Torna la volatilità sui mercati internazionali

Torna la volatilità sui mercati internazionali

giovedì 22 novembre 2018

I mercati tornano preda della volatilità. La pausa dai forti cali di ottobre sembra essere già terminata e i mercati internazionali hanno ripreso la via del ribasso. Il VIX infatti, l’indice che misura la volatilità implicita dell'indice S&P 500, è tornato sopra i 20 punti base e, contemporaneamente, l’S&P 500 ha chiuso nuovamente sotto l’importante supporto collocato a 2.700 punti.

MERCATI IN CIFRE 

 
Anche il NASDAQ 100 conferma la debolezza dell’America tornando in prossimità dei mini di ottobre. L’indice dei tecnologici americano soffre in particolar modo la performance dei titoli del NYSE FANG Index che hanno subito un forte scossone nelle ultime sedute. Tra queste ad esempio, sia Facebook che Apple hanno registrato forti cali. Apple paga le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui, nelle ultime settimane, il gruppo avrebbe tagliato la produzione degli ultimi tre iPhone presentati lo scorso 12 settembre, ossia iPhone XR, XS e XS Max. Il focus degli operatori ora è tutto sul G20 quando si incontreranno USA e Cina, nella speranza che siano avviate trattative per trovare un accordo sul tema dazi. Intanto, le premesse non sembrano le migliori visto che il vertice Apec (Cooperazione economica Asia-Pacifico) si è chiuso con un nulla di fatto, evidenziando ancora una volta la distanza tra Washington e Pechino. Anche il vecchio continente non versa in condizioni migliori, con i principali indici che si sono riavvicinati pericolosamente ai minimi di inizio anno. I temi principali rimangono due, Brexit e Italia, anche se nelle ultime sedute ha pesato lo scandalo Renault. Il presidente e CEO Carlos Ghosn è stato arrestato in Giappone con l’accusa di aver nascosto al fisco nipponico parte del suo compenso da presidente di Nissan. In Italia invece prosegue il rialzo dei rendimenti del decennale italiano sul muro contro muro tra governo e UE. Le tensioni sul Bel Paese si sono anche manifestate nella fredda accoglienza all’emissione del Btp italiano.

*Fonte dati:

Bloomberg Finance L.P. 

 

AGENDA MACRO

Data
Appuntamenti in calendario
Giovedì 22/11 In Spagna in mattinata ci sarà l’asta delle Obbligazioni a 10 anni. La BCE invece, nel primo pomeriggio, pubblicherà le minute del meeting inerente le decisioni di politica monetaria.
Venerdì 23/11 La Germania pubblicherà il Pil del terzo trimestre e l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero. La Francia renderà noto l’indice PMI manifatturiero e l’indice dei direttori agli acquisti del settore terziario francese. Dall’Eurozona invece l’indice PMI manifatturiero. Nel pomeriggio focus sull’America con diversi dati macro, tra cui l’indice Markit PMI composito.
Martedì 28/11 Gli operatori si focalizzeranno sui dati americani. Nel pomeriggio infatti esce il Pil del terzo trimestre e le vendite di nuove abitazioni.

 

ANALISI TECNICA FTSE MIB


FTSE MIB - Performance a 5 anni

Il FTSE MIB torna pericolosamente in area 18.700 punti*, livello chiave per l’indice italiano in quanto vi passa il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% di tutto l’up trend avviato a giugno 2016. Il break di tale livello al ribasso segnerebbe la fine dell’up trend e l’avvio della fase di inversione, con primi supporti a 18.000 punti*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

18731,55

18831,13

19849,83

32,77

-0,59

 

ANALISI TECNICA DAX


DAX - Performance a 5 anni

Anche il DAX presenta una cattiva cera. L’indice tedesco ha confermato il break degli 11.500 punti* tornando di fatto sui minimi YTD. In tale scenario l’eventuale break al ribasso di 11.000 punti aggraverebbe il quadro grafico del DAX, con primo supporto a 10.800 punti.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

11244,17

11283,63

11750,49

31,64

22,27

 

ANALISI TECNICA BRENT CRUDE OIL


BRENT CRUDE OIL - Performance a 5 anni

Il Brent, dopo il forte calo che ha caratterizzato le ultime sedute con il break importante dei 67,1 dollari, ha tentato il rimbalzo con un pull back prima di riprendere la strada del ribasso. Il superamento dei minimi di novembre a 64 dollari* ha aperto verso 62 e 60 dollari*.

ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

64,05

65,34

76,92

24,99

-41,84

 

TOP NEWS

Enel: aggiornato il Piano industriale al 2021
Il mercato promuove il nuovo piano strategico 2019/2021 di Enel che rimane focalizzatA sui principi del piano precedente di creazione di valore sostenibile e di lungo termine. Il gruppo energetico guidato da Francesco Starace delinea per il nuovo business plan investimenti superiori a 27 miliardi* ed EBITDA ordinario di gruppo pari a 19,4 miliardi* nel 2021.
Apple: rischio flop per i nuovi iPhone
Secondo il Wall treet Journal secondo cui nelle ultime settimane il colosso fondato da Steve Jobs ha tagliato la produzione degli ultimi tre iPhone presentati lo scorso 12 settembre. In particolare Apple avrebbe tagliato la produzione pianificata per l’iPhone XR di circa il 33%*.

SOTTO LA LENTE: UNICREDIT

UNICREDIT - Performance a 1 anno
Dalla data di pubblicazione dei conti (8 novembre) UniCredit ha perso in Borsa circa l’11%*, sottoperformando il FTSE Italia All-Share Banks circa del 2,5%* e il FTSE MIB del 6%*. Dinamica in parte dovuta alla sensitività delle banche all’andamento dei rendimenti dei Titoli di Stato Italiano e in parte anche ai conti del terzo trimestre 2018, che non hanno convinto il mercato. UniCredit infatti ha chiuso il trimestre con utile sotto le attese, penalizzato da svalutazioni e accantonamenti ed ha limato la guidance. ll CET1 ratio fully loaded di gruppo si è attestato al 12,11% a fine settembre 2018, dal 12,51% del secondo trimestre. Gli analisti rimangono comunque positivi sul titolo anche se hanno limato il target price negli ultimi mesi visto lo scenario avverso. Di 30 analisti che seguono il titolo, 24 sono buy e 6 hold. Nessun analista consiglia la vendita. Il target price medio è a 16,75 euro*, con un rendimento potenziale del 59%*.

Non è dei migliori il quadro grafico di UniCredit che, dopo aver infranto ai primi di ottobre il ritracciamento del 61,8% di Fibonacci di tutto l’up trend avviato a giugno 2016, prosegue al ribasso e segna nuovi minimi a 10,38 euro*. Negativo anche il segnale dato martedì scorso con il break del supporto di breve periodo a 10,8 euro*. Questo anche in virtù dell’RSI che, dopo l’ipervenduto forte di ottobre, sta accompagnando il nuovo ribasso evidenziando ancora spazio per la discesa. A questo punto non è da escludere il proseguo del titolo verso i 10 euro*. Al rialzo invece solo il recupero di 12,28 euro* darebbe un segnale di cambio di sentiment.

*Fonte dati: Bloomberg Finance L.P., fonti societarie 


UNICREDIT - Performance a 5 anni
ULTIMO PREZZO MEDIA MOBILE 5 GIORNI  MEDIA MOBILE 50 GIORNI  RSI 14 GIORNI  VAR. % 5 ANNI

 10,71

 10,86

12,16

30,96

-59,52

 

 

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