Timori sulla crescita deprimono i listini globali

Timori sulla crescita deprimono i listini globali

giovedì 15 novembre 2018

Dopo una fase di stabilizzazione dei corsi, nelle ultime sedute si è assistito nuovamente al prevalere della volatilità sui mercati internazionali. Sullo sfondo infatti persistono le tensioni legate alla preoccupazione degli operatori circa le politiche meno accomodanti delle banche centrali e la crescita globale.

MERCATI IN CIFRE 

 
Sul fronte dazi USA però qualcosa si sta muovendo. Secondo indiscrezioni della stampa estera, il segretario del Tesoro Mnuchin si sarebbe sentito col Vice Premier cinese Liu per avviare colloqui sul tema commerciale, in vista di un possibile accordo al G20 di fine mese. I ribassi di inizio ottava sul mercato americano, invece, sono stati più frutto di situazioni company profile. In particolare Apple ha subito forti vendite sulla notizia di un profit warning lanciato da un fornitore. Male anche Goldman Sachs e GE. La prima penalizzata dalla richiesta di rimborso per una frode da parte del ministro delle finanze maltese, la seconda per il taglio del target price da parte di JP Morgan. In Europa invece i temi dominanti sono due. Da una parte prosegue lo scontro tra Governo italiano ed Europa relativamente alla manovra economica. Martedì sera il Governo ha risposto all’UE confermando che stime e saldi restano invariati, pur inserendo clausule di salvaguardia per mantenere il rapporto deficit/Pil al 2,4%* nel 2019. Sulla Brexit invece c’è stato uno sviluppo positivo: il Regno Unito e l’Unione Europea hanno raggiunto una bozza di accordo su Brexit. Un compromesso infatti sarebbe stato trovato anche sulla spinosa questione del confine irlandese. C’è anche qualche lieve news positiva lato macro. Lo Zew a novembre si è attestato a -24,1 punti*, sopra le attese degli analisti. Fermento anche tra le commodities. Il Brent ha infranto il supporto a 70 dollari*, in scia anche all’ultimo tweet di Trump contro l’OPEC che ha tagliato le stime sulla domanda globale e intende ridurre la produzione al prossimo meeting. Il WTI ha subito un sell off del 7%* martedì scorso.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 15/11 Oggi sarà pubblicato dalla Gran Bretagna il dato sulle vendite al dettaglio di ottobre. L’Eurozona renderà nota la bilancia commerciale. Nel pomeriggio diversi i dati provenienti dagli USA, oltre al discorso del Presidente della FED: vendite al dettaglio di ottobre, richieste iniziali di sussidi di disoccupazione e l’indice di produzione della Fed di Filadelfia.
Venerdì 16/11 Per venerdì mattina è atteso il discorso di Draghi e l’IPC europeo. L’Italia poi renderà noti alcuni dati macro quali i nuovi ordinativi industriali di settembre e le vendite industriali di settembre. Dagli USA nel pomeriggio conosceremo la produzione industriale annuale.
Martedì 21/11 Pochi dati macro ad inizio della settimana. Mercoledì gli USA renderanno noti i principali ordinativi di beni durevoli e le vendite di abitazioni esistenti di ottobre, oltre che all’indice di fiducia dei consumatori del Michigan a novembre.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Il FTSE MIB fallisce il tentativo di recupero verso 19.780 punti* e infrange al ribasso i 19.200 punti*, livello di supporto importante. Persiste dunque la fase di debolezza per l’indice italiano. Il quadro peggiorerebbe sul break dei 18.835 punti* in chiusura e superamento del gap up lasciato aperto a fine ottobre, con target di breve a 18.700 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

19077,47

19209,43

20003,22

42,76

2,09

 

ANALISI TECNICA DAX


DAX - Performance a 5 anni

Il DAX torna al di sotto degli 11.500 punti*, livello importante. L’indice tedesco infatti con una lunga candela rossa lunedì scorso ha preso di mira il supporto statico a 11.148 punti* che rappresenta anche il ritracciamento di Fibonacci del 50% di tutto l’up trend avviato a inizio 2016. Il break di tale livello aggraverebbe il quadro grafico dell’indice.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

11412,53

11453,33

11809,21

43,02

24,47

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Brutta rottura dei 70 dollari* per il Brent, avvenuta anche in forte ipervenduto. RSI infatti mostra forza nel movimento ribassista ad evidenziare che il calo potrebbe proseguire. Importante la tenuta dei 65 dollari*, sotto la quale il target è a 60 dollari*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

66,17

67,63

77,97

20,65

-38,95

 

TOP NEWS

Telecom: sfiduciato Ad Amos Genish
Giornate intense per Telecom Italia. Il CdA del gruppo italiano si è riunito in via straordinaria e ha sfiduciato l'amministratore delegato, Amos Genish. Tra i motivi della rottura c'è anche l'accelerazione da parte del governo per favorire l'integrazione in un’unica infrastruttura delle reti Telecom e Open Fiber, operazione che Genish riteneva possibile, ma a patto che Tim mantenesse il controllo azionario.
Eni: accordo con Adnoc per concessione
L’Ad della società di stato Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc), e l’Ad di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato un accordo per l’assegnazione ad Eni di una quota del 25%* nella concessione denominata Ghasha, un mega progetto a gas situato nell’offshore dell’Emirato di Abu Dhabi.

SOTTO LA LENTE: APPLE

APPLE - Performance a 1 anno
Tra i titoli che hanno contribuito questa settimana in apertura alla debolezza di Wall Street sicuramente Apple ha giocato un ruolo centrale. Il calo del titolo della big americana è legato a timori circa un rallentamento delle vendite dell’i- Phone. Lamentum Holdings infatti, società che fornisce tecnologia per cellulari anche alla Apple, ha reso noto che uno dei suoi principali clienti ha tagliato un grosso ordine. Il titolo della società californiana è crollato e tutti hanno puntato il dito verso la Apple. Ma non finisce qui. Un'altra società fornitrice di Apple, che produce schermi touch, Japan Display ha subito forti vendite dopo aver tagliato il suo outlook per l’esercizio annuale, citando una domanda più debole da parte dei produttori di smartphone. Divisi gli analisti, anche se di 49 che seguono Apple, 29 sono buy sul titolo e 18 hold (Fonte: Bloomberg). Solo 2 analisti raccomandano di vendere. Target price a 233,6 dollari* (rendimento potenziale del 22%*).

Prosegue la fase di correzione di Apple che, dopo aver segnato i massimi storici a 233,47 dollari* ad inizio ottobre, ha virato al ribasso. Correzione in ogni caso fisiologica vista la corsa degli ultimi anni. Nel breve i prezzi sembrano ormai aver messo nel mirino il supporto dinamico costituito dalla trend line rialzista di lungo corso (minimi del giugno 2016 e febbraio 2018). In tale scenario sarà dunque importante la tenuta di tale trend line e il recupero dei 200 dollari* per avviare un graduale recupero, prima dei 216* e poi dei massimi storici. L’eventuale break della trend line rialzista invece sarebbe negativo, con supporti a 180 e 168 dollari*.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


APPLE - Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 186,8

 197,23

217,50

30,41

30,05

 

 

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