Weekly Note: con Moderna i mercati fanno il vaccino al rischio

Weekly Note: con Moderna i mercati fanno il vaccino al rischio

giovedì 19 novembre 2020

  • Scarica il PDF della Weekly Note - Settimana 19/11 - 25/11
  • Continuano le notizie positive per la lotta al Coronavirus, con Moderna che ha rilasciato i primi dati sul suo vaccino. La soluzione dell’azienda biotech USA ha evidenziato un’efficacia del 94,5%, più del 90% di quella di Pfizer e BioNTech. La principale differenza tra i due vaccini è la conservazione: il primo infatti rimane stabile per più di 30 giorni tra i 2,2 e i 7,8 gradi e per più di 6 mesi ad una temperatura di -15,5 gradi, mentre il secondo ha bisogno di mantenere una catena del freddo sui -70 gradi. Questa novità ha spinto in alto le quotazioni dei principali indici di Borsa a livello globale anche se l’entusiasmo non è stato uguale a quello della scorsa settimana, in quanto la news era già stata parzialmente scontata. Nel frattempo continua la seconda ondata pandemica, anche se in diversi Paesi si sta osservando un lieve rallentamento della curva dei contagi a seguito dell’implementazione delle misure restrittive. Da segnalare la firma dell’accordo di libero scambio di quindici Paesi dell’Asia-Pacifico, la Regional Comprehensive Economic Partnership, che rappresenterà il 30% dell’economia e della popolazione globale con 2,2 miliardi di consumatori. Sul fronte materie prime invece il focus è sul petrolio, con il Comitato Tecnico dell’OPEC+ che ha suggerito che la coalizione dovrebbe considerare di dilazionare l’aumento dell’output tra i 3 e i 6 mesi. Ricordiamo infatti come a gennaio 2021 il cartello dovrebbe incrementare la produzione di 2 milioni di barili al giorno.

    Intanto in Eurozona si accendono le tensioni tra i Paesi membri, con Polonia e Ungheria che hanno bloccato l’accordo sul Bilancio UE 2021-2027. Il veto di queste due Nazioni, che ferma anche i soldi del Recovery Fund, è legato al non voler che i fondi siano collegati all’articolo 7 del Trattato che tutela la separazione dei poteri, l’indipendenza della magistratura e la libertà di stampa.

    Trader view: il commento di Tony Cioli Puviani

    Value, Growth & Gold

    Oro - 1 anno

    Fonte: Bloomberg

    Questa settimana i mercati azionari europei sono stati molto brillanti. Infatti, a partire dalla mattina di lunedì 9 novembre, le aperture europee venivano incoraggiate dai futures sugli indici americani: lo S&P future a quota 3.560 presentava un incremento del 2% rispetto alla chiusura del venerdì precedente, mentre il future del NASDAQ-100 volava oltre i 12.400, in prossimità del suo record storico. Il nostro FTSE MIB ritrovava così i 20.000 punti, il DAX i 12700. Quando intorno alle ore 13:00 è giunta la notizia dalla Pfizer sulla efficacia del suo vaccino, gli indici azionari hanno avuto un duplice andamento: il future sul Dow Jones ha toccato addirittura per la prima volta i 30.000 punti; record storico anche il future dello S&P 500 a 3.668, il nostro indice si riportava a ridosso dei 21.000 punti e lo Xetra DAX dei 13.300. Ripiegava invece il NASDAQ-100, che, a fine serata perdeva oltre il 2% rispetto la chiusura della settimana precedente, a quota 11.818. L’oro, dopo l’annuncio, perdeva 100 dollari secchi, precipitando da 1.960 dollari l’oncia fino a 1.860. Il resto della settimana proseguiva con un calo brusco di volatilità, confermando sostanzialmente in chiusura i valori appena descritti. L’annuncio del vaccino ha quindi anticipato quello che, prima o poi, presto o tardi, si spera avvenga: il virus verrà sconfitto! È verosimile pensare che per l’estate 2021 l’epidemia sarà quasi scomparsa in maniera definitiva: i mercati quindi, in anticipo, hanno già cominciato quella rotazione che inevitabilmente dovrà ben considerare le azioni “value” con multipli eccessivamente bassi, ma con delle prospettive post-pandemiche di nuovo favorevoli.

     

    Tony Cioli Puviani

    Oro - 5 anni

    Fonte: Bloomberg

    AGENDA MACRO

    Data
    Appuntamenti in calendario
    Giovedì 19/11 Le attenzioni saranno negli USA con i sussidi di disoccupazione e l’indice manifatturiero elaborato dalla FED di Philadelphia (novembre).
    Venerdì 20/11 Focus sull’indice dei prezzi alla produzione tedesco di ottobre, sulle vendite al dettaglio inglesi (ottobre) e sugli ordini e le vendite industriali di settembre per l’Italia.
    Lunedì 23/11
    Saranno resi noti i Markit PMI manifatturieri, dei servizi e compositi (novembre, flash) per Francia, Germania, Eurozona, Regno Unito e Stati Uniti.
    Martedì 24/11 Occhi sulla Germania, dove verranno pubblicati gli indici IFO di novembre e il PIL del 3° trimestre 2020 (finale). Nel pomeriggio attenzione agli USA, con l’indice manifatturiero elaborato dalla FED di Richmond e quello sulla fiducia dei consumatori del Conference Board (novembre).
    Mercoledì 25/11 Riflettori sugli USA, dove verranno resi noti i dati sul PIL del 3° trimestre, sugli ordini di beni durevoli (ottobre), sui redditi e le spese personali (ottobre) e sull’indice di sentiment dell’Università del Michigan (novembre, finale). Attenzione anche ai verbali del FOMC.

     

     

     

     

    Focus: settore aereo

    Investire nella rotazione settoriale con vaccino anti-Covid

    Dopo le notizie relative al vaccino anti Covid-19 di Pfizer e di Moderna sui mercati si è assistito a una rotazione settoriale. Gli investitori sono tornati a privilegiare i titoli legati all’economia reale, fortemente penalizzati dalle misure di contenimento della pandemia. Anche se la “stay at home economy” sembra essere destinata a durare ancora qualche mese, si può già iniziare a guardare a strumenti di investimento come il Certificato Express Memory Cash Collect di Vontobel con ISIN DE000VP99LX0. Il prodotto ha come sottostanti Air France- KLM, Airbus e Lufthansa e permette di ottenere una cedola mensile di 0,98 euro a patto che alle date di valutazione tutti i sottostanti abbiano un prezzo uguale o superiore alla rispettiva Soglia Bonus. Il Certificate beneficia dell’Effetto Memoria, che consente di incassare successivamente i premi non pagati, e dell’Opzione Autocallable, che dal 19 maggio 2021 permette la scadenza anticipata se alle date mensili di rilevazione i sottostanti quotano pari al o al di sopra del Livello Autocall. A scadenza (12 novembre 2025), se i tre sottostanti dovessero quotare ad un valore superiore a quello della Barriera, l’investitore otterrà il valore nominale del prodotto, il premio del periodo e quelli eventualmente conservati in memoria. Al contrario, se anche solo un sottostante avrà un prezzo uguale o inferiore alla Barriera, il prodotto replicherà la performance del titolo peggiore del paniere (Worst of).

    Fonte dati: Vontobel

     

    Dai fatti agli effetti

     

    Tesla: arriva l’inclusione nell’S&P 500

    Il fatto
    Dopo la pubblicazione dei conti del 2° trimestre 2020, Tesla aveva soddisfatto il requisito di avere quattro trimestri di fila in utile per essere inserita all’interno del principale indice di Borsa americano: l’S&P 500. Questa scelta non è arrivata a settembre, in quanto ai tempi erano emersi dei dubbi sulle metriche di profittabilità dell’azienda e sulle previsioni incerte per l’anno in corso. Il via libera è stato annunciato lo scorso 16 novembre a mercati chiusi: dal 21 dicembre 2020 la società di auto elettriche entrerà a far parte del paniere a stelle e strisce. L’inserimento all’interno del listino avverrà in due fasi a causa dell’elevata capitalizzazione di mercato e il titolo rappresenterà circa l’1% dell’S&P 500.
    L'Effetto
    L’inclusione delle azioni Tesla all’interno dell’S&P 500 ha diversi effetti. Innanzitutto è da segnalare come i fondi che replicano il principale listino statunitense devono acquistare il titolo per aggiungerlo ai loro portafogli. Lo sbarco sul paniere della società di auto elettriche inoltre avrà degli effetti anche sul mondo degli ETF indicizzato all’S&P 500, i quali dovranno vendere azioni di società già all’interno dell’indice per circa 51 miliardi di dollari. Interessante evidenziare anche come tra il 1973 e il 2018 tutte le società aggiunte all’interno del paniere hanno sottoperformato il benchmark dopo un anno dall’inserimento. Oltre a questo, diversi analisti esprimono le loro perplessità su Tesla, che risulta troppo sopravvalutata rispetto ai fondamentali e con gli utili troppo dipendenti dai crediti regolamentari.

    Tesla - 1 anno

    Fonte: Bloomberg Finance

    Tesla - 5 anni
    Fonte: Bloomberg

     

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    24/11/2020 02:22:21

     

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