Weekly Note: L’oro brilla, le Borse perdono smalto

Weekly Note: L’oro brilla, le Borse perdono smalto

giovedì 30 luglio 2020

  • Scarica il PDF della Weekly Note - Settimana 30/07 - 6/08
  • Dopo il rialzo delle scorse ottave, nell’ultima settimana di luglio sono iniziate le prese di beneficio sui principali mercati azionari, che hanno frenato il rally iniziato nella seconda metà di marzo 2020. Il focus degli operatori rimane sempre l’avanzata della pandemia di Coronavirus che secondo i dati al 28 luglio 2020 ha quasi raggiunto i 16,5 milioni di casi nel mondo (Fonte: Center for Systems Science and Engineering della Johns Hopkins University). Segnali positivi arrivano dalla situazione epidemica negli USA, dove il contagio sembra rallentare. Da segnalare anche come il Senato statunitense abbia approvato un nuovo piano di stimolo, proposto dai repubblicani, che prevede lo stanziamento di 1.000 miliardi di dollari a sostegno dell’economia americana. L’obiettivo degli aiuti è quello di offrire sostegno alle famiglie dato che gli attuali piani scadranno il prossimo 31 luglio. Un accordo con i democratici potrebbe però essere complicato, specie considerando i commenti della portavoce della Camera, Nancy Pelosi, che ha giudicato il programma “patetico”. Intanto restano elevate le tensioni del Paese con la Cina, in particolare dopo le recenti chiusure del Consolato cinese a Houston e di quello americano a Chengdu. Per quanto riguarda il Vecchio Continente, è da segnalare la decisione della BCE di allungare in via precauzionale lo stop ai dividendi e ai buybacks per le società del comparto bancario fino a inizio 2021. Il motivo della scelta è da attribuirsi agli effetti sull’economia del virus, che potrebbero compromettere l’assetto patrimoniale degli istituti. Sul fronte materie prime l’oro continua a brillare. Lo scorso 28 luglio, le quotazioni del prezioso hanno aggiornato i massimi storici toccando i 1.981,356 dollari l’oncia. A sostenere il metallo giallo è principalmente la necessità degli investitori di coprirsi dalle numerose incertezze presenti sui mercati.

    Focus: Settore aurifero

    Il Certificato per beneficiare indirettamente del rialzo dell’oro

    Nell’attuale periodo storico l’oro sembra destinato a brillare. Il mix di condizioni che spinge gli acquisti del prezioso è rappresentato dalla necessità degli investitori di coprire il portafoglio dai numerosi rischi presenti sui mercati (tra cui le tensioni USA-Cina e la pandemia), dalle politiche monetarie della FED, dalla contrazione dei tassi reali e dall’indebolimento del dollaro USA. A beneficiare di questa situazione sono anche le aziende correlate all’estrazione dell’oro come Barrick Gold, maggiore estrattore al mondo del metallo giallo. Appare quindi interessante guardare al Certificato Express Memory Cash Collect su Barrick Gold con ISIN DE000VP3ANY2, emesso da Vontobel lo scorso 6 maggio sul SeDeX di Borsa Italiana. Il prodotto permette di ottenere una cedola annuale di 7,60 euro condizionata al fatto che, alle varie date di valutazione intermedie, il prezzo del titolo sia uguale o superiore alla sua Soglia Bonus. Il Certificate beneficia dell’Opzione Memoria, che consente all’investitore di incassare successivamente i premi non pagati, e dell’Opzione Autocallable (scadenza anticipata se alle date annuali di rilevazione il sottostante quota come o più del Livello di Rimborso). A scadenza (6 maggio 2024), se il sottostante quoterà ad un prezzo superiore a quello dello Strike, l’investitore otterrà il valore nominale del prodotto, oltre al premio del periodo e a quelli eventualmente conservati in memoria. Al contrario, se il sottostante avrà un prezzo pari o inferiore allo Strike, il Certificato replicherà la relativa performance.

    Fonte dati: Bloomberg

     

    Appuntamenti Macro

    Giovedì 30/7: Gli operatori si concentreranno sul PIL tedesco e statunitense del 2° trimestre 2020 (preliminare) e sul tasso di disoccupazione dell’Eurozona (giugno). In USA, attenzione anche alle richieste di sussidio.

    Venerdì 31/7: Verranno rilasciati i dati sul PIL di Francia, Spagna, Italia ed Eurozona del 2° trimestre 2020 (preliminare). Nel pomeriggio, sarà reso noto l’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan (luglio).

    Lunedì 3/8: Focus sul Markit PMI manifatturiero inglese, italiano, spagnolo, francese, tedesco ed europeo di luglio. Per gli USA le attenzioni verteranno sull’indice ISM manifatturiero di luglio.

    Martedì 4/8: Verranno resi noti gli ordinativi delle fabbriche USA di giugno.

    Mercoledì 5/8: Il focus verterà sui Markit PMI dei servizi e compositi di luglio per Spagna, Italia, Francia, Germania, Eurozona e Regno Unito. Le attenzioni passeranno poi alle vendite al dettaglio di giugno dell’Eurozona, all’occupazione ADP statunitense e all’indice ISM non manifatturiero degli USA di luglio.

    Dai fatti agli effetti

    EUR/USD verso 1,18 con assist Recovery Fund e debolezza Dollaro USA

    Il fatto
    Il Fatto Nelle ultime ottave si è assistito ad un rafforzamento dell’EUR/USD con i prezzi del cambio che lo scorso 27 luglio hanno raggiunto i massimi dal 26 settembre 2018 toccando quota 1,17814. A spingere i prezzi della coppia valutaria sono stati principalmente due fattori: l’accordo raggiunto dai 27 capi di Stato e di Governo europei sul Recovery Fund del 21 luglio 2020 e dalla debolezza del dollaro USA. Gli ultimi dati macroeconomici a stelle e strisce, le prospettive di una Federal Reserve ancora accomodante, i continui stimoli fiscali dell’Amministrazione Trump e le tensioni USA-Cina penalizzano il dollaro americano. Segnaliamo inoltre come il Dollar Index, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere composto dalle principali valute, abbia raggiunto i livelli più bassi da oltre due anni.
    L'Effetto
    La duplice condizione di cui beneficia l’EUR/USD può permettere alle quotazioni di aggiornare ulteriormente i massimi segnati nei recenti giorni. Se l’accordo sul Recovery Fund ha salvaguardando la stabilità della moneta unica riducendo le possibili divisioni tra i Paesi del blocco, il dollaro USA è penalizzato dai numerosi fattori citati prima. In particolare, la politica monetaria della FED e le crescenti tensioni tra USA e Cina dovrebbero essere i fattori principali della futura debolezza del biglietto verde. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, la divisa a stelle e strisce potrebbe aver iniziato un percorso discendente che in un anno la porterà a deprezzarsi di oltre il 5%. La view degli esperti nel lungo termine è vede una flessione del 20% per il dollaro americano.

    EUR/USD - 1 anno

    Fonte: Bloomberg

    EUR/USD - 5 anni
    Fonte: Bloomberg

     

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    15/08/2020 01:11:39

     

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