Tensioni sui mercati per braccio di ferro USA-CINA

Tensioni sui mercati per braccio di ferro USA-CINA

giovedì 21 giugno 2018

Si addensano nuvole sui mercati azionari europei che aprono deboli la settimana, dopo aver superato indenni il test delle banche centrali. La FED si è infatti confermata più falco, alzando il costo del denaro di 25 punti base (portato a 1,75%-2%*) e rivedendo al rialzo il numero di aumenti dei tassi di interesse per il 2018.

MERCATI IN CIFRE 

 
La BCE invece, pur annunciando la fine del QE a dicembre (con decisione però legata all’evoluzione del quadro inflattivo), ha sorpreso positivamente i mercati annunciando che la riduzione degli acquisti dell’ultimo trimestre di quest’anno sarà inferiore alle attese (15 vs 10 miliardi attesi*) e comunicando che i tassi di riferimento rimarranno fermi almeno fino all’estate del 2019. Notizia a cui i mercati hanno risposto positivamente sul finire della scorsa settimana. L’attenzione degli operatori però è subito passata al tema dazi commerciali. Da venerdì scorso infatti, quando il Tycoon ha confermato i dazi verso la Cina per 50 miliardi*, i rapporti tra i due Paesi stanno entrando in una escalation che non sembra promettere nulla di buono. Il Presidente americano lunedì notte ha chiesto all’ufficio del commercio di individuare un elenco di altre importazioni dalla Cina per un valore di 200 miliardi*, a cui applicare dazi aggiuntivi del 10%*. Questo porterebbe a 250 miliardi* il totale delle vendite cinesi sottoposte alle nuove tasse. E la Cina non intende stare a guardare e intende rispondere alla politica americana con misure quali quantitative. Lo scontro USA-Cina e il meeting Opec, atteso per il 22 giugno, saranno dunque due dei principali market mover di questo mese. Su quest’ultimo, la situazione a pochi giorni dal vertice rimane fluida e gli effetti si vedono sulle quotazioni del petrolio che rimangono preda della volatilità. Se da un lato infatti l’Arabia Saudita e Russia spingono per ridurre gradualmente i tagli alla produzione, gli altri membri del Cartello (in particolare Iran, Iraq, Venezuela e Algeria) si sono opposti a una simile mossa.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB

 

Performance a 5 anni

L’indice italiano fallisce per ben due volte il test dei 22.429 punti*, livello di resistenza che ha rispedito verso il basso i corsi. Per il FTSE MIB sarà infatti importante riuscire a superare la barriera collocata nella fascia di prezzo compresa tra il livello su citato e i 22.833 punti*. Al ribasso invece il quadro si complicherebbe al break dei 21.122 punti*, aprendo scenari molto negativi.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

22120,58

22215,31

23111,60

44,11

42,26

 

ANALISI TECNICA DAX

 
Performance a 5 anni

 Fase di debolezza per il DAX che martedì, in un sol colpo, ha rotto la trend line rialzista di breve corso, descritta dai minimi del 4 aprile e 8 giugno e il supporto a 12.745 punti*. Importante il recupero di questi livelli e la tenuta dei 12.608 punti*. Il quadro grafico si deteriorerebbe sensibilmente sulla rottura dei 12.500 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

12695,16

12904,06

12755,10

43,99

60,12

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


Performance a 5 anni

 Tre settimane ad alta volatilità e bassa direzionalità per il Brent. Fase tipica di un mercato che sta aspettando il verdetto dell’Opec sui tagli alla produzione. Il livello fondamentale rimane il supporto a 75 dollari*, la cui rottura riporterebbe i corsi verso 70 dollari*. Tutto dunque sarà deciso dall’esito di questo importante evento.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

75,38

75,02

75,76

47,36

-26,28

 

TOP NEWS

Prysmian: debolezza su profit warning Nexans 
Nexans competitor principale di Prysmian ha lanciato un profit warning annunciando un calo dell’Ebitda per il 2018 a 350 milioni da 411 milioni* dell’anno precedente. Le azioni sono calate quasi del 20%* il 18 giugno.
Volkswagen: crolla su arresto AD Audi 
Forte calo del titolo della casa automobilistica tedesca in Borsa dopo la notizia del mandato d’arresto dell’AD di Audi, Rupert Stadler. La decisione è dovuta alle indagine per il Dieselgate, con il pubblico ministero che ritiene vi sia un rischio di occultamento delle prove che giustifica tale decisione.

SOTTO LA LENTE: CNH INDUSTRIAL

 Performance da 1 anno
CNH industrial è uno di quei titoli che sta soffrendo maggiormente il rischio che i contrasti tra USA e Cina sfocino in una vera e propria guerra commerciale. Il mercato americano è infatti molto importante per CNH Industrial che vende macchine per l’agricoltura, una delle aree di business più importanti per la società. Eventuali dazi cinesi sui prodotti agricoli americani danneggerebbero dunque questo mercato in particolare. A poco è servita la notizia positiva della consegna in Brasile di 900 scuolabus all'azienda governativa, Minas Geraisè. Una delle operazioni più importanti al mondo nel settore dei bus. Da un punto di vista fondamentale ricordiamo che di 22 analisti che seguono il titolo, 14 raccomandano l’acquisto e 8 sono neutrali. Nessuno consiglia di vendere (fonte: Bloomberg). Il target price medio è 12,87 euro*, con una rivalutazione potenziale del 36%*. Tecnicamente il titolo dopo aver segnato i massimi storici a 12.64 euro* ha avviato una fase di correzione piuttosto fisiologia che ha riportato nel giro di due mesi il titolo al minimo ytd a 9,35 euro*. Livello testato il 4 aprile e da cui i prezzi hanno avviato un rimbalzo che però non è riuscito a superare l’importante resistenza statica dei 11 euro*. Da qui CNH Industrial ha rotto la trend line rialzista di breve (minimi su citati e del 27 aprile riportandosi in prossimità dei minimi dell’anno. A questo punto la tenuta di questo livello sarà fondamentale per arginare le vendite, in caso contrario primi supporti a 9 e 8,7 euro*. Al rialzo invece si può tentare il rimbalzo sui 9,35 euro*, ma solo il recupero dei 10 euro* darebbe qualche segnale incoraggiante con target 10,6 e 11 euro*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P. 


Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 9,24

 9,85

10,19

33,14

-2,57

 

 

NON PERDERTI LA WEEKLY NOTE! PER ISCRIVERTI ALLA NEWSLETTER, CLICCA QUI

21/09/2019 03.15.49

 

Aggiungi un commento

 

  

 

  

 

* Riempire I campi obbligatori