagel.

Ða un punto di vista tecnico il titolo Mediobanca ha tenuto sicuramente meglio del comparto bancario anche se, a partire da fine settembre, ha pagato pegno in scia al forte rialzo dei rendimenti dei Titoli di Stato e dello spread. Rotti gli 8 euro*, il titolo sembra aver preso di mira i minimi Ytd a 7,52 euro*. L’eventuale break di tale livello aggraverebbe il quadro con target la trend line rialzista di lungo corso descritta dai minimi del luglio 2012 e giugno 2016, in area 7 euro*. Dove passa anche il ritracciamento di Fibonacci del 61,8%* dello stesso up trend. Al rialzo invece i corsi dovranno recuperare sia gli 8 euro*, che area 8,25 euro, dove passa il 38,2% di Fibonacci. In tal caso il titolo prenderà di mira i 9 euro*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P. 


MEDIOBANCA - Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 7,84

 8,15

8,65

30,47

28,27

 

 

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15/12/2019 12.19.30

 

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